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Grazie Leclerc, apoteosi rossa a Spa; Serie A, sei spettacolare, però basta razzismo! foto

Finalmente è arrivata la prima vittoria stagionale per una Ferrari, mentre a Cagliari è andato in scena l’ennesimo atto di inciviltà

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Super Leclerc. Domenica scorsa si è svolto il Gran Premio del Belgio e, finalmente, la nostra amata Ferrari ha ruggito. Un weekend perfetto conclusosi con il miglior risultato possibile, con un super Leclerc trionfante al traguardo di una gara crocevia per la stagione.

“MissionWinNow” è lo slogan che compare sulla livrea delle vetture del pilota monegasco e di Vettel che, fino alla scorsa gara, non erano riusciti a rispettare le attese, permettendo ai rivali della Mercedes di piazzare l’incredibile dato di sette doppiette su dodici Gp disputati.

Dalla conferenza piloti di giovedì scorso però si sono subito notati un’aria nuova e un ritrovato ottimismo che, francamente, non si verificava dai primi atti di questa stagione di Formula 1. Le numerose occasioni perse dal team di Maranello infatti, avevano portato un po’ di sfiducia al muretto che, come successe alcune stagioni fa, temeva di non riuscire più a vincere una gara per diverso tempo.

Le super prove libere di Sebastian Vettel e Charles Leclerc però, hanno subito riportato il sorriso nel box Ferrari, con il team principal Binotto convinto di poter dire la sua sia in qualifica che in gara. Per la gioia di tutti gli appassionati così è stato e sabato, durante le qualifiche, i ferraristi hanno potuto gioire per una prima fila tutta rossa, con il pilota monegasco che sarebbe partito primo davanti al compagno di scuderia.

Grazie Leclerc, apoteosi rossa a Spa; Serie A, sei spettacolare, però basta razzismo!

Purtroppo però l’euforia per l’ottimo risultato ottenuto è stata resa vana dalla tragedia accaduta in Formula 2. In essa ha perso la vita il talentuoso pilota francese Anthoine Hubert in un terrificante incidente. Nonostante i soccorsi immediati il ragazzo non ce l’ha fatta, ricordando a tutti quanto crudele e spietato sia lo sport a quattro ruote che tanto ci appassiona.

Grazie Leclerc, apoteosi rossa a Spa; Serie A, sei spettacolare, però basta razzismo!

Tornando alla gara svoltasi la domenica successiva, dopo il commovente minuto di silenzio dedicato alla scomparsa del transalpino, i piloti si sono fatti forza, salendo sulle proprie vetture per dedicargli il Gran Premio. L’impresa è riuscita proprio al suo conoscente e amico Charles Leclerc che, per la prima volta in carriera, ha vinto una gara di F1, facendo letteralmente impazzire i suoi tifosi.

L’impressione è quella che le rosse ne abbiano di più in questi circuiti rispetto agli acerrimi rivali della Mercedes. L’obiettivo è adesso quello di capitalizzare al meglio questo minuscolo vantaggio, senza più commettere errori dal muretto. Il pilota di punta oltretutto, sembra essere diventato proprio il monegasco che, dopo le ultime ottime prestazioni, dovrebbe aver guadagnato la fiducia di tutti. Questo con buona pace dell’ex presidente Marchionne che, prima di arrendersi alla grave malattia che lo affliggeva, aveva indicato Leclerc come talento da promuovere in Ferrari.

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La scuderia di Maranello è chiamata adesso ad affrontare una grande sfida: cercare di tenere aperto (se non addirittura riaprire) un Mondiale fino a ora cannibalizzato dallo spesso imprendibile Lewis Hamilton. Per farlo, Binotto e i suoi dovranno tentare di piazzare la doppietta già dalla prossima gara che, il destino (o il calendario se preferite) vuole, si disputerà in Italia, nello storico circuito di Monza. Ad attendere l’insicuro Vettel e il gioiellino Leclerc ci sarà la solita “marea rossa”, rappresentata dagli scatenati tifosi della Ferrari.

La settimana del Gp di Monza è iniziata nel migliore dei modi, con l’annuncio del rinnovo della data italiana fino al lontano 2024. L’obiettivo ambizioso, come detto, è tentare una sensazionale doppietta rossa, quello minimo è vincere la gara. Dopotutto lo stesso Hamilton ha dichiarato che, con otto appuntamenti ancora da disputare, il Mondiale è tutto tranne che chiuso.

Difficile da credere, ma provarci non costa nulla. Nel frattempo ci auguriamo che la Ferrari torni a dire la sua più spesso e che la vittoria in Belgio di Leclerc (la prima del 2019), sia la prima di una lunga serie.

Detto ciò: forza cavallino rampante, siamo con te!

Grazie Leclerc, apoteosi rossa a Spa; Serie A, sei spettacolare, però basta razzismo!

