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Elezioni: il Rosatellum “spacchetta” Savona, ecco cosa cambia con la nuova legge elettorale

La nuova legge elettorale divide in due la provincia di Savona, chi riuscirà ad avvantaggiarsene?

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Mancano ormai meno di due mesi alle elezioni politiche che si terranno il 4 marzo. Si tratterà di un vero e proprio ritorno al passato dato che la nuova legge elettorale, detta Rosatellum Bis, ha riesumato almeno in parte in rapporto eletto-elettore reintroducendo i collegi uninominali.

Cosa sono i collegi uninominali? Sono delle porzioni di territorio (e conseguentemente di popolazione) che eleggono un unico rappresentante all’assemblea (sia essa la Camera o il Senato). Il collegio uninominale viene usato nei sistemi elettorali maggioritari in quanto risulta eletto solo chi ottiene anche un solo voto in più degli avversari. Non tutti i deputati e senatori saranno però eletti con il maggioritario, anzi solo il 37%, ma si può immaginare che i candidati nei collegi uninominali possano assumere molta importanza. Innanzitutto i collegi non sono troppo ampi (ogni collegio è composto da circa 260mila abitanti) quindi la scelta di un candidato conosciuto nel collegio di riferimento può pagare molto in termini di voti. In secondo luogo, non è consentito il voto disgiunto, quindi il voto nell’uninominale trascinerà anche il partito nel proporzionale.

E a Savona? Il collegio savonese è stato disegnato ricalcando quello che fu della Legge elettorale Mattarella in vigore dal 1993 al 2005. il collegio divide la provincia in due: per questioni di uniformità e di distribuzione di popolazione, alla provincia di Imperia è stata aggiunta la parte occidentale della provincia di Savona che si vede quindi privata di comuni importanti come Albenga, Andora e Alassio. Per questioni analoghe sul fronte orientale il collegio di Savona ingloba Cogoleto e Arenzano e i comuni dell’entroterra della Valle Stura, Orba e Leira (Rossiglione, Campo Ligure, Masone e Mele).

La provincia di Savona è da sempre in bilico fra centrodestra e centrosinistra anche se ultimamente ha visto uno spostamento a destra come certifica la vittoria di Ilaria Caprioglio a Savona. Inoltre il centrodestra si appresta a marciare compatto verso il 4 marzo mentre il Partito Democratico fatica a mettere insieme una coalizione. Difficilmente l’aggiunta dei comuni provenienti dalla provincia genovese potrà ribaltare le sorti delle elezioni nel collegio uninominale di Savona, a meno di un exploit del Movimento 5 Stelle che però nei sondaggi non sta vivendo un grande momento di forma. Staccata la sinistra di Liberi e Uguali. Dovranno invece raccogliere le firme Potere al Popolo, Casapound e altre liste minori. Non la lista +Europa che ha stretto un’alleanza con Centro Democratico, già presente in parlamento.

Nelle prossime settimane si attendono le mosse dei partiti impegnati nella valutazione dei nomi da giocare in campagna elettorale in vista della presentazione delle liste che deve avvenire fra il 35esimo e il 34esimo giorno prima del voto, vale a dire fra il 29 e il 31 gennaio.

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