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Il flash mob di Fridays For Future Savona nella giornata mondiale dell’ambiente fotogallery

I giovani strikers savonesi sono tornati a farsi sentire per riportare l’attenzione mediatica sull’emergenza climatica

Savona. Di nuovo in piazza per manifestare in difesa dell’ambiente e del nostro futuro. Dopo mesi di quarantena e chiusura forzata nelle proprie abitazioni gli strikers di Fridays For Future Savona sono tornati. Ieri in piazza Sisto, come erano soliti fare ogni venerdì, hanno ripreso la loro attività di protesta e sensibilizzazione riguardo le tematiche ambientali e climatiche.

Non in una data qualunque, ma nella giornata mondiale dell’ambiente in cui si celebrano la natura e la sua biodiversità. I ragazzi hanno realizzato per l’occasione un flash mob abbastanza emblematico e diretto. I cartelloni degli/delle strikers recitavano: “Giornata Mondiale dell’ambiente, Vogliamo azioni concrete, Cittadini Firmate l’Eci”.

Abbiamo intervistato Agnese, una ragazza di Fridaysforfuture Savona, per farci spiegare meglio l’intento e il significato di questa loro azione. Ma anche per discutere sulla questione del Covid-19 e di come il movimento dei giovani ambientalisti non si sia mai fermato e continui la sua protesta in difesa dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi.

Ciao Agnese, perché avete deciso di tornare in piazza dopo tanti mesi proprio con un flash mob? Qual è lo scopo di questa nuova vostra protesta?

La scelta di tornare in piazza pubblicamente è nata da tutto il movimento a livello nazionale. I motivi principali per questa scelta sono due. Il 5 giugno è la giornata mondiale dell’ambiente e quindi era necessario che noi tornassimo a farci vedere in una data così importante, in un giorno in cui vorremmo che ognuno di noi scoprisse e capisse quanto siamo legati all’ambiente.

La Terra è casa nostra! Se la rispettiamo in primis rispettiamo noi stessi, al contrario risultiamo autolesionistici, con il rischio dell’estinzione della specie umana. Per questo sui nostri cartelli abbiamo deciso di incitare i cittadini a firmare l’Eci (European Citizens Iniziative): la petizione europea in cui si richiede al Parlamento europeo l’approvazione di una legge e una serie di proposte con il fine unico del rispetto dell’accordo di Parigi sul clima per mantenere l’innalzamento delle temperatura media sotto 1,5 gradi.

Il secondo motivo è quello della fine della quarantena. Siamo stati mesi senza poter manifestare e tornando in piazza urliamo al mondo che non ci siamo mai fermati. Abbiamo continuato ad essere attivi sui social, perché nonostante il Covid-19 l’emergenza climatica non si è fermata. È rimasta lì a bussare alle nostre porte per tutti questi mesi, ma l’abbiamo ignorata. Adesso è ora di affrontarla.

Abbiamo scelto di fare un flash mob per fare qualcosa di diverso. Un flash mob ha un impatto notevole, pochi minuti che però ti fanno notare che intorno a te sta succedendo qualcosa. Ed è questo che vogliamo mostrare: noi continuiamo a vivere la nostra vita quotidiana, ignorando il resto, ma intorno a noi tutto continua a muoversi inesorabilmente. Per cui chiediamo a chi detiene il potere meno parole e più fatti.

È stato scientificamente provato che l’inquinamento atmosferico e dell’aria ha favorito la diffusione del Covid 19. E purtroppo con lo scioglimento dei ghiacciai nuovi virus antichissimi, anche molto più pericolosi di quello attuale, si diffonderanno e colpiranno l’uomo; è forse questo il segnale definitivo per cui l’emergenza climatica è la principale minaccia che l’uomo deve affrontare e la principale tematica su cui tutti dovrebbero focalizzarsi?

Sì, ci dimentichiamo che è la Terra a ospitarci e non il contrario. Come ho già detto dobbiamo avere rispetto di Lei. Purtroppo ciò che sta avvenendo è il risultato di molti anni di errori verso l’ecosistema. Serve un cambiamento radicale, stiamo facendo finta di niente da troppo tempo…

La generazione prima di noi non ha voluto aprire gli occhi e queste sono le conseguenze. Dobbiamo abituarci. O chi può fare qualcosa inizia a farlo subito, a partire dai chi governa, o NOI GIOVANI dovremo abituarci a un continuo peggioramento generale, che non è altro che la protesta della Terra. Il suo ribellarsi al nostro egoismo e ai nostri errori.

Quali sono stati i risvolti positivi e quali invece quelli negativi che la pandemia ha causato direttamente all’ambiente e alla percezione del problema che la gente ha nei confronti del cambiamento climatico?

