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Inhumans – la recensione

Una serie con tanto potenziale

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Un prodotto Marvel da una stagione, 10 episodi della durata di 45 minuti l’uno, una serie tv che porta il nome di Inhumans, i famosi inumani dell’universo Marvel.

La storia riguarda gli Inumani, aventi super poteri di vario genere, che vivono nascosti sulla Luna per evitare di lottare contro il genere umano. Da qui si evince un problema: c’è chi è contento di vivere lì e chi vorrebbe vivere sulla Terra, dominando gli umani (inferiori).

La trama è parecchio scontata: una rivolta contro la famiglia reale, che dovrà lottare per tornare al potere.

La serie si divide in due parti: l’unico momento bello, ritrovabile negli ultimi 10/20 minuti del primo episodio, e tutto il resto. Questo prodotto è imbottito di irrealismo negli scontri, assurdità allucinanti, colpi di scena poveri, classici topos come la storia d’amore tra coloro che sono troppo diversi… insomma nulla di interessante. Personaggi che sarebbero interessanti ma non gli viene mai permesso di esserlo. E poi gli scontri, la base di ogni storia supereroistica… sono inguardabili. Gli eroi vincono a prescindere, anche quando non hanno speranze. Gli stessi umani vincono i cattivi inumani, roba da piangere.

Ma non tutto è da buttare via. Ci sono 10 minuti, al massimo 20, nel primo episodio, dalla seconda metà in poi, che sono davvero lodevoli, in quanto si racconta in modo magistrale la presa di potere dei cattivi.

Il fratello del re organizza la rivolta: lui è l’unico senza poteri… peccato che tutti vogliono che sia lui il re, colui che propone di comandare gli umani e prendersi il loro posto di dominio sul mondo. Quindi un umano che governa gli inumani, che guida la rivolta.

La rivolta è permessa dalle guardie reali. L’esercito degli inumani si schiera contro la famiglia reale, che comprende anche il consigliere e lo stesso capo delle guardie. Un colpo di genio: solitamente è il generale a guidare il colpo di stato. Qui il generale di turno è una delle vittime, dei ricercati.

La presa di potere è ben organizzata e in parte riesce, infatti la loro vittoria sembra possibile. La scena della battaglia contro Medusa, la regina, è probabilmente uno dei prodotti migliori del cinema.

I cattivi sono quindi i personaggi migliori. Il nuovo re, la sua assistente che è incapace di morire e il loro miglio soldato, un assassino, sono perfettamente scritti e caratterizzati, come è dimostrato nel momento in cui la rivolta inizia. Il nuovo re, sentendosi chiamare “Mio re” resta immobile, quasi sconvolto: non se lo aspettava, anche se è il suo scopo. Devozione, calcoli attenti, sentenze di morte ma non solo, in quanto alcuni “nemici” vanno solo resi inoffensivi.

Poco altro resta da dire. Una serie iniziata con fulmini di ingegno, che poteva essere uno spettacolo, ma che non hanno saputo portare avanti in maniera adeguata. Come succede spesso, lodi ai cattivi e odio per gli eroi.

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