IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto? foto

I ferraristi Vettel e Leclerc sono arrivati rispettivamente primo e secondo, mentre è opportuno chiedersi di chi sia il merito delle ormai consuete vittorie del pilota spagnolo

Più informazioni su

Cavallino rampante. Parlare di calcio è diventata ormai un’abitudine della nostra rubrica, sempre pronta ad analizzare eventi accaduti in campo o a pronosticare quale sarà l’esito di una partita o addirittura di un campionato.

Questa volta però abbiamo deciso di dedicare le nostre riflessioni sui motori. Anche la Moto Gp e la Formula 1 infatti sono sport che appassionano milioni di italiani, sempre pronti a sostenere i propri beniamini.

Rossi e Dovizioso su due ruote, le Ferrari di Vettel e Leclerc sulle vetture, ecco la passione che di solito accomuna i tifosi nostrani, sempre pronti a gioire in caso di vittoria.

Le ultime annate hanno però lasciato il Tricolore a bocca asciutta dato che sia la Rossa che Valentino Rossi hanno iniziato una fase di declino.  Se per la scuderia di Maranello qualcosa sembra essere finalmente cambiato, purtroppo il campione di Tavullia non sembra riuscire a intravedere la luce in fondo al tunnel.

In questa prima parte ci concentreremo sulla Ferrari che, dopo diverse delusioni, sta tenendo fede allo slogan scelto per la propria livrea. Esso recita infatti, come già ricordato anche in questa rubrica, “MissionWinNow”.

Questa frase non era stata rispettata fino al Gran Premio di Spa, dove Leclerc ha dimostrato al mondo intero tutto il suo talento. Confermarsi, se possibile, era ancora più difficile.

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto?

La pista nella quale dovevano arrivare delle risposte era il circuito di Monza, dove ad attendere il monegasco e Vettel c’era una vera e propria “marea rossa”.

L’amore per la scuderia di Maranello è infatti più vivo che mai nella nostra nazione e, finalmente, i tifosi della Ferrari hanno potuto gioire per una vittoria che, in casa nostra, mancava da nove lunghi anni.

Serviva Leclerc per spezzare la maledizione (dopo essere partito dalla pole), il predestinato già diventato idolo non solo dei sostenitori ferraristi, ma anche di molti giovani piloti che sperano di ripetere la sua ascesa.

Un’altra grande notizia per il nostro movimento automobilistico è rappresentata dal fatto che, fino al 2024, il circuito di Monza sarà presente nel calendario della Formula 1.

Dopo una settimana di pausa ecco arrivare il tracciato cittadino di Singapore, circuito ostico dove, solitamente, la Mercedes riesce a prevalere per merito del miglior passo gara.

I tabù però si creano per essere sfatati e la scuderia del team Principal Binotto non poteva fallire un appuntamento così importante.

Dopo le ottime prove libere del venerdì, sabato la qualifica è stata rovente e, alla fine, ha permesso a Leclerc di scattare dalla prima posizione per la terza volta di fila. Domenica però, dopo il solito inizio super, il monegasco ha pagato la strategia della sua scuderia che, per cercare di recuperare l’ormai “depresso” pilota tedesco per il finale di stagione, ha imposto al predestinato di fargli da scudiero fino all’ultimo giro.

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto?

Il risultato? Terza gara vinta consecutivamente da una Ferrari (non accadeva da 11 anni) e prima storica doppietta firmata dalla nuova coppia della Rossa (che non piazzava entrambi i piloti sul primo e sul secondo gradino del podio da addirittura due anni).

Grande festa per i tifosi e tutti i presenti al muretto che, finalmente, stanno riuscendo a sfruttare il potenziale della vettura. Da questa gara è emerso anche un altro fattore: il Cavallino è più importante dell’ambizione dei piloti, i quali a volte devono anche accettare scomode imposizioni.

Il prossimo appuntamento sarà domenica prossima in Russia, territorio solitamente favorevole alle Mercedes. La scuderia di Maranello però non vuole smettere di stupire e, sicuramente, tenterà di ribaltare il pronostico.

Leclerc, il predestinato e Vettel, il “recuperato”, alla caccia di Hamilton e Bottas quindi, ma soprattutto della continuità, che troppo spesso è mancata nel corso degli ultimi anni.

Guardare al Mondiale sia piloti che costruttori sembra ormai un’utopia, dato che Hamilton possiede 96 punti di vantaggio nei confronti del monegasco e addirittura 102 sul tedesco. Lo stesso discorso vale per il Mondiale Costruttori, classifica che vede la Ferrari in ritardo di 133 punti rispetto alla super Mercedes.

