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Flash – la recensione

Punti a favore e lati negativi

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Serie televisiva statunitense, spin-off di Arrow, “Flash” è ambientata nell’universo “Arrowverse”, co-fondatrice di Legend of tomorrow.

Greg Berlanti, Andrew Kreisberg e Geoff Johns prendono ispirazione dal personaggio dei fumetti DC Comics per creare nel 2014 questa serie supereroistica di quattro stagioni che sembra potersi rinnovare ancora per molto tempo. Ogni stagione conta ventitré episodi, da tre quarti d’ora circa l’uno.

La storia si svolge a Central City, cittadina immaginaria dove lo scienziato forense Barry Allen viene colpito dalla materia oscura, un’energia in grado di distruggere ma anche fornire superpoteri. L’esplosione dell’acceleratore di particelle ai laboratori Star crea così un’onda che trasforma moltissime persone in meta-umani dai poteri sorprendenti.

Barry, aiutato dagli scienziati dei laboratori Star Caitlin Snow, Cisco Ramon e Harrison Wells, nonché dal suo padre adottivo Joe West e dall’amore della sua vita Iris West, diventa Flash e combatte il crimine con la sua super velocità.

Una critica di base va fatta proprio ai meta-umani. Senza contare il fatto che Caitilin e Cisco scoprono di avere dei poteri solo nella seconda/terza stagione, ogni singolo meta-umano che gli eroi incontrano nella serie è un essere malvagio.

La natura serializzata di Flash conduce, è comprensibile, a trovare un nuovo nemico per ogni puntata, ma come è possibile che Barry sia praticamente l’unico super a voler essere buono?

Nella quarta stagione le cose cambiano, si incontra un nuovo eroe che si unisce al team, l’uomo elastico, il quale però è la comicità fatta a persona, un personaggio assurdo che fa battute e non sembra un supereroe.

I cattivi meritano altrettante critiche. Fino alla quarta stagione, il vero cattivo, quello principale, sembra essere costruito controvoglia dagli sceneggiatori. Per venti puntate si inventano nemici favolosi, creano sessanta meta-umani dai poteri incredibili. Poi però si giunge alla nemesi di Flash, l’uomo più veloce del mondo, e qui si cade nel cliché più banale del mondo, che viene ripetuto a oltranza.

Il primo nemico è l’anti-Flash, più veloce di Flash. Il secondo è Zoom, ancora più veloce. Il terzo è Saviatar, il Dio della Velocità. È già banale creare la nemesi come l’eroe al contrario, con gli stesi poteri, ma riproporlo per tre volte è davvero eccessivo. Alla quarta stagione si cambia regime, arriva Il Pensatore, l’uomo più intelligente al mondo, che arriva a creare altri meta-umani per poi entrare nei loro corpi e impadronirsene, poteri compresi. Controlla persino l’uomo elastico. Però non considera l’unica cosa che può ucciderlo, le emozioni, come se fosse anche solo vagamente possibile che un simile genio, che tra l’altro è sposato, non tenga conto del potere delle emozioni, dell’amicizia e dell’amore.

La serie ha certamente dei punti a favore, come il rapporto che Flash crea con i suoi amici scienziati; la sconvolgente scoperta che Wells, il suo mentore, sia la sua prima nemesi, oltre che l’assassino di sua madre; i molteplici mostri che deve affrontare. Purtroppo, le critiche sono notevolmente maggiori.

Tutti i super cattivi vengono sconfitti con la scienza più che con il suo potere, la storia d’amore con Iris è poco interessante, il rapporto con il padre adottivo si riassume in interminabili chiacchierate etiche che costantemente lo aiutano a trovare la via giusta come se West fosse una specie di Guru.

Il vero padre di Flash è una specie di pacifista, tanto che arriva a dire “Non servono i poteri per essere un eroe”, un bel concetto ma totalmente stupido davanti a Zoom, un super cattivo che vuole distruggere tutto e tutti.

Infine, si arriva alla parte peggiore, il multiverso. Ci sono mille pianeti simili alla Terra, altre versioni del pianeta, chiamate 1, 2, 3, 24. Tutte quante diventano utili agli eroi, vengono visitate, si trovano aiuti. Viaggi spaziali ma anche temporali, come Barry che torna indietro nel tempo per salvare sua madre, peccato che così facendo non solo abbandona la sua vita perfetta del presente ma in seguito deve lasciare il nuovo passato o vi morirà e tornando nel presente scopre di aver rovinato la vita a tutti, in modi diversi.

L’eroe merita molte critiche, in quanto è il classico supereroe perfetto, sempre buono, eticamente corretto, che non fa mai ciò che necessario.

Si arriva all’ultima critica, le morti. I cattivi muoiono “come mosche”, i buoni mai. Firestorm muore, ma solo una delle sue metà, quella più interessante a dire il vero. Tutti gli altri mai, sempre in estremo pericolo, contro creature molto più forti di loro, ma non muoiono mai, nemmeno uno. E se muoiono, tornano in vita, sotto altre sembianze. Il padre di Flash muore, peccato che lui sia un Flash di un’altra Terra.

La cosa peggiore è che i personaggi buoni sono tanti, troppi, e spesso non sono così necessari. Cisco e Caitlin devono sopravvivere, certo, ma i nuovi Wells? Stupidi, comici a livelli assurdi, fastidiosi. Il signor West non è così fondamentale, anzi sarebbe un brutto colpo per Barry. Perché nessuno muore?

Sicuramente la serie piacerà ai fan dei fumetti, agli amanti dell’etica e delle giuste scelte, ma a livello di trama, di caratterizzazione dei personaggi, di sviluppo, la serie non merita di essere guardata.

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