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Champions ed Europa League, come stanno andando le italiane? Mir, che capolavoro

Le competizioni europee non stanno regalando grandi gioie alle nostre compagini, mentre lo spagnolo ha trionfato per la prima volta in un Mondiale di MotoGp

Incertezza. È questo il termine adatto per descrivere la situazione delle nostre squadre impegnate in Europa che purtroppo, come ogni anno, stanno faticando ad imporsi. Probabilmente vi chiederete il motivo per il quale ho scelto così tardi di chiacchierare su questo tema. Viste le tante partite ravvicinate, l’ideale mi sembrava stilare un bilancio prima del giro di boa, permettendo pertanto alle squadre nostrane di misurarsi prima contro tutte le avversarie dei rispettivi gironi.

Per una nazionale che è tornata finalmente a vincere e convincere, ci sono invece dei club che non stanno ingranando al di fuori della Serie A, non riuscendo a tener fede alle aspettative. Juventus, Lazio, Inter e Atalanta, queste le magnifiche quattro che avrebbero dovuto farci gioire in Champions League, ma le quali per ora non stanno collezionando le gioie ipotizzate.

L’Inter è infatti ultima a soli due punti nel Girone B nonostante sia l’unica squadra ad aver dato l’impressione di essere superiore o comunque di saper tenere testa ad ogni avversaria: una situazione davvero paradossale per i nerazzurri di Antonio Conte, allenatore che sta confermando il suo pessimo feeling nei confronti dell’ex Coppa dei Campioni.

Non se la passa meglio l’Atalanta di Gasperini, uscita demolita e ridimensionata dalla debacle sofferta al Gewiss Stadium contro i campioni 2018 del Liverpool. I Reds con un Diogo Jota in più nel motore sono risultati insuperabili per Zapata e compagni, presi a pallonate per almeno settanta minuti dagli inglesi.

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Adesso per la Dea la situazione si è decisamente complicata: serviranno punti preziosi ad Anfield, altrimenti il rischio di andarsi a giocare un vero e proprio spareggio contro l’Ajax all’ultima giornata diventa concreto. Lo avevo pronosticato mesi fa e purtroppo mi sento di ribadirlo: all’Atalanta quest’anno sembra mancare la brillantezza che ci ha fatto innamorare degli orobici nelle scorse stagioni, ed è per questo che i nerazzurri rischiano seriamente di “retrocedere” in Europa League (dove però potrebbero compiere un ottimo percorso).

Che dire invece della Lazio di Simone Inzaghi? Davvero difficile dare un giudizio sul cammino dei biancocelesti fino a qui, visto che la formazione romana è stata alle prese con una miriade di defezioni a causa delle indisponibilità per colpa del Covid e degli infortuni. Il virus infatti ha messo fuori gioco Immobile, Lucas Leiwa, Luis Alberto e Strakosha, assenze andate ad aggiungersi a quelle già note di Lulic e Radu. La colonna vertebrale della compagine fuori causa e delle partite di Champions da disputare ed onorare, questa la situazione sicuramente non semplice verificatasi a Formello.

La Lazio però non ha mollato, con le riserve che si sono fatte trovare pronte strappando due pareggi importantissimi in trasferta contro Club Brugge e Zenit. Il girone vede adesso i biancocelesti in seconda posizione, ad un solo punto di ritardo dal Borussia Dortmund capolista. La qualificazione continua a sembrare alla portata e chissà che Immobile e compagni non si regalino lo sfizio di andare ad imporre il proprio calcio anche in Germania.

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Ho volutamente tenuto per ultima l’analisi della Juventus di Andrea Pirlo, vera propria incognita di questa nuova stagione. Sprazzi di ottime trame ed amnesie inaccettabili, un’altalena di emozioni che per ora ha permesso al club piemontese di occupare il quinto posto in campionato (con però soltanto quattro punti di ritardo dal Milan capolista) ed il secondo nel girone di Champions.

Ecco, proprio in Europa si pensava che si potessero esaltare i rivoluzionati bianconeri, molto più offensivi e meno difensivisti rispetto agli anni precedenti. Così invece non è stato, con la Vecchia Signora che si è limitata al compitino sconfiggendo Dynamo Kiev e Ferencvaros, senza però riuscire ad impensierire il rivedibile Barcellona attuale. A Torino ci si aspettava di più da Dybala e compagni, che nonostante l’assenza di Ronaldo potevano comportarsi decisamente meglio.

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Passiamo adesso all’Europa League, dove per fortuna la situazione è completamente diversa. Roma, Milan e Napoli, sono queste le nostre rappresentanti nella seconda competizione Uefa.

I partenopei di Gattuso dopo l’avvio shock con la sconfitta casalinga accusata contro l’AZ Alkmaar hanno ritrovato la vittoria nella difficile trasferta in Spagna contro la Real Sociedad, confermando poi la propria superiorità a Fiume contro il Rijeka.

L’impressione comunque è che il Napoli possa riuscire a qualificarsi per il turno successivo senza problemi; Mertens e compagni così come la Roma di Paulo Fonseca, unica squadra in Europa ad essere prima nel suo girone. Una vittoria in trasferta contro gli svizzeri dello Young Boys, l’inaspettato pareggio contro il CSKA Sofia e la goleada contro il Cluj, questi i risultati della compagine giallorossa che, salvo imprevisti, dovrebbe agilmente raggiungere da testa di serie i sedicesimi di finale.

