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Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer: “Quanto ti devo pagare per la lezione di tennis?” foto

La Seleçao ha vinto per la nona volta il prestigioso trofeo, mentre il tennista romano si è distinto per aver raggiunto gli ottavi di finale a Wimbledon

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Festa verdeoro. Cosa c’è di più bello di vincere una competizione sentita e prestigiosa come la Coppa America? Vi preghiamo di non rivolgere questa domanda a Messi, che per l’ennesima volta non è riuscito a trascinare alla gloria la sua albiceleste.

Questo potrebbe essere il riassunto dell’edizione 2019 del torneo organizzato dalla Conmebol, che vede sfidarsi tra loro tutte le squadre sudamericane (con l’aggiunta di due compagini invitate).

Quest’anno in Brasile (paese ospitante) diverse nazionali sono partite con l’obiettivo di alzare al cielo il prestigioso trofeo, ma molte di esse sono state sorprese dalle rivelazioni della competizione.

Colombia e Uruguay per esempio, dopo aver disputato una fase a gironi straordinaria, non sono andate oltre i quarti di finale.  Un eroico Cile invece, nonostante gli sfavori del pronostico, è riuscito a raggiungere la semifinale, persa poi contro il Perù, sorpresa assoluta del torneo.

Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer senza storia, ma che percorso dell’italiano

Nessuno infatti pensava che la Blanquirroja, dopo essersi qualificata ai quarti come migliore terza, potesse ottenere un simile risultato, merito dello spirito di sacrificio e dei gol di quel Guerrero che, ancora una volta, si è dimostrato fondamentale per la sua nazionale.

Non sono stati però i peruviani a conquistare la coppa quarantanove anni dopo l’ultima volta, ma i padroni di casa del Brasile, dati da molti come principali favoriti.  L’infortunio di Neymar però aveva spinto diversi tifosi a ritrattare, segnalando l’Argentina come squadra da battere.

Tuttavia, la formazione di Scaloni non ha iniziato al meglio il suo cammino nella competizione, facendo discutere per l’ennesima volta sul contributo di Messi all’albiceleste, nazionale che dopo il Mondiale sembra aver perso la “retta via”.

L’esplosione di Lautaro Martinez e l’attaccamento alla maglia hanno permesso comunque agli argentini di superare il proprio girone, arrivando a disputare i quarti di finale del torneo.

Lo 0-2 rifilato al Venezuela ha poi permesso agli uomini di Scaloni di andare in semifinale, dove li attendeva la super sfida contro i padroni di casa del Brasile.

Ecco, proprio i verdeoro meritano una menzione a parte. Dopo lo scoppiettante esordio con il 3-0 inflitto alla malcapitata Bolivia, la squadra di Tite ha pareggiato 0-0 contro il modesto Venezuela, facendo preoccupare molti sostenitori.

Lo 0-5 rifilato al Perù ha però permesso a Gabriel Jesus e compagni di approdare ai quarti, dove sono serviti i calci di rigore per assegnare il passaggio del turno, comunque conquistato dal Brasile.

Come vi stavamo raccontando, è in questo modo che si è arrivati alla super sfida tra albiceleste e verdeoro, partita dalla quale sono nate numerose polemiche.

Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer senza storia, ma che percorso dell’italiano

Messi, infatti, dopo l’ennesima delusione collezionata con la propria nazionale (la partita è terminata 0-2 per la Seleçao), ha pensato di rilasciare dichiarazioni contro la Conmebol, accusando il massimo organismo del Sud America di corruzione e di favoreggiamento nei confronti dei padroni di casa del Brasile.

Certo, digerire un dispiacere così grande non dev’essere facile, soprattutto per uno con l’ambizione e il talento di Leo, tuttavia, certe accuse sono apparse davvero fuori luogo.

Come se non bastasse, nella finalina per assegnare la medaglia di bronzo, il fuoriclasse argentino è stato anche espulso, nonostante fosse Medel quello che cercava in tutti i modi di prenderlo a testate. Ancora dente avvelenato per “la pulce” in conferenza stampa, che si vocifera potrebbe costargli una squalifica di due anni. Questa gli impedirebbe di giocare la prossima Coppa America, ma soprattutto i prossimi Mondiali.

Cosa succederà in merito a questa vicenda lo scopriremo nelle prossime settimane, nel frattempo tutto il Brasile continua a gioire per il 3-1 inflitto in finale ai danni di uno stoico Perù.

