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Critica cinematografica: “The Secret Circle”

Ad ispirare la serie la genialità di Lisa J. Smith e la sua saga letteraria “I diari delle streghe”

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The Secret Circle è una serie televisiva statunitense del 2011, creata da Andrew Miller e Kevin Williamson. Di genere fantasy, la serie si caratterizza sotto il formato del serial televisivo, avendo episodi collegati, una trama principale e molteplici secondarie che le fanno da contorno. The CW l’ha trasmessa negli USA dal 15 settembre.

The secret circle è composta da una sola stagione, avente 22 episodi della durata di 45 minuti circa.

L’ispirazione della serie, però, viene non dalle menti di Andrew e Kevin, bensì dalla genialità di Lisa J. Smith, la famosa scrittrice di romanzi fantasy young adult che nel 1992 ha dato inizio alla saga letteraria “I diari delle streghe”, che annovera 7 libri.

La serie tv segue una molteplicità di trame.

Tutto inizia con la giovane protagonista del serial, Cassie Blake, interpretata da Brittany Robertson, che giunge nella piccola cittadina di Change Harbor per andare a vivere dalla nonna Jane, in seguito alla morte della madre Amelia.

Le classiche difficoltà della nuova vita divengono effimere quando a Cassie viene svelato un segreto. Come sua madre, lei è una strega, predestinata a far parte di un circolo magico con i suoi futuri amici, Adam, Faye, Melissa, Nick e Diana.

Da lì in poi l’adolescente dovrà imparare ad usare i suoi poteri e affiancare il circolo nella lotta contro chiunque intenda far loro del male, dai cacciatori di streghe ai demoni, passando per streghe defunte ed oggetti del vodoo.

Inoltre, si troverà al centro di un triangolo amoroso, vedrà morire diverse persone a lei care e finirà per scoprire un collegamento tra lei ed il ramo più oscuro della magia, la stirpe dei Balcoin.

La serie ha ricevuto pesanti critiche sul web ed un basso numero di ascolti, in quanto ha commesso diversi errori. In prima istanza, si discosta molto dai libri, fino ad apparire come una completa novità che mantiene soltanto il titolo originale e qualche nome dei personaggi. In secondo luogo, la vita adolescenziale dei protagonisti del circolo viene pressoché dimenticata, così come ottengono poca importanza le storie romantiche ed alcuni personaggi, che vengono praticamente dimenticati.

La velocità con cui la serie avanza è vertiginosa, alcuni episodi sembrano quasi essere sconnessi dagli altri e questo colpisce il concetto stesso di serial. I nemici che si presentano sono fin troppi, tanto che se ne contano di nuovi ad ogni episodio, fatto che li fa apparire come semplici comparse senza importanza. Alcuni di loro si mostrano sotto forma di serpenti che entrano dentro ai corpi umani, il che potrebbe anche disturbare gli spettatori più sensibili.

I ragazzi del circolo sono, inoltre, stereotipi del cinema. Abbiamo la ragazza già adulta e giudiziosa, il bello e dannato contro il bravo ragazzo della porta accanto, la bulla della scuola che dentro è buona, fino alla bella ragazza bionda che non sa di essere bella.

Il finale di stagione, con un bassissimo numero di ascolti, si rivela irrealistico persino per un fantasy, vedendo il gruppo diviso davanti ad un problema che lo avrebbe dovuto unire.

Nonostante i molteplici aspetti irrisolti lasciati dal finale aperto, la serie non è stata rinnovata, lasciando i pochi fan indignati.

Analizzando la trama, si possono però riscontrare diversi fattori positivi e di interesse, come il fatto che il vero antagonista delle serie agisce contro il circolo solo per avere la sua famiglia dal sangue puro riunita, o che coloro che all’inizio sembravano i cattivi si rivelano, alla fine, come i salvatori del circolo. Da questo si deduce chiaramente che l’insuccesso della serie non si ritrova tanto negli errori commessi dalla sceneggiatura, quanto nelle aspettative deluse dei fan della saga letteraria, che si aspettavano una trama ed uno sviluppo totalmente opposto. Solo chi non conosce la saga letteraria può interessarsi al serial, in quanto privo di pregiudizi e di aspettative specifiche.

Analizzando la serie come distaccata dalla sua fonte di ispirazione, è innegabile notare gli errori, di cui prima si è trattato. Allo stesso modo non si può negare la bravura degli attori, l’intreccio narrativo complesso e la connessione alla cultura americana, presente, per esempio, nell’inserimento del ballo della scuola, così come di altri punti cardine dello spirito adolescenziale americano.

Con parecchi misteri da svelare, incantesimi, cristalli di magia, libri oscuri e discendenze di magia nera, la serie televisiva merita sicuramente una seconda possibilità.

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