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“Il quarto tipo”: il racconto degli alieni tra film e documentario

Solitamente i film sui rapimenti alieni sono horror splatter, ma difficilmente creano angoscia

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Un bel film sugli alieni, mezzo documentario, angosciante e istruttivo. Non capita spesso che il cinema porti sullo schermo un simile prodotto e, quando succede, è quasi sconvolgente. Tanto sconvolgente che il film non è così facile da trovare.

Solitamente i film sui rapimenti alieni sono horror splatter, pieni di tortura, luci, immagini sfocate. Altrettanto noiosi sono spesso i documentari, o meglio i film documentari, quasi soporiferi nonostante gli argomenti. Ambo i casi difficilmente ti creano angoscia.

Ma in alcuni casi, purtroppo pochi, ci sono dei veri geni del cinema, che costruiscono un film con profonda attenzione. In questo film documentario dal finale aperto, non ci sono verità assolute, prove certe, ipotesi o supposizioni: viene raccontata una storia e tu, spettatore, devi scegliere, nel privato della tua casa, se essere scettico o credente nei confronti degli alieni.

Mezzo documentario mezzo film, poiché da un lato c’è il film effettivo e dall’altro spezzoni di audio, filmati e testimonianze reali, non modificate, mostrate al pubblico così come sono state registrate. Un film angosciante, dove ci sono rapimenti alieni, ipnosi e paure, paure per le cose più semplici come un gufo bianco capace di riportare alla mente, col solo sguardo, frammenti di un vecchio rapimento.

Un film totalmente basato su fatti reali, costruito sulle prove presenti e che, quando non si sa cosa sia successo, non lo mostra, non prende in giro il suo pubblico, ma ammette di non saperlo, mandando in onda il video reale, pieni di interferenze.

Ma si vede qualcosa? Sì, si vede molto. Gente che levita sul proprio letto, spasmi muscolari, vero terrore e vere ipnosi che riportano le persone ad esperienze che nemmeno sanno descrivere.

Non è un film per i deboli di cuore, ma è un film vero, e tra tanti onorabili film horror, tra tante supposizioni, tra diversi ciarlatani e soprattutto tra questa infinita serie di infimi prodotti cinematografici privi di alcuna bellezza, questo film è il “Santo Graal”: un film che non risponde perché non può farlo, ma che parla col cuore, che racconta una verità così com’è.

Uno spettacolo, che va apprezzato. Un film che va comprato e tenuto come reliquia: uno dei pochi film che, senza pretese, insegna qualcosa di vero.

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