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Inquinamento ambientale, è tutta colpa della plastica? foto

E' possibile anche solo immaginare un mondo senza plastica?

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Vi è mai capitato, mentre buttate via una bottiglia di plastica o mettete in moto l’auto, di avvertire un vago senso di colpa? In effetti ci troviamo in uno di quei momenti della storia in cui il futuro sembra molto incerto. Nonostante ormai già da tempo si parli delle preoccupanti conseguenze dell’inquinamento, finora non avevamo l’impressione di trovarci di fronte a un pericolo così concreto.

Fino a poco tempo fa l’inquinamento e il clima impazzito erano l’oggetto di articoli di giornale, trasmissioni scientifiche, tesine… tutti dati preoccupanti, d’accordo, ma tutto sommato non così vicini, imminenti, reali. Ma ora c’è Greta e sembra che la sua voce di ragazzina tuoni più forte e arrivi più lontano di quella di tanti scienziati che da anni cercano di avvertire il mondo dei pericoli cui andiamo incontro e che ormai sembra siano davvero dietro l’angolo.

E’ grazie a lei che finalmente ci siamo accorti che è ora di prendere provvedimenti, e anche in fretta? Sicuramente è così che sono nate molte iniziative: dopo l’estate delle spiagge “plastic free” e della raccolta dei mozziconi di sigaretta, anche le scuole stanno cercando di dar vita a progetti che riguardano le tematiche ambientali. Alcuni istituti scolastici hanno infatti dichiarato di voler limitare l’uso delle bottigliette di plastica: verranno consegnate agli alunni delle borracce in alluminio, che potranno essere riempite da appositi distributori.

La plastica è diventata il grande nemico del momento, come lo sono stati il buco dell’ozono o più recentemente l’olio di palma. Il problema della plastica e dell’inquinamento dei mari è di certo reale e urgente; tuttavia, accecati dagli slogan, si rischia di perdere di vista elementi altrettanto reali: la plastica è stata un’invenzione rivoluzionaria, che ha portato a un netto miglioramento ad esempio nell’ambito del trasporto, dell’igiene e della conservazione del cibo, oltre alle mille altre applicazioni.

Il problema forse non è la messa al bando della plastica in sé, ma il suo uso eccessivo, la sua indiscriminata dispersione nell’ambiente, la nostra mancanza di senso civico. E mentre il summit sul clima voluto dall’ONU si chiude, lasciando a molti la sensazione di un’occasione persa, i movimenti ambientalisti organizzano manifestazioni e incontri ad hoc.

Speriamo che “inquinamento”, “plastic free”, “borracce”, non siano solo le parole di moda del momento, recitate solo per sentirsi con la coscienza a posto.

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