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Da grandi storie derivano… grandi spoiler

Storia di uno spoileratore seriale giustamente punito

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Come si sa bene, la vendetta è un piatto che va servito e gustato freddo, anche se è un po’ come le patatine fritte: troppe ti fanno stare male anche se sono buonissime. E come per le Fonzies, dove se non ti lecchi le dite godi solo la metà, così ogni vendetta va preparata e gustata lentamente, con pazienza e determinazione fino all’ultima briciola; sopratutto se il motivo è più che valido e legittimo.

Come uno spoiler.

“Spolier” rappresenta il tabù per eccellenza dell’età moderna, nemico di tutti noi amanti dei libri, delle serie tv e dei film. Basta solo la parola per scatenare il panico, peggio di “è l’ultima fetta di pizza” o “Achille Lauro ha fatto uscire un nuovo disco”.

Se siete arrivati qui, è perché probabilmente siete stanchi di combattere contro la più grande piaga del vivere civile: che si tratti dell’onnipresente Game of Thrones o di oscuri romanzi d’appendice, nulla è al riparo dalla pratica di rivelare a un interlocutore il finale di un’opera di cui avrebbe preferito non essere al corrente. Ma oggi siamo qui per rendere omaggio a un vero eroe.

La vendetta di Jos10ch (nickname da Internet) è una valida testimonianza di pazienza e perseveranza, utilizzabile come monito sempiterno dell’eroica guerra agli spoileratori seriali. Ci sono voluti mesi e mesi di cinica e oculata preparazione per rispondere “TIÈ” a un troll che gli aveva spoilerato il finale di Avengers: Infinity War, ma signori miei… ne è valsa la pena.

Per evitare spoiler inutili a chi non avesse visto il film, vi basti sapere che per un fan della saga, dire che il finale di quel film sia un trauma di proporzioni bibliche sarebbe come dire raggiungere la vetta dell’Everest sia una piacevole passeggiata domenicale. È molto peggio di quanto uno si aspetti. Il povero Jos10ch aveva commentato su Facebook, proprio pochi giorni prima di andare al cinema, tutto il suo entusiasmo per l’uscita del film, con tanto di hashtag anti-spoiler e tutto il resto. Ebbene, questo personaggio troll, simpatico come una visita a sorpresa di Equitalia, gli ha lasciato come commento, una lista di tutti i personaggi che sarebbero morti, rovinandogli irrimediabilmente il film. Il trauma. Sulle prima, il ragazzo si era infuriato, sconvolto, era giustamente devastato, ma poi ha iniziato a ragionare e a pianificare il suo malefico progetto.

Come nell’incipit di un thriller psicologico, il nostro Jos10ch ha contattato il troll e ha iniziato a scrivergli, conquistando pian piano la sua fiducia e la sua amicizia. Gli confidò di non essersi offeso dal suo scherzo e che dopotutto aveva apprezzato quella “burla innocente”, aggiungendo commenti al film, alla saga a colpi di meme e citazioni. La corrispondenza andò avanti per ben sette mesi, prima che Avengers: Endgame (il finale ufficiale della saga) uscisse finalmente nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

E qui la trappola di Jos10ch scattò inesorabile (come Equitalia): prima si assicurò che il troll non avesse visto il film prima di lui, poi comprò i biglietti per l’anteprima del film, scattando una serie infinita di foto ai momenti salienti della pellicola, compresi ovviamente gli spoiler più massicci e devastanti.

Inizialmente la sua coscienza gli urlò “fermati finché puoi”. In effetti, avrebbe potuto non fare nulla per non scendere al livello del troll, ma poi realizzò che quel tipo meritava una lezione, perché sicuramente molti altri come lui erano stati colpiti dai suoi spoiler. E chissà quanti altri sarebbero stati colpiti in futuro! Doveva intervenire per il bene della giustizia sociale. Così, il nostro prode Garibaldi anti spoiler, ha compiuto la sua atroce vendetta: gli inviò ogni immagine, con tanto di commenti, spiegazioni e ogni tipo di dettaglio che potesse servire per rovinargli il film a sua volta.

Il troll fu devastato: prima lo riempì di insulti, poi ancora sconvolto, gli chiese il motivo per cui avesse fatto una cosa del genere a un suo “amico”. E qui la freddezza di Jos10ch si dimostrò tale da ricreare la calotta polare con pochi rapidi colpi di tastiera: “Non sei mio amico. Sei solo una persona che ha avuto quello che si meritava”.

Brividi. Applausi, ma brividi.

Da una parte, viene spontaneo dire che è esagerato un comportamento del genere, ma dall’altra, meglio questo che riempire di botte un tipo che ha urlato il finale in sala prima dell’inizio del film. Certe persone, volenti o nolenti, sono calamite per i ceffoni e i calci nelle gengive; un conto è se per caso ti scappa un piccolo spoiler mentre parli con un amico, un conto è attirarsi odio e insulti sulla professione della propria madre, con coscienza e cognizione di causa. Nessuno ti obbliga ad alzarti in piedi sulla poltrona e urlare a tutti chi muore, chi si sposa o chi torna in vita. Nessuno ti obbliga a commentare sul post di un fan tutto quello che succede in un film che tutto il fandom muore dalla voglia di vedere. Questo è sadismo; o più semplicemente, stupidità.

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità e per quanto mi riguarda, Jos10ch merita un posto nell’Olimpo dei supereroi e dovrebbe ricevere a pieno titolo il diritto di essere un Avengers of Spoilers.

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