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“Fino all’osso”… di una straziante verità – la recensione

Film molto consigliato, pieno di dramma e amore, paura e comprensione della vita, con uno sguardo unico sull'anoressia

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Film Netflix di un’ora e tre quarti sull’anoressia, “Fino all’osso” è capace di sconvolgere ogni singola aspettativa. A essere trattato è un tema decisamente pesante, ma in un modo particolare, vale a dire unendo saggiamente e attentamente la verità tragica con la comicità, creando una storia spensierata e leggera dove il tema viene sviscerato perfettamente, mostrando le motivazioni e i pensieri di come si inizi e come si può guarire da questa malattia.

Un film molto consigliato, pieno di dramma e amore, paura e comprensione della vita, non come una bellezza, ma come una continua sfida, che però va affrontata per poter godere di quelle gioie che esistono, ma vanno trovate.

Ovviamente il film contiene degli errori: innanzitutto gli attori non sono nemmeno lontanamente anoressici. I loro visi sono belli, colorati, pieni di vita: non paffuti, ma non pelle e ossa. L’effetto è quindi un corpo anoressico, più o meno, con un viso non anoressico. In fin dei conti, “la resa non rende”.

Secondo, i personaggi di contorno. Mentre si analizzano benissimo la protagonista, le famiglie e il dottore, dei sei pazienti nella clinica, oltre alla ragazza, solo uno viene presentato e spiegato. Alla fine del film della clinica si conosce lei, la protagonista, e lui, l’unico a cui viene data un’anima. Le altre cinque? Di poco conto, appena presentate, giusto comparse. In un simile film, questa carenza è pesante.

Il prodotto, nonostante questi errori e il fatto che cada per qualche secondo nella banale visione mistica alla fine, merita di essere visto, o meglio, andrebbe fatto vedere nelle scuole, dato che pochissimi film sono impegnati, saggi, ben strutturati, in grado di veicolare un messaggio e di parlare di un simile tema con un’aria spensierata, senza diventare “commediole” irriverenti.

Il titolo “Fino all’osso” è azzeccato, perché questo film ha rischiato tutto (pelle, organi, scheletro…) pur di creare un capolavoro e, se non si contano gli errorini, ci è riuscito: parlare di anoressia come se si fosse al bar, ma senza essere irriverenti, stupidi e banali. Parlarne mostrando cosa davvero accade nelle loro menti, nei loro corpi, nelle persone attorno a loro. Comici ma non troppo, duri e severi, senza essere pesanti: pochi film ci riescono e tra questi, magari non un Oscar, ma un riconoscimento ci vuole e tutti glielo possono dare. Spendete del tempo per guardarlo, è speso bene.

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