Con la quarantena in città l’aria era più pulita. Anche se l’inquinamento della Costa Crociera, da quasi tre mesi accesa nel porto di Savona, è stato terribilmente alto. Si sono però iniziate a rivedere le stelle e questo vuol dire che c’è stata una diminuzione di smog…

Peccato però che sia tornato di nuovo tutto come prima. È anche vero che molte fabbriche non hanno mai chiuso e che gli allevamenti intensivi non si sono fermati, quindi non è cambiato più di tanto. Per quanto riguarda la sensibilizzazione delle persone sulla crisi climatica a Savona sono un po’ dispiaciuta. Abbiamo lavorato tanto per farci conoscere, per diffondere la parola e per arrivare alla coscienza delle persone ma da quello che ho visto coi miei occhi sembra che la quarantena abbia cancellato tutto (per questo siamo più forti di prima!).

Metti i piedi fuori casa e non vedi altro che guanti e mascherine buttati per terra… Fa male al cuore. Vogliamo far capire alla gente, ai nostri nonni, ai genitori, agli amici, come ho già detto prima, che così siamo solo autolesionisti. Senza contare le persone che ti dicono: “Ah ma quindi esistete ancora”. Sì, ci siamo da un anno senza un giorno di pausa. Venerdì 29 maggio siamo usciti di casa e insieme con altri ragazzi abbiamo ripulito un pezzo di strada della nostra città. Questo per far vedere che ci teniamo davvero, che ci sporchiamo le mani. Però queste cose non dovremmo farle solo noi, ma tutti. A partire soprattutto da chi è al potere e può cambiare le cose.

Durante la quarantena le attività di Fridays For Future Italia ma anche dei movimenti locali non si sono fermate. Tra cui lo sciopero globale del 24 aprile. Raccontaci come il gruppo di Savona ha vissuto questo periodo.

Per noi di Fridays è stato un lockdown molto movimentato. Non ci siamo dati tregua neanche per un giorno: abbiamo messo su vari progetti con molti personaggi illustri (tra cui le tante videointerviste su Instagram con i vari Saviano, Alessandro Gassman, Elisa ecc.), lavorato in molti gruppi a livello nazionale, abbiamo portato avanti riunioni online, ci siamo confrontati e creato varie rubriche.

Anche noi di Savona abbiamo partecipato allo sciopero online del 24 aprile anche se con poco seguito. Anche se non sembra, seguire tutto via social e via videochiamate non è stato così semplice! Noi dell’organizzazione non vedevamo l’ora di ritrovarci per fare qualcosa dal vivo.

Il vostro motto durante la quarantena è stato: ora il Covid-19, domani l’emergenza climatica. Quali saranno le prossime attività del movimento Fridaysforfuture Savona. E quali proposte/proteste intendete presentare alla giunta comunale di Savona e alla Provincia locale?

Il motto è stato quello e oggi è quel “domani”! Di progetti avviati ora non ne abbiamo, per forze maggiori si è bloccato tutto, ma dopo che l’anno scorso il comune di Savona ha firmato la dichiarazione di emergenza climatica vorremmo fare
diventare la nostra Savona una città un po’ più ecosostenibile. Proveremo a far creare più piste ciclabili per far in modo che andare in bici (il mezzo più ecosostenibile al mondo) diventi più sicuro. Provare a fare le proprie mosse per migliorare il mondo non dovrebbe essere così pericoloso.

Proporremo inoltre di trasformare delle zone aperte al traffico in aree solo pedonali/aperte ai soli mezzi pubblici; soprattutto quelle del centro. Abbiamo anche in progetto la lotta per l’elettrificazione del porto di Savona (portata avanti anche dai ragazzi del ‘Porto Elettrico’).

A settembre avevamo iniziato un percorso che avrebbe avuto come scopo la diminuzione dei rifiuti nelle scuole, attraverso l’applicazione di distributori dell’acqua e la distribuzione di borracce. Quando ci sarà la ripresa normale delle attività scolastiche ci riattiveremo con le scuole che ancora non hanno affrontato questo cambiamento.

Uno dei nostri obiettivi è quello di una Savona più pulita, con l’attuazione di un sistema di pulizia della città portata avanti non solo dall’iniziativa di singoli cittadini ma gestito, pianificato e migliorato direttamente dalle istituzioni locali che se ne dovrebbero occupare.

Con la speranza che un giorno anche Savona adotterà un sistema di raccolta differenziata obbligatorio. Al di fuori della città e della provincia abbiamo in programma la realizzazione di qualche evento/progetto in collaborazione con i nostri amici Liguri di Fridays For Future Genova.

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