IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Italia alla deriva: si pensa agli slogan e non alla sostanza, si salvi chi può foto

L’ipotesi di una crisi di governo agita l’attuale esecutivo, che invece di elaborare alcune proposte concrete volte ad aiutare il nostro Paese sta continuando a litigare

Sono in molti a chiedersi il motivo per il quale gran parte degli italiani si professi totalmente disinteressata alle vicende politiche del proprio Paese. Possibile che non si voglia incidere sulle scelte delle personalità che rappresenteranno le nostre istanze per cinque anni?

Poi però capita di ripensare a quello che sta accadendo a Roma. Ormai da settimane si sente ventilare l’ipotesi di una vera e propria crisi di governo: ricordate quando nell’estate del 2019 l’esecutivo cadde a causa delle aspirazioni di Matteo Salvini? L’attuale leader della Lega dichiarò di aver compiuto quel gesto per aiutare l’Italia ad uscire da una fase di stallo, ma in realtà molti tuttora sostengono che ciò avvenne con l’obiettivo di tornare alle urne in modo da poter concretizzare l’elevato gradimento personale.

Se vi è tornato in mente quel periodo, adesso potete nuovamente archiviarlo nel dimenticatoio senza particolari ripensamenti. Questo perché, prima di tutto, nel 2019 non vi era alcuna pandemia in atto e, in secondo luogo, l’esecutivo sembrava essere abbastanza solido prima della caduta. Inoltre anche il periodo scelto era diverso, con l’estate che divenne la grande protagonista della “crisi”.

Italia alla deriva: si pensa agli slogan e non alla sostanza, si salvi chi può

Sono probabilmente proprio i fattori sopraccitati ad aggravare gli attuali “capricci” (o lamentele, come preferite) di Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva è diventato nuovamente una star negli ultimi giorni a causa del suo scontro a muso duro con il premier Giuseppe Conte, accusato dal senatore di aver usato termini troppo duri nei confronti del suo partito nella consueta conferenza stampa di fine anno.

“Se continueranno ad esserci agitazioni all’interno della maggioranza andremo a verificare i numeri in parlamento”. Queste le parole del premier, il quale probabilmente non poteva immaginare che sarebbero state strumentalizzate da chi, teoricamente, dovrebbe essere un suo alleato.

In Italia però, proprio durante l’estate del 2019, abbiamo imparato che le simpatie tra personalità politiche e partiti sono in continua evoluzione. Un giorno si è alleati e quello successivo veri e propri nemici; un giorno ci sostiene e quello dopo già ci si pugnala alle spalle. Sembra un’opera di Shakespeare vero? Purtroppo è lo spettacolo agghiacciante offerto dai nostri rappresentanti i quali però, almeno ipoteticamente, non dovrebbero recitare, bensì governare.

La situazione attuale quindi sembra essere davvero drammatica. Nessuno sa cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni, ma c’è grande attesa e curiosità intorno alle mosse di Matteo Renzi. Il senatore, teoricamente, dovrebbe porre fine a questo esecutivo se non venissero accolte alcune sue richieste sul Recovery Plan che, come sappiamo, è il piano di fondi europei promosso dall’Unione per uscire dalla crisi causata dalla pandemia.

Ben 209 miliardi per la nostra nazione che rischiano di essere cestinati o comunque utilizzati in maniera pessima a causa di futili dissidi. Del resto però, questa maggioranza si scontra da quando è nata, quindi ce lo si poteva aspettare. Era infatti difficile pensare che, per almeno una volta, questo non accadesse.

Italia alla deriva: si pensa agli slogan e non alla sostanza, si salvi chi può

Sul fronte opposto invece, i partiti all’opposizione non stanno facendo altro se non alimentare le tensioni dell’attuale maggioranza, esponendo quindi il nostro Paese al “rischiodelle elezioni anticipate. Perché definirlo così? Vorrei ricordare che al momento, in Italia come nel resto del mondo, è in corso una terribile pandemia e, in periodi di questo tipo, le urne sono difficilmente convocabili, soprattutto per scongiurare lo spauracchio rappresentato dagli assembramenti.

Un governo tecnico potrebbe quindi essere la soluzione, anche se molti rimangono scettici di fronte a questa opzione. Qualcuno ha infatti ipotizzato che Conte potrebbe risorgere come l’araba fenice grazie ad un rimpasto, ma al momento anche questa rimane soltanto un’idea: staremo a vedere.

L’unica certezza attualmente è che nessuno o quasi sia riuscito a mantenere la propria credibilità. Dopotutto solo nella nostra nazione non si è riusciti a fare quadrato in Parlamento con i partiti che, per senso di responsabilità, avrebbero dovuto aiutarsi per traghettare la nostra penisola fuori da questo momento drammatico. Probabilmente è proprio quel sentimento che manca nei palazzi della politica, sia alle forze di maggioranza, isolatesi durante il primo periodo emergenziale, sia a quelle di opposizione.

A questa baraonda si aggiunge il fatto che l’Italia sia l’unico Paese in cui, dall’inizio della pandemia, gli studenti degli istituti di secondo grado sono tuttora costretti (dopo due mesi scarsi di lezioni in presenza) a continuare la modalità di didattica a distanza. Questo dato consolida quindi il trend per il quale, purtroppo, i nostri ragazzi si trovano in “quarantena” ormai da decenni.

Italia alla deriva: si pensa agli slogan e non alla sostanza, si salvi chi può

Nessuno ha più investito su di loro (e quindi sul nostro futuro), con i genitori stessi costretti a spendere i propri risparmi per potergli permettere di “cercare fortuna” all’estero. Questo oltretutto, in diversi casi, accade dopo una preparazione scolastica svolta nel nostro stato! È proprio qui che, probabilmente, emerge un’enorme carenza strutturale: perché le future generazioni vengono preparate per poi non investire su di esse?

Ecco, è su questi temi che la maggioranza avrebbe dovuto scontrarsi e non per qualche misero ministero, o peggio ancora a causa delle manie di protagonismo di alcuni. Nel nostro Paese i grandi dimenticati purtroppo sono proprio i giovani! La speranza è che questo 2021 riesca a portare un po’ di buonsenso nei palazzi della politica italiana, in modo da poter spendere al meglio i fondi messi a disposizione dal Recovery Plan investendo proprio su coloro i quali in Italia, tra vent’anni, dovranno poterci vivere.

Forse il fatto che la maggioranza dei giovani italiani voglia emigrare (questo perché nessuno di loro intravede prospettive future nella propria nazione) è un problema più urgente rispetto a qualche futile litigio, non vi pare?

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.