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Elezioni, chi voteranno i giovani? Il primo partito è l’astensione foto

Spesso si dice che i giovani sono disinteressati alla politica, sarà vero? I sondaggi sulle intenzioni di voto dei giovani evidenziano risultati interessanti

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Il 4 marzo, come ormai risaputo, ci saranno le elezioni politiche e questa volta a recarsi alla alle urne (alla Camera, perchè al Senato può votare solo chi ha compiuto almeno 25 anni) saranno circa 2 milioni di giovani al primo voto su un totale del corpo elettorale di 49 milioni. Se è vero che difficilmente questi due milioni di voti difficilmente cambieranno significativamente il risultato rappresentando solo il 4% dell’intero corpo elettorale, è interessante vedere come questi si distribuiranno per capire come potrà evolvere nel prossimo futuro la situazione politica attuale.

Bisogna però precisare che il numero di due milioni di nuovi voti è assolutamente teorico perchè non tiene conto di quelli che effettivamente andranno a votare. Negli ultimi anni il numero di italiani che vanno a votare ha seguito un trend calante e i giovani non sono da meno, anzi secondo le ultime indagini sondaggistiche la tendenza all’astensione è addirittura maggiore rispetto ai “grandi”.

La fascia considerata è quella che va dai 18 ai 24 anni; secondo “Noto Sondaggi” il 42% non andrebbe a votare, ancora più critica “Euromedia” per la quale l’astensione giovanile si attesta al 45,2%. Ecco che si scopre che fra i giovani il primo “partito” è quello dell’astensione che se esistesse, giocando con i numeri, con questa legge elettorale avrebbe la maggioranza dei seggi.

Se si considerano invece quelli che dichiarano di andare a votare, sicuramente il risultato più rilevante lo ottiene il MoVimento 5 Stelle che si attesta al 37%, ben 9 punti percentuali in più della media di tutti i sondaggi riguardante la totalità dei votanti. Bene anche Liberi e Uguali, la lista a sostegno di Piero Grasso, che riesce quasi a raddoppiare la media dei sondaggi attestandosi al 10% fra i giovani. Risultato in bianco e nero per la coalizione di centrosinistra che fra i giovani riesce a recuperare con le sue liste minori (Insieme, +Europa e Civica popolare) i consensi che non riesce ad intercettare il Partito democratico. E’ invece una mezza debacle fra i giovani per la coalizione di centrodestra che, rispetto al 38% sulla totalità degli elettori, si ferma al 24%.

Spesso si dice parlando riferendosi all’astensione che gli italiani preferiscono andare al mare piuttosto che recarsi alle urne. Parafrasando questo modo di dire, molti giovani resteranno davanti al computer piuttosto che andare ai seggi e questo perchè demotivati dalla politica, disinteressati e confusi dalle molte promesse da campagna elettorale. Tocca ai politici entrare in sintonia con questa fascia di età che in gran parte non si sente rappresentata.

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