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Coronavirus, cosa succederà al calcio nella fase post-Covid? foto

Meno soldi da spendere sul mercato, meno accordi sfarzosi con sponsor di fama mondiale, meno ricavi dai diritti Tv?

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Niente sarà più come prima. È questo il tormentone degli ultimi giorni, con gli esperti che insistono col dire che, finchè non verrà trovato un vaccino, dovremo forzatamente rinunciare ad alcune cose per ancora diverso tempo. Non temete, sembra che il calcio non sia tra queste, ma credo possa essere comunque interessante parlare di cosa potrebbe succedere a fine emergenza.

Inizierei affermando con sicurezza che, differentemente rispetto a quanto successo in ambito politico, la Uefa ha preso decisioni molto più rilevanti e unitarie. Ceferin ha ribadito che la speranza è quella di terminare i campionati, dato che tutte le federazioni credono in questa possibilità.

Il coronavirus ha sconvolto il mondo… e anche il calcio!

Il Belgio si è però dimostrato fuori dal coro, con i presidenti delle varie squadre che si sono impegnati ad assegnare all’attuale capolista il titolo, bloccando a metà la stagione 2019/2020. Una presa di posizione non gradita dai massimi organi del calcio europeo, che minacciano ora di escludere le squadre belghe dalle coppe europee.

Il nostro discorso però non si concentrerà su questo, bensì sulla crisi economica che, senza ormai alcun dubbio, sarà la protagonista del “dopo-covid”. Cosa succederà al calcio? Questo potrebbe voler dire meno soldi da spendere sul mercato, meno accordi sfarzosi con sponsor di fama mondiale, meno ricavi dai diritti Tv e così via.

Voi credete che sia un male? Io probabilmente sarò come il Belgio, però mi sento fuori dal coro. Penso che le società, principalmente quelle dilettantistiche, vadano aiutate dai vari governi per non assistere ad una strage di piccole realtà.

Per quanto riguarda i campionati maggiori, ero davvero stufo di ascoltare prezzi folli per l’acquisto di alcuni giocatori (per esempio 222 milioni per Neymar) e credo che, dopo questo virus, ciò non accadrà più. Forse finalmente i calciatori verranno pagati per il loro reale valore e, il calcio potrebbe riacquistare quella genuinità forse persa col tempo.

Non fraintendetemi, questo sport regala emozioni e storie uniche, gioie indescrivibili. È anche vero però che, senza una grande liquidità, una compagine può difficilmente ambire ad arrivare nelle posizioni di alta classifica.

Se i soldi iniziassero però a scarseggiare anche per le big, a quel punto forse potrebbero finalmente parlare solamente i valori messi in campo, con giocatori acquistati per cifre irrisorie che potrebbero fare la differenza come non succede da molto.

Forse starete pensando che anche ora a volte accade, però diciamocelo, ormai un giovane “bravino” viene venduto a cifre esorbitanti e comunque, i campioncini a basso prezzo, sono diventati una specie rara.

Un altro aspetto positivo potrebbe essere rappresentato dal fatto che finalmente gli orari delle partite non verrebbero più decisi in base alle preferenze delle pay tv, le quali pagano somme folli per accaparrarseli anche perché sanno di poter contare su un ottimo prodotto vendibile ovunque.

Un calcio sano e genuino, quindi, senza più partite di campionato ad orari improponibili, per la gioia di molti tifosi che, il giorno successivo alla partita, devono recarsi a lavorare.

Mentre vi espongo il mio pensiero i massimi organi della Uefa stanno già riflettendo sul come fare per prevenire il rischio di dover annunciare uno stop definitivo alla stagione 2019/2020. Una cosa sembra essere però ormai certa: i campionati dovranno terminare entro agosto.

Il coronavirus ha sconvolto il mondo… e anche il calcio!

Nel frattempo la nostra Italia sta iniziando a guarire, ma l’euforia non deve farci perdere la prudenza. È vero, i numeri stanno iniziando finalmente a stabilizzarsi e il carico di lavoro per gli ospedali sta diminuendo, ma è proprio ora che va fatto l’ultimo sforzo per poter tornare ad assaporare la libertà.

È bene ricordarsi che i numeri sono sicuramente migliori, però l’aumento giornaliero degli attualmente positivi è ancora di poco meno di 3000 persone al giorno. Non bisogna mai abbassare la guardia di fronte ad un nemico così meschino e pericoloso, quindi continuiamo a stare a casa!

Per concludere, nella speranza che il nostro amato calcio e gli sport in generale tornino ad appassionarci durante il weekend, rinnovo il mio appello di supporto e vicinanza a medici e infermieri; senza la loro professionalità questa situazione sarebbe sicuramente degenerata.

Grazie di cuore, andrà tutto bene soprattutto per merito vostro!

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