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Entroterra savonese, preoccupano le strade foto

La condizione delle strade nell’entroterra rischia di diventare un vero e proprio problema di sicurezza: si lamentano motociclisti e automobilisti, ma verranno ascoltati?

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Che la provincia di Savona prenda la questione strade alquanto alla leggera non è sicuramente una novità. Certo, non tutto l’asfalto è sotto la diretta responsabilità provinciale, ma gran parte delle vie principali dell’entroterra sono proprio strade provinciali. IVG Young ha intrapreso un viaggio attraverso le arterie più sfruttate dai turisti e dai savonesi in cerca di una domenica di relax, scoprendo una situazione a tratti intollerabile e pericolosa.

Ecco la situazione.

SP 334 – tratta Pontinvrea Sassello

A preoccupare sono i 2 KM che precedono la frazione sassellese di Badani. Una decina di curve massacrate dal cedimento dell’asfalto e dalle infruttuose riparazioni che, negli anni, ha portato alla formazione di un manto irregolare e fatiscente.

La maggior parte delle buche si forma vicino al margine destro della strada, proprio dove auto e moto tendono a passare percorrendo la variante. Una di esse, particolarmente preoccupante, supera i cinque centimetri di profondità e appare dal nulla proprio dietro al punto cieco della curva. Facile danneggiare un cerchione o, ancora peggio, perdere il controllo del motoveicolo con conseguenze non difficili da immaginare.

La situazione della 334 migliora passato Badani.

A Sassello ci fermiamo a scambiare quattro chiacchiere con un paio di motociclisti, che ci informano di come “[…] la strada fa sempre più schifo, e se andate verso il Beigua è ancora peggio”.
Accettiamo l’invito, e proseguiamo.

SP 31 – tratta La carta – Alberola – Piampaludo

Un tempo piccolo comprensorio sciistico, Alberola è oggi punto di ritrovo per ciclisti, motociclisti e famiglie in cerca di un’area picnic attrezzata ma tranquilla. Salendo da La Carta le condizioni del manto stradale appaiono accettabili, ma la situazione precipita appena lasciata Alberola in direzione Piampaludo – Monte Beigua.

Una serie interminabile di voragini costringe ad un vero e proprio slalom e basta un minimo di sole sul parabrezza per non vedere una delle migliaia di buche disseminate sulla carreggiata, alcune tanto profonde da piagare un cerchione anche sotto ai 50 KM/h, limite di velocità attualmente vigente sulla tratta.

Impensabile scendere in moto, significherebbe trasformare un viaggio di piacere in un incubo, dovendo inoltre preoccuparsi di evitare le auto che, per evitare le buche dietro alle curve, sono costrette ad allargare la traiettoria.

Proseguiamo verso Piampaludo, scendendo poi verso San Pietro d’Olba. Da qui imbocchiamo la Strada Provinciale 40, quella che conduce niente di meno che al Passo del Faiallo, una delle mete turistiche più frequentate dell’entroterra ligure, sulla sommità del quale si incontrano le province di Genova e Savona.

AGGIORNAMENTO DEL 01/07/2018: a quanto pare sono iniziati i lavori di asfaltatura della zona di Alberola, ma la situazione della strada provinciale resta critica scendendo verso Piampaludo.

SP 40 – San Pietro d’Olba – Vara – Faiallo

La situazione appare decisamente critica fin dai primi KM. Passata Vara Superiore, frazione del Comune di Urbe, la salita verso il Faiallo è una vera e propria odissea e, a quanto pare, non siamo gli unici a pensarla così.
Qualcuno si è infatti divertito a tracciare un cerchio di vernice spray intorno ad ogni buca (e vi assicuriamo che sono davvero tante), tutti corredati dai più disparati insulti e inviti ad asfaltare la tratta… Se non altro ci strappano un sorriso, ma c’è poco da ridere!

Continuando a salire ci avviciniamo al Passo del Faiallo, ma la situazione non migliora. Solo il confine della provincia di Savona (e l’inizio di quella di Genova) riesce ad alleviare le sofferenze degli pneumatici della nostra Ford Fiesta.

Decidiamo di aver sofferto abbastanza e, dopo un caffè, proseguiamo la discesa verso Voltri, lungo la SP 456, finalmente su un asfalto più che decente, quasi ottimo.

Asfaltare costa troppo? No, ma asfaltare male costa meno.

Vogliamo essere chiari: tutte le strade finiscono per danneggiarsi se non si segue un programma di manutenzione. Il terreno cedevole, le piogge e il ghiaccio portano l’asfalto a creparsi e il passaggio dei veicoli trasforma le crepe in buche, che nei mesi aumenteranno in dimensioni e profondità.

Il punto è però intervenire al fine di bloccare tutti quegli interventi inutilmente costosi che prevedono il riempimento delle buche con catrame freddo, quello che viene steso oggi e si stacca dopo la prima pioggerella, aggiungendo al pericolo delle buche anche quello dei frammenti di asfalto, che rendono estremamente pericolose le curve, anche a bassa velocità.

Al momento, vista la situazione, ritengo di potermi sbilanciare a favore di un piano d’azione coordinato di comuni, province e regioni, che stabilisca un percorso di riqualificazione delle strade dell’entroterra.

Il turismo è la linfa vitale delle piccole comunità liguri, ma è inutile promuovere iniziative turistiche quando mancano le fondamenta dell’infrastruttura che permettono di raggiungerle.

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