IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il Monopoli della Terza Guerra Mondiale: riflessioni sulla situazione in Iran

Appello di un odiatore del Monopoli davanti alla prospettiva di una #worldwarthree

Più informazioni su

Immaginatevi di andare a letto con ancora i sintomi del doposbornia del Capodanno, il peso del cenone di Natale del 2015 ancora sullo stomaco e risvegliarsi con una notizia come Trump che, senza troppi giri di parole, dichiara non troppo velatamente guerra all’Iran.

In questo periodo è partito l’hashtag #worldwarthree su tutti i social media, nemmeno fossimo ai tempi del tentato assassinio di Reagan. E giustamente il mondo si è un po’ preoccupato, tra chi ha pensato di costruirsi un rifugio antiatomico, tra chi sta già pensando di trasferirsi in Svizzera e chi invece minimizza l’accaduto, come quando torni a casa da scuola e alla domanda “Che hai fatto oggi a scuola?” la risposta è sempre “Niente”.

Ma il vero trauma è per coloro che già si immaginano un ritorno della leva obbligatoria; da qualche tempo infatti, molti navigatori del web hanno raccolto la presunta notizia per inneggiare al ripristino della leva militare, per essere sicuri che anche i giovani d’oggi sappiano prepararsi all’evenienza.

Il problema non è che si può ridurre tutto a un “per essere pronti”, non è certo come prendere un etto di prosciutto in più perché “in caso avessi fame, almeno sono pronto”. Si parla di un’ipotetica guerra più simile a un gioco di strategia, un monopoli sociale dove ogni casella corrisponde a una tassa di proporzioni enormi in termini di vite umane, dove sarà il Medio Oriente, il teatro di questo scontro. Non vi dico quanto costeranno le tasse della Società Elettrica e della Società Acqua Potabile. E no, non le ho scelte a caso.

Ma lasciando il ditale e Parco della Vittoria nella scatola per un attimo, siamo davvero sicuri che vogliamo farci proteggere dalle ultime generazioni? Voglio dire, anche io faccio parte delle ultime generazioni, ma se già io vado in crisi quando devo fare la spesa e non trovo lo yogurt che la mia coinquilina mi ha scritto di prenderle, figuratevi a tenere un’arma in mano.

Ma poi, ve li immaginate i ragazzi che sono abituati a tenere in mano un cellulare, ora a reggere un’arma vera, non dico per forza sul campo, ma anche solo nell’addestramento? Lo dico perché tutti i soldati, anche coloro che lavorano nelle retrovie o in posizioni da non-combattenti, tipo in un ufficio o per logistica e simili, devono comunque ricevere un addestramento di base al combattimento.

Ragazzi che non possono separarsi da Internet, vestiti firmati e il loro stile di vita sedentario, che finiscono nelle mani dei loro “superiori”, pronti a rispondere uno “scialla” al posto di un “sissignore” e a giustificare test continui di prove sul campo che non riescono a superare. E figuratevi, se persino il Papa perde la pazienza, non oso immaginare chi ha dedicato la vita a questo e si ritrova a dover fare la balia a un (cito testualmente dai commenti su Internet) “branco di fighette che non giocano altro che a Fortinite”.

Tra l’altro, la maggior parte dei soggettoni citati prima sono quelli che credono davvero che Trump abbia agito nel migliore dei modi e che in fondo, è un bravo presidente arancione senza alcuna colpa, né passata né futura.

Insomma, già per noi “ultimi arrivati” nel mondo è dura, tra la disoccupazione crescente, la perdita di fiducia nelle istituzioni e gli scontri interni nel nostro paese, ora ci troviamo sull’orlo di un’ipotetica guerra, che per molti ora è solo un pretesto per tornare alle vecchie e sane tradizioni di un tempo.

Forse sarebbe il caso di passare una sorta di educazione più mirata, per certi versi. Forse non tutti sanno che secondo uno studio de La Sapienza di Roma, i giovani d’oggi non sarebbero pigri e apatici, come molti boomers dell’Internet continuano a credere, anzi.

La nostra generazione vede benissimo come la generazione dei genitori sia stata sconfitta sul piano politico nel suo desiderio di costruire un mondo migliore con i loro metodi e di come sia anche stata sconfitta sul piano economico da una crisi che non consente loro di progettare un futuro stabile per i figli.

Vivere in un mondo sempre più globalizzato, in cui i modelli sono pochi e remoti tanto da apparire virtuali, rende i modelli prossimi più veri e più reali. La crisi sta generando una solidarietà intergenerazionale dove il nemico è all’esterno e non all’interno dei nuclei familiari. E non all’esterno, inteso come “straniero”, ma come esterno all’ambiente famigliare, proprio causato da quella generazione che li vuole far tornare ai loro tempi d’oro. Come se non avessimo altro a cui pensare, tra l’altro.

Voglio solo ricordare che, come disse un certo Albert Einstein, “Non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma posso dirvi che cosa useranno nella quarta: pietre!” Beh, in effetti un mondo senza odiatori del web, Fortnite e partite di Monopoli che durano ore e non portano altro che odio per l’umanità, non mi sembra una prospettiva così tanto da escludere.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.