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Calciomercato, come stanno andando le squadre italiane?

Riscatto Bottas e apparizione Ferrari: raccontiamo anche i verdetti dello scorso weekend di Formula 1

Sessione estiva. Mancano ormai pochi giorni alla fine del calciomercato e per le squadre italiane è già tempo di bilanci: chi ne è uscito rinforzato e chi indebolito? Quali sono stati i colpi migliori? Ve lo proveremo a spiegare con un esaustivo riepilogo, nel quale andremo ad analizzare il mercato di alcune delle compagini che hanno operato maggiormente in questa finestra.

Le prime mosse osservate sono quelle effettuate dall’Inter, formazione che ha dimostrato di essere in netta crescita puntando ora dichiaratamente al titolo di campione d’Italia. Naturalmente da una squadra del genere ci si aspettava un mercato mirato, volto a rinforzare i punti deboli dell’organico proprio per poter dare la caccia al titolo.

Muovendosi in questo senso, con molta accortezza, i nerazzurri hanno portato a Milano Hakimi dal Real Madrid, Vidal dal Barcellona e Kolarov dalla Roma, oltre ad essere riusciti a confermare Alexis Sanchez. Insomma, una compagine ricca di giovani talenti (con anche diversi giocatori maturi) che anche quest’anno punterà a creare non pochi problemi alle avversarie. Sul fronte cessioni troviamo invece l’addio di Godin, che di fatto ha aperto un buco nell’organico difensivo della squadra milanese soprattutto in ottica di lunghezza della panchina. Tra le altre cessioni troviamo quella di Lazaro al Borussia Monchengladbach.