Nona affermazione in questa competizione per la Seleçao, ennesima delusione per Messi, impresa storica quasi riuscita alla Blanquirroja: ecco il riassunto della scoppiettante edizione 2019 della sempre emozionante Copa América.

Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer senza storia, ma che percorso dell’italiano

Quanto ti devo pagare per la lezione di tennis? Lunedì pomeriggio il tennista romano Matteo Berrettini ha affrontato il re Roger Federer negli ottavi di finale di Wimbledon. Una partita unica per qualunque giocatore di tennis, perché avere la fortuna di affrontare uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi sul centrale londinese davanti a 15 mila persone non è da tutti. Ancora di più per Berrettini, cresciuto con il mito dello svizzero. Essendo ventitreenne, il talento italiano ha visto la nascita e la consacrazione della stella di Federer. Berrettini si è letteralmente innamorato (come credo chiunque sia appassionato di questo sport) della classe di Roger. Il re è così presto diventato il suo idolo d’infanzia, con tanto di poster attaccato sulla parete della cameretta di Matteo.

Abbiamo già parlato in questa rubrica della crescita del talento romano, che dalla settimana scorsa è diventato numero 20 della classifica Atp. Una crescita esponenziale che lo ha portato a ottenere grandi risultati anche sull’erba, superficie da lui poco conosciuta, uno specialista della terra rossa. Infatti Berrettini viene dalla semifinale di Halle (torneo 500) e dalla vittoria di Stoccarda (torneo 250), tornei giocati proprio sull’erba. Dopo il superamento dei primi tre turni a Wimbledon, Matteo si è presentato con uno score di 11 vittorie e una sola sconfitta in questa stagione. Il miglior momento possibile della sua carriera per affrontare per la prima volta il suo idolo d’infanzia, colui che sull’erba ha insegnato e continua a insegnare tennis a un livello superiore rispetto al resto del circus. E Berrettini è sembrato decisamente ottimista alla vigilia, dichiarando che con concentrazione e aggressività se la sarebbe potuta giocare con Federer.

Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer senza storia, ma che percorso dell’italiano

Ma il signore di cui Berrettini ha il poster camera, lunedì sera ha avuto idee diverse, spazzando via il tennista italiano in poco più di un’ora, dominando e vincendo per tre set a zero (6-1, 6-2, 6-2). Lo svizzero ha giocato sul rovescio di Berrettini, tenendo un ritmo alto per non lasciar ragionare il romano, palesemente in confusione a causa dell’emozione e della tensione che lo ha reso bloccato. Tanti gli errori di Berrettini, troppi se si vuole provare a impensierire l’attuale numero 3 del mondo. Poche prime in battuta e tanti sbagli di dritto. Altresì errori banali su colpi il cui punto sembrava già essere stato assegnato all’italiano, in quelle poche occasioni che Matteo è riuscito a mettere in difficoltà Roger.

Il Brasile alza al cielo la Coppa America; Berrettini-Federer senza storia, ma che percorso dell’italiano

Del torneo resta comunque il risultato positivo complessivo, visto che Berrettini è il quinto italiano della storia a raggiungere i migliori sedici a Wimbledon. Tuttavia, a mio avviso, una frase pronunciata dal talento romano forse è la migliore speranza per il futuro di questo ragazzo. Infatti Berrettini ha dichiarato che dopo il match Federer si è congratulato con lui per il percorso e per la stagione che sta conducendo.

L’italiano ai microfoni ha ammesso di aver risposto così allo svizzero: “Quanto ti devo pagare per la lezione di tennis? È stata una sveglia che penso mi farà crescere”. Una battuta scherzosa che denota però un aspetto molto importante di Berrettini: il ragazzo non si è montato la testa e nonostante sia ormai entrato nel top del tennis mondiale, grazie alla posizione numero 20 del ranking, è rimasto umile e consapevole di quanto ci sia ancora da lavorare per raggiungere il livello dei migliori. Fortunatamente non si sente ancora arrivato.

Una speranza soprattutto per noi tifosi e per tutto il movimento tennistico italiano. Con la concreta possibilità che Matteo Berrettini possa ancora migliorare, e che dunque non sia ancora giunto al suo massimo livello. E chissà, magari un giorno potrà battere il suo idolo Federer, invece di pagargli l’ora e un quarto di lezione che ha ricevuto lunedì sera.

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