Serie A, croce e delizia. Un altro weekend sportivo se ne è andato. E che weekend. La Serie A, il ritorno alla vittoria della Ferrari con Leclerc, il passaggio in semifinale agli Europei della nazionale femminile di pallavolo, l’inizio dei campionati mondiali di basket con due vittorie per l’Italia, lo spettacolo della Vuelta in Spagna e degli Us Open di tennis, con il nostro Matteo Berrettini che ha raggiunto anch’egli la semifinale.

Tantissime emozioni che hanno tenuto incollati alla televisione milioni di spettatori. Numeri altissimi che hanno fatto registrare un nuovo record di ascolti per la piattaforma televisiva Sky: il fine settimana sportivo con il miglior share di sempre. Risultato ottenuto grazie alla partitissima Juve – Napoli e al derby di Roma, ma altresì alla gara di F1 di Spa vinta dalla rossa di Maranello.

Questo dimostra la voglia di sport che c’è nel nostro Paese. Una crescita di appassionati che si interessa a diverse discipline, privilegiando tuttavia ancora l’amato pallone. Una Serie A che ha dato davvero spettacolo nelle prime due giornate di campionato: colpi di scena, emozioni, partite pirotecniche decise all’ultimo minuto (come il big match Juve – Napoli) e tanti, tantissimi gol.

Nelle venti partite disputatesi fino a oggi le reti segnate sono state 65. Il più alto numero di marcature registrato nelle prime due giornate di campionato dalla stagione 1950/1951 quando i gol furono addirittura 77. Un altro calcio. Vorremmo soffermarci su ciò e analizzare le possibili ragioni che hanno portato a un numero così alto di reti.

Purtroppo però dobbiamo ancora parlare e discutere in merito al lato oscuro che uccide il calcio.

Il derby di domenica tra Roma e Lazio non ha fatto registrare alcuno scontro tra le due tifoserie, nonostante le preoccupazioni della vigilia. Tuttavia per una partita di pallone sono stati impiegati 1500 agenti delle forze dell’ordine, atti a prevenire possibili situazioni di criticità. Neanche fosse una guerra. Ripetiamo se non fosse chiaro: millecinquecento poliziotti. Assurdo, considerando che in fondo, il calcio, è solo un gioco. Fortunatamente la situazione è rimasta tranquilla, ma gli episodi controversi non sono mancati.

Grazie Leclerc, apoteosi rossa a Spa; Serie A, sei spettacolare, però basta razzismo!

Oltre ai soliti petardi e saluti romani a braccia tesa dei tifosi di fede bianco-celeste (curva notoriamente fascista), che purtroppo ormai non fanno più notizia, è la coreografia della Lazio a inizio partita che ha fatto discutere. Un omaggio al leader degli ultras laziali del gruppo “Irriducibili” Fabrizio Piscitelli (detto “Diabolik”), ucciso lo scorso 7 agosto. Coreografia simile a quella di lunedì scorso dei tifosi dell’Inter, squadra storicamente gemellata alla Lazio.

Lo scalpore risiede nell’omaggio a una persona che merita tutt’altro che ammirazione. Condannato per estorsione e minacce al presidente della Lazio Lotito, per traffico di droga e per la nota vicenda “Mafia Capitale”. Una persona xenofoba e antisemita che andava allo stadio per “picchiarsi e ammazzarsi con la tifoseria avversaria”, o talvolta con le forze dell’ordine. Secondo voi, questa è una persona da apprezzare e omaggiare in questo modo?

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È doveroso segnalare anche un altro triste episodio. Sì, stiamo parlando ancora una volta degli ululati contro un giocatore di colore. In questo caso si è trattato di Romelu Lukaku, neo attaccante dell’Inter, che ha subito i “buu” di una piccola parte della tifoseria cagliaritana prima del rigore da lui stesso segnato. Sardi che si erano già resi protagonisti in negativo nelle passate stagioni con episodi simili. Duro è stato il commento dell’attaccante belga a fine partita, che ha evidenziato l’assurdità della presenza di questo problema nel 2019, sollecitando giocatori, società e federazioni calcistiche a lottare contro questo male endemico del nostro calcio e della nostra società.

Tuttavia non bisogna generalizzare, perché non tutti sono colpevoli. Solo un piccolo numero di tifosi rosso-blù ha rivolto ululati offensivi contro Lukaku. Non può un’intera tifoseria pagare l’ignoranza e la maleducazione di pochi. Per tale ragione, oltre a tentare di prevenire questo fenomeno con l’educazione, sarebbero da adottare misure più stringenti negli stadi, al fine di rintracciare i veri colpevoli.

Un po’ come quanto fatto dalla Juve nel proprio impianto, con l’installazione di nuovi microfoni ad alta sensibilità per individuare la provenienza di cori, parole o offese. In modo da radiare dagli stadi chi veramente merita di starne fuori, e non punire per due/tre giornate tutti gli altri innocenti presenti allo stadio “solo” per tifare e guardare una partita di pallone.

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