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C’è chi dice basta e chi… si allena: ecco cosa sta succedendo nello sport

Tra le diverse federazioni sportive c'è chi ha deciso di porre fine ai vari campionati, mentre i vertici del calcio italiano ed europeo continuano a sperare. Noi intanto ci alleniamo a casa

Addio divertimento. È questo lo scenario apocalittico che sembra aver portato con sé il virus. Ogni tipo di svago è diventato proibito perché potenzialmente dannoso per la nostra salute e anche la possibilità di uscire è stata ridotta a poche condizionalità.

Ormai è questa la situazione che stiamo vivendo dal lontanissimo 9 marzo, giorno in cui il premier Conte ha annunciato la firma del dcpm che ordinava il lockdown per impedire la diffusione del contagio da Covid-19.

Qualcuno leggendo il termine “lontanissimo” avrà storto il naso perché, solitamente, un mese passa molto più velocemente e non lo si percepisce così. Alcuni però iniziano a vivere nelle loro case come se si trovassero in prigione, ecco spiegato perché mi sono permesso di utilizzare quell’aggettivo.

Prima di essere fraintesi ci permettiamo però di ribadire per l’ennesima volta un concetto espresso in qualsiasi maniera: bisogna restare a casa, finalmente si intravede il traguardo e non possiamo permetterci di mollare adesso.

Intravedere il traguardo? Davvero? Forse la nostra affermazione è troppo ottimistica, ma dopo l’inizio un po’ drammatico serviva un pizzico di buon umore. Dopotutto la decrescita del numero dei nuovi casi e dei nuovi positivi è ormai un trend consolidato, una notizia che può farci sperare e aiutare a convincerci che manca poco, poi si ricomincerà a vivere per davvero.

Ovviamente non potremo correre in discoteca subito dopo il termine del lockdown, ma potremo tornare alla vita che conoscevamo rispettando una serie di fasi.

Terminata la consueta corposa introduzione, possiamo adesso arrivare al punto. Come mai ci siamo permessi di scrivere che dobbiamo salutare il divertimento? Semplice, perché lo sport si è dovuto arrendere al virus e alcuni, hanno già deciso di alzare bandiera bianca.

I vertici del calcio continuano a parlare (adesso anche con il ministro Spadafora) di ripresa, ma ci sono alcune federazioni che hanno già deciso di dare appuntamento alla prossima stagione.

C’è chi dice basta e chi… aspetta; ecco cosa sta succedendo

Troppo grande il lutto per i quasi 20 mila morti causati da un nemico invisibile e tremendamente pericoloso. È per questo e anche per mettere al sicuro i propri atleti che la Federvolley ha optato per la non assegnazione del titolo 2019-2020.

Un evento storico, dato che dal 1949 lo scudetto maschile si era sempre assegnato, mentre in ambito femminile c’è un precedente risalente al 2001, quando il titolo non venne assegnato a causa di alcune irregolarità riguardanti il tesseramento di una giocatrice.

Ricordiamo che il primo sport a fermarsi definitivamente era stato il rugby, con la federazione che aveva annunciato di aver preso questa decisione addirittura il 27 marzo.

Dello stesso avviso anche la Federbasket, che ha annunciato la sospensione definitiva del campionato ancor prima dei maggiori vertici della pallavolo. Impossibile continuare a giocare in un’atmosfera surreale e con i palazzetti semivuoti: questa la dichiarazione del presidente Petrucci.

In Serie A invece si continua a sperare, ma nel frattempo il calcio estivo ha perso l’International Champions Cup, con gli organizzatori che hanno scelto di cancellarla vista la probabile disputa dei campionati fino ad agosto.

C’è chi critica la perseveranza con la quale i vertici del nostro calcio (con il presidente Gravina in prima linea) insistono per la ripresa della Serie A che, secondo molti, non dovrebbe ricominciare.

Troppo grande il dolore per le vittime del virus e poco da festeggiare, questa l’accusa di alcuni presidenti. Il fronte opposto replica dicendo che i danni economici causati da una sospensione definitiva del campionato sarebbero insostenibili.

