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La Bettola – capitolo 11: “Il fumo invisibile”

Il thriller a puntate di IVG/young

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La porta della Bettola si spalancò di colpo. Entrarono dieci uomini armati fino ai denti, che spararono una serie di colpi ad altezza uomo prima di accorgersi che nessuno era lì a riceverli addosso.

Notarono che le luci erano accese e che alcuni corpi stavano seduti ai tavoli. Ma erano morti prima del loro arrivo. Inoltre, gran parte del locale era stato distrutto, come da un attacco molto recente, avvenuto prima del loro.

Si misero a controllare ogni zona della Bettola, dalla cucina al magazzino. Passarono al setaccio i bagni e il bar. Visionarono il contenuto della cassa, della dispensa e si assicurarono che nulla fosse nel forno.

Alla fine gli uomini si riunirono al centro del salone, per discutere di cosa avevano trovato. Rimasero sconvolti dal fatto che il locale di Satana fosse così vuoto, povero e quasi apparentemente abbandonato.

“Ci sono segni di satanismo” disse uno.

“Me lo aspettavo” rispose un altro.

“La cassa è vuota. I soldi sono stati presi”.

“Siamo arrivati tardi, amici” disse uno con amarezza, “Qualcuno ha già attaccato prima di noi, ha fatto fuori un bel po’ di gente ed ha rubato i soldi.”

“La Bettola è davvero caduta. Credevo non fosse possibile” dichiarò incredulo il primo.

“I motti spesso sono falsi”.

In quel momento sentirono un rumore. Si girarono e videro che Valentina bloccava la porta con una catena solitamente usata per bloccare le moto. Scappò immediatamente e loro si avvicinarono alla porta.

“Spacca!” ordinò il capo.

I suoi uomini si prepararono a spaccare la porta a suon di calci. Ma qualcosa li fermò prima che potessero iniziare. Qualcosa che non sentivano nè vedevano, ma più potente di ogni nemico mortale immaginabile.

Mentre tutti i soldati cadevano a terra, morenti e privi di forze, il capo si accasciò a terra e guardò fuori dalla Bettola. pensò a tutto ciò che stava accadendo, capì tutto e parlò a Gaia, anche se non la vedeva.

“Il vero demonio sei tu, padrona della Bettola. Alberto è morto ed ora lo siamo anche noi. Non saremmo mai dovuti venire a cercarti. I demoni combattono con falsità e meschini inganni, e purtroppo spesso vincono. Addio demone: oggi hai vinto tu”.

Morirono tutti in pochi secondi. Gaia si sedette e tirò un sospiro di sollievo. Valentina, Nicolò e Veronica rimasero piacevolmente sorpresi dalla magnifica mossa di Gaia per fermare l’attacco dei sicari di Alberto.

“Come ti è venuta tale idea, Gaia?” domandò Veronica tutta eccitata.

“Credo che a questo punto, potremmo svelarci i nostri segreti. Non li ho mai chiesti a voi, perché mi bastava vedere il male che viveva in voi, ma ora non c’è motivo di nasconderci. Per sconfiggere Serfi, dobbiamo fidarci. Inizio io: sono un’assassina esperta nell’avvelenare attraverso gas tossici. Come ho appena dimostrato. Martina era una satanista, mi pare ovvio. Arianna, invece, sono convinta fosse una hacker, ma non lo so. Voi?”

“Criminale di guerra” confesso Veronica.

“Ladro di identità” ammise Nicolò.

“Falsario” disse a cuore aperto Valentina.

Gaia guardò i suoi Spettri adorati. Aveva azzeccato ognuno dei loro lati oscuri, fin dal primo momento e ora ne aveva la conferma. Era il momento di colpire il nemico, con l’unione più forte di sempre.

“Venite Spettri, seguitemi. Sappiamo dove trovare Serfi e siamo in tempo. Ci ha distrutto la vita in un giorno, e noi lo uccideremo prima della mezzanotte. Poi avremo una nuova vita, insieme.”

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