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Godzilla I e II, mezz’ora di entrambi basta e avanza

Belle partenze, bell’idea di fondo, ma uno sviluppo noioso e prevedibile

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Riproposizione americana dei classici giapponesi, “Godzilla” I e II sono film fantasy dei quali si può fare a meno. Il primo film inizia in modo scientifico, tra scoperte sconvolgenti di fossili e larve giganti, per poi passare all’azione con il risveglio di tre creature gigantesche, intente a distruggere o salvare il mondo.

Il secondo film si lega invece all’ecoterrorismo, dove questa volta vengono risvegliati molteplici giganti ma non per caso, bensì per un piano tra il geniale e il folle, messo a punto da una ricercatrice e un terrorista: se queste creature possono, con le loro radiazioni, sistemare il pianeta, allora vanno risvegliate, così che possano sistemare il mondo e poi vivere con gli umani in pacifici rapporti. Peccato che, nel loro piano, includono il risveglio di una creatura intenta a distruggere il pianeta e chi lo popola.

In ambedue i film vediamo il gigante Godzilla, una specie di grossa lucertola, non come un mostro vero e proprio, bensì come un salvatore, un reggente dell’equilibrio, che si risveglia nell’Oceano Atlantico e combatte gli altri titani quando questi si svegliano. Quando lo si scopre nel primo film, c’è la sorpresa. Nel secondo si perde questo effetto, oltre al fatto che si sa, dopo il primo, che lui è il più forte, quindi prima gli viene dato un avversario forte quanto lui e poi, per creare suspence, lui viene ucciso e resuscitato.

L’errore? Non può che finire così. Solo lui può salvare il mondo, quindi se muore, che succede? Troveranno il modo di riportarlo alla vita e così accade. Belle partenze, bell’idea di fondo, ma uno sviluppo noioso, prevedibile per lo più. Grandi effetti speciali, ma nelle battaglie si cala di qualità. I film risultano interessanti negli inizi, perché gli scontri sono confusi, pieni solo di esplosioni e polvere, quasi non si capisce chi vince e chi cade.

Nel primo film, almeno, ci sono colpi di scena: non solo Godzilla è l’eroe, ma il mostro che si risveglia porta al risveglio di un suo simile, una femmina con cui può riprodursi. Nessuno se lo aspetterebbe mai. Nel secondo, anche questo fattore viene meno. Non può finire male, giusto?

Inoltre, c’è troppa presenza umana. Godzilla, creature mastodontiche, e gli umani sono quasi i protagonisti della storia. Per concludere, guardarsi la prima mezz’ora di entrambi basta e avanza.

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