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Un’altra italiana era prima nel proprio raggruppamento, ma poi ci ha pensato il Lille a ridimensionarla nonostante giocasse in quel di San Siro. Stiamo parlando del Milan di Stefano Pioli, che in campionato così come in Europa League stava compiendo un percorso netto. Poi però sono arrivati i francesi di Galtier, macchiando una stagione fino a quel momento impeccabile. Secco 3-0 e palla al centro, con i rossoneri tramortiti senza avere possibilità di replica.

La qualificazione comunque non sembra essere a rischio per Ibra e compagni, ma sarà necessario imporsi allo stade Pierre Mauroy per ritrovare la prima piazza del girone, fondamentale per evirare al prossimo turno corazzate come Tottenham, Leicester e Arsenal.

L’impressione è che tutte le nostre squadre possano ancora dire la loro, lottando per continuare il loro percorso europeo. Da martedì tornerà lo spettacolo della Champions, mentre giovedì sarà il turno dell’Europa League. Il giro di boa sta per cominciare, ce la faranno le italiane a non deludere le aspettative?

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A tutto Mir. Il Motomondiale 2020 ha un padrone. Porgiamo cordialmente i nostri complimenti a Joan Mir, pilota spagnolo della Suzuki capace di vincere nell’anno più difficile ed incerto, beffando avversari maggiormente quotati come per esempio Andrea Dovizioso e Maverick Viñales.

Dopo l’infortunio patito nella prima gara stagionale da Marc Marquez era partita infatti la caccia al nome del possibile successore, con molti appassionati che avevano optato per i motociclisti sopraccitati, protagonisti oltretutto di un ottimo 2019. Il funesto anno in corso non ha però sorriso ai due, che dopo una partenza positiva non sono riusciti a mantenere i loro standard, piombando nell’anonimato.

Il termine delusione è sicuramente utile per apostrofare anche la stagione di Fabio Quartararo, che dopo le due affermazioni sul circuito di Jerez de la Frontera non è riuscito ad ergersi come mattatore.

Pensare che il francese aveva vinto anche in Catalogna rilanciandosi in ottica Mondiale, salvo poi non riuscire nuovamente ad incidere sprecando un’occasione davvero ghiotta. Al pilota della Petronas è mancata soprattutto la continuità, situazione espressa oggettivamente da un dato: Quartararo è salito sul podio soltanto quando ha trionfato a fine gara, senza mai riuscirci in altre occasioni.

Grande amarezza anche per Valentino Rossi e Danilo Petrucci, i quali hanno vissuto momenti di alti e bassi senza mai incidere realmente. L’inesauribile Dottore dopo aver ritrovato il podio a Jerez ha iniziato ad accusare diversi problemi alla sua moto ed ha inoltre avuto la sfortuna di essere fermato dal Covid, mentre il ducatista ha trionfato solamente in Francia, restando però anonimo negli altri Gran Premi.

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È stato invece il super Franco Morbidelli a tenere alta la nostra bandiera quest’anno, proseguendo la tradizione vincente dei nostri piloti sulle due ruote. Misano, Aragona e Valencia, queste le tre gare che hanno fatto sognare tutti gli appassionati nostrani.

Purtroppo i tre zero a bilancio (accusati in Andalusia, Austria e Francia) hanno pesato come macigni, ma l’impressione è che il prossimo anno il pilota della Petronas possa davvero consacrarsi. I risultati ottenuti in questo Mondiale 2020 sicuramente lo hanno incoronato come il migliore dei nostri centauri, nella speranza che anche Rossi e compagni riescano a ritrovare la brillantezza perduta.

Merita ora nuovamente un plauso Joan Mir, pilota partito in sordina ma capace a soli 23 anni di trionfare per la prima volta in un Mondiale di MotoGp. La sua costanza è stata premiata dal risultato ottenuto al termine di una stagione che lo ha visto crescere Gp dopo Gp, percorso culminato con la splendida gara sul circuito di Valencia (la seconda in ordine di tempo, il Gp d’Europa) che lo ha visto trionfare.

Champions ed Europa League, come stanno andando le italiane? Mir, che capolavoro

È stata proprio questa affermazione che gli ha dato la spinta decisiva per la conquista del titolo iridato, incorando un ragazzo apprezzato davvero da tutti per appunto costanza e dedizione. Lo zero patito nella prima gara stagionale è ormai solamente un ricordo, Joan è diventato grande e a suon di podi e belle prestazioni è riuscito ad ereditare il posto lasciato vacante da Marc Marquez, che sembra faticare parecchio in questo periodo di convalescenza.

Il doppio infortunio che lo ha costretto ai box per quest’anno rischia di fermarlo anche per parte del prossimo e chissà se sarà ancora il ventitreenne spagnolo a farla da padrone in sua assenza.

Dovremo aspettare per saperne di più, attualmente ci limitiamo a rinnovargli i complimenti per una vittoria tanto inaspettata quanto meritata. Appuntamento a domenica per l’ultimo atto stagionale, ci sarà da divertirsi!

 

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