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Chiamatemi Anna: la serie tra comicità e drammaticità

Senza una trama ben costruita riesce comunque a emozionare

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“Chiamatemi Anne” è una serie molto particolare, in quanto riesce a costruire uno spettacolo gradevole da guardare, appassionante ed emozionante, senza una trama.

Il primo episodio ti racconta di un errore: due fratelli che gestiscono una fattoria hanno bisogno di un ragazzotto che li aiuti nei campi ma non ricevono ciò che si aspettano: alla stazione arriva una ragazzina, Anne, mandata lì per errore e col destino segnato, vale a dire tornare all’orfanotrofio il giorno dopo. Durante il primo episodio la ragazzina, senza nessuna grande azione, porta, per la prima volta da anni, un po’ di amore e gioia nelle vite dei fratelli, che decidono così di adottarla e crescerla come figlia loro. Fine della trama.

Una storia scarna, priva di qualsiasi cosa, che ha l’unico obiettivo di trasformare in una serie tv un evento poco misterioso: un’adozione. La vera magia della serie, non si nega, sono i personaggi. Non è difficile vedere quanto questa storia sia zoppicante e priva di qualsiasi cosa: la sua bellezza sta proprio nei rapporti tra i personaggi, nella loro caratterizzazione. Ogni singola persona a presentarsi in questa serie è bellissima, a modo suo unica, stravagante, fatta alla perfezione per la sua parte.

Anne è logorroica, innocente, piena di sogni e passioni, incapace di ragionare logicamente a causa dei desideri, mentre i suoi “genitori” sono anziani, non sanno come si ci occupa di una bambina, hanno dimenticato come si sogna, ma hanno un disperato bisogno di amore e nemmeno lo sanno. Non è una serie per tutti: essendo priva di trama, ogni puntata racconta solo e soltanto di legami emotivi e personali tra differenti personalità. Motivo per cui si evince la genialità dei creatori.

La serie non è mai noiosa, mai pesante, mai lunga, mai soporifera, eppure non racconta nulla: crescita personale, emozioni, e poco più. Una serie del genere che non annoia è pura genialità. Ci sono degli errori: alcuni personaggi sono quasi degli angeli, perfetti in ogni situazione, non falliscono mai. Altre volte ci sono azioni poco logiche, altre ancora piccoli errori di vario genere, ma nulla è perfetto.

In questo panorama di serie, “Chiamatemi Anne” è potenzialmente l’unica ad aver compiuto un grande passo: non serve una trama avvincente e contorta, basta parlare al cuore degli spettatori e regalare loro uno spettacolo puntato interamente su questo. Pochi, quasi nessuno riesce, ma Anne ce l’ha fatta. Una serie da togliere il fiato, capace di far piangere, ridere, amare e ascoltare il cuore, cosa che oggi non si ha mai tempo di fare.

Guardatevi questa serie, un po’ comica un po’ drammatica, e non rimarrete delusi.

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