C’è chi dice basta e chi… aspetta; ecco cosa sta succedendo

È anche per questo che è stato deciso il taglio degli stipendi, notizia che insieme ai rumor di calciomercato sta occupando le prime pagine dei maggiori quotidiani sportivi.

I soldi iniziano infatti a scarseggiare anche per i presidenti dei vari club, con alcuni che non riescono a pagare gli stipendi milionari di alcuni giocatori senza difficoltà. Da qui è nata la proposta della Lega Serie A di decurtare le mensilità dei calciatori, con un accordo all’unanimità tra società e Lega.

Questo prevede, in caso di ripresa del campionato, la rinuncia da parte degli atleti di due mesi di stipendio. Se la Serie A invece non dovesse ripartire, le mensilità alle quali i giocatori dovrebbero dire addio diventerebbero quattro.

Un compromesso non gradito da Tommasi, rappresentante dell’associazione italiana calciatori, che lo ha anche apostrofato come irrispettoso e incomprensibile.

Tutto questo mentre si susseguono le voci di mercato con un paradosso: alcuni giocatori si potrebbero trovare obbligati a disputare delle partite con una squadra anche sapendo di non essere più parte del progetto.

C’è chi dice basta e chi… aspetta; ecco cosa sta succedendo

In tutto questo caos diamo però una speranza ai tifosi che desiderano la ripartenza del calcio quasi quanto la possibilità di uscire dalle proprie abitazioni: il 4 maggio le squadre potranno probabilmente ricominciare ad allenarsi e, forse al termine dello stesso mese o ad inizio giugno, la Serie A potrebbe ripartire.

Resistiamo, perché dopo tutto sarà più bello!

C’è chi dice basta e chi… aspetta; ecco cosa sta succedendo

Come fare sport. Durante la quarantena e le feste pasquali, probabilmente in tanti abbiamo preso qualche chilo in più. Sempre chiusi in casa e spesso seduti tutto il giorno a causa del famoso “smart working” la bilancia può riservarci brutti scherzi. Siccome la ripresa della vita quotidiana sembra ancora lontana, non possiamo perciò che consigliarvi di fare un po’ di attività fisica, anche per far trascorrere il tempo. Sì, ve lo diciamo proprio noi, che parliamo sempre di sport davanti a un computer e ora invece vi esortiamo al moto.

In tanti durante questa quarantena si sono cimentati in work out e allenamenti casalinghi. Questo prova che anche in casa è possibile fare movimento e svolgere esercizi per tenere in allenamento il nostro fisico. Per chi ha la fortuna di avere in casa una cyclette o un tapis roulant i chili di troppo si possono perdere facilmente. Per chi invece non dispone di tali attrezzature o vuole svolgere un tipo di lavoro diverso, magari anche per rafforzare il proprio corpo, non c’è nessun problema.

Tante sono le alternative e le modalità differenti. I classici addominali e piegamenti, e in genere tutti gli esercizi a corpo libero, sono un buon allenamento; come l’attività con pesi o altre attrezzature, per chi le possiede. Per chi invece predilige un work out più dispendioso e movimentato (il cosiddetto cardio, quello che fa sudare), ci sono diverse modalità di allenamento e di esercizio che mettono a dura prova il nostro corpo, anche solo con corsa ed esercizi sul posto.

C’è chi dice basta e chi… aspetta; ecco cosa sta succedendo

Il nostro fisico ha bisogno di muoversi e di fare moto. Un solo motivo valido? Evitare di stressare la nostra schiena che sta patendo pesantemente le tante ore in cui restiamo seduti davanti a computer e televisori. Una dritta per concludere: non improvvisatevi sportivi o allenatori. Svolgete sì attività fisica, senza però esagerare (un approccio graduale per intenderci). Soprattutto però non siate autodidatti e non inventatevi allenamenti fai da te.

Lo scorretto svolgimento di un esercizio può provocare seri danni a diverse parti del corpo. Di conseguenza il consiglio che possiamo darvi è quello di contattare palestre e istruttori professionali (dotati di laurea in scienze motorie), in modo che possiate fare il tipo di allenamento che preferite senza sbagliare e provocare infortuni al proprio fisico.

Restiamo a casa quindi, ma anche in forma.   

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