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Elezioni europee 2019: cosa accadrà ora?

I risultati elettorali ormai sono chiari, le alleanze europee meno

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I risultati europei per le due forze di governo sono stati speculari: una grande crescita per la Lega e un grande ridimensionamento per il Movimento 5 Stelle. Al Parlamento Europeo, però, sono le alleanze quelle a poter fare davvero la differenza, e né per la Lega né per il Movimento 5 Stelle, salvo nuovi colpi di scena, sembrano preannunciarsi scenari facili.

La Lega, che ha lavorato per creare un nuovo gruppo parlamentare “sovranista”, centrato su Salvini, Le Pen e Orban, ha dovuto accettare la nuova posizione del premier ungherese che si rifiuta di allearsi con la stessa. Orban, che al momento è all’interno del ben più numeroso e influente gruppo dei popolari europei (PPE), cercherà infatti di rimanervici, nonostante la pendente procedura di espulsione, consapevole del fatto che è proprio lì che può avere una maggiore influenza, e non nel nascente polo sovranista.

Anche Farage e il suo “Brexit Party”, a lungo corteggiato proprio dalla Lega per far parte del nuovo gruppo sovranista, ha già annunciato la volontà di restare nell’attuale EFDD insieme, al momento, al Movimento 5 Stelle, stesso movimento che ha visto molti dei suoi principali interlocutori europei non superare la soglia di sbarramento per entrare nell’europarlamento e che ora si trova “bloccato” proprio nell’EFDD con Farage, gruppo che in caso di Brexit rischia di “scomparire”. I loro tentativi passati di approdare al gruppo dei liberali dell’ALDE sono falliti, mentre quello di entrare nel gruppo dei Verdi (andati molto bene alle elezioni) è stato categoricamente respinto nelle scorse ore.

Ma ora analizziamo i risultati in Europa.
• In Francia, Marine Le Pen vince superando di poco Macron. Terzi i Verdi. Molto bassi il centro-destra, il centro-sinistra e la sinistra radicale.
• In Germania vince la CDU della Merkel, al secondo posto i Verdi, al terzo i socialisti (con uno dei peggiori risultati della loro storia), seguiti a distanza dall’estrema destra AfD.
• In Spagna trionfano i socialisti di Sanchez, seguiti (con oltre 13 punti) dai popolari. A oltre 8/10 punti sia Ciudadanos che Podemos. L’estrema destra di Vox si ferma al 6%.
• In Grecia vince il centro-destra superando di 9 punti Tsipras e il suo partito di governo. I neonazisti di Alba Dorata non superano il 5%.
• Nel Regno Unito trionfa il Brexit Party, secondi i liberal-democratici, i laburisti di Corbyn si fermano al 14%. Quarti i Verdi mentre i conservatori della May sono quinti con solamente l’8%.
• In Olanda vincono i laburisti, secondi i centristi e solo quinti gli euroscettici.
• In Polonia, ottiene il 43% la destra di Kacinsky, al 38% la “Coalizione europea” delle opposizioni.
• In Ungheria Orban stravince con il 52% dei voti, il centro-sinistra è lontanissimo al 17%.

Riflettendo sulla maggioranza in Parlamento, grande è il cambiamento a livello europeo: diversamente da quanto successo fin dal 2009, socialisti e popolari non riusciranno infatti a governare da soli e dovranno trovare qualche altro partner. I più quotati sono i Verdi o i liberali dell’ALDE, entrambi usciti rafforzati dalla consultazione elettorale. Sembrano invece ben al di sotto di ipotetiche maggioranze tutte le altre alleanze all’interno delle quali potrebbe inserirsi il probabile nuovo gruppo dei “sovranisti”.

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