Sperare nell’impresa però non è vietato e la Rossa,vorrà certamente dimostrare tutto il suo valore per terminare al meglio questa stagione e iniziare con il piede giusto la prossima.

Non ci resta nient’altro da fare se non tifare, per questo tutti insieme gridiamo: “Forza Ferrari!”

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto?

Marc Marquez vince il gran premio di Aragon davanti ad Andrea Dovizioso (grande rimonta dal decimo al secondo posto) e Jack Miller. Purtroppo questa non è una notizia. Non più, perché la Moto GP sta diventando il regno incontrastato di Marc Marquez, il pilota della Honda prossimo a laurearsi per la sesta volta campione del mondo della classe regina (gli basterà arrivare davanti a Dovizioso nel prossimo gran premio in Thailandia). Partito dalla pole è scappato alla prima curva, riuscendo a condurre una gara in solitaria e vincendo con 7 secondi di vantaggio su DesmoDovi.

Delle 14 gare fin qui disputate in stagione lo spagnolo ne ha vinte 8, arrivando secondo in altre cinque occasioni e non terminando il Gp delle Americhe, caduto quando era in testa. Insomma quando Marquez taglia il traguardo vince, o arriva secondo, perdendo il duello con il vincitore di giornata.

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto?

Marquez è un fenomeno, è vero. Sul pilota e sul comportamento che tiene alla guida si può discutere. Anzi non c’è tanto da dire visto che conosciamo tutti i suoi errori e la sua irruenza in pista, le tante scorrettezze commesse rimaste purtroppo spesso non sanzionate da una direzione gara “amica” dello spagnolo. Però è innegabile, fa la differenza e, anche grazie a un fisico gracile e minuto perfetto per un motociclista, fa quello che vuole su quella moto da più di 280 cavalli. Quella Honda molto forte che sicuramente lo aiuta nelle sue imprese e a dominare i weekend di gara dal venerdì alla domenica, ma su cui gli altri piloti non riescono a fare la differenza.

Jorge Lorenzo, campione delle due ruote, arrivato quest’anno nello stesso box di Marquez non è riuscito a trovarsi con questa moto: miglior risultato un 11esimo posto e tante cadute a causa di un feeling difficile con la casa giapponese. Domenica ha chiuso 20esimo a quasi 50 secondi dal suo compagno. Discorso analogo per Pedrosa, ritiratosi alla fine della scorsa stagione, che negli ultimi anni con la stessa due ruote di Marquez non è riuscito a fare la differenza come il 93, ma anzi si è trovato spesso in difficoltà.

La moto è oggettivamente ottima, dicono gli esperti, con un’elettronica molto più avanzata rispetto alle altre case (Yamaha e Ducati), un motore che ha diminuito il gap da quello potentissimo della Ducati e una agilità nei tratti guidati invidiabile. La Yamaha e la Ducati sembrano un passo indietro rispetto alla Honda: la prima per manifesta inferiorità, la seconda per la sua incompatibilità con alcuni circuiti del motomondiale, che non la rendono competitiva nell’arco dell’intera stagione.

Difficile stabilire dunque fin dove arrivi la bravura di Marquez e dove la forza della sua moto. Tuttavia il 93 della Honda è battibile. Sì perché quando Marquez arriva all’ultimo giro in compagnia patisce la bagarre e spesso perde il confronto diretto per la vittoria con l’avversario all’ultima curva, come successo con Rins a Silverstone e Petrucci al Mugello, e più volte con Dovizioso negli ultimi anni.

Ferrari, ecco finalmente una doppietta! Marquez, il dominio è merito suo oppure della moto?

Un campione destinato a battere tutti i record probabilmente, ma una curiosità rimane. Una domanda che spesso si fa in questi casi. Ma se tutti fossero dotati della stessa moto, Marquez dominerebbe lo stesso così in maniera incontrastata? Impossibile rispondere. Nei prossimi anni il monologo spagnolo di Marc continuerà a meno che Suzuki, Yamaha o Ducati non migliorino considerevolmente le proprie moto per offrire ai loro piloti la possibilità di combattere ad armi pari con Marquez. O a meno che lo spagnolo non trovi un compagno di box che con la sua stessa moto riesca a dargli del filo da torcere.

Altrimenti un’altra ipotesi è possibile: qualora il 93 decidesse di rimettersi in gioco cambiando squadra, le carte in gioco si rimescolerebbero. E se riuscisse a vincere anche con un’altra moto (più debole dell’attuale) dimostrerebbe di essere un fenomeno vero, forse il più grande motociclista mai esistito. Valentino Rossi questo azzardo lo ha fatto e ha vinto, dimostrando di essere un vero campione. Secondo voi Marquez avrà mai il coraggio di farlo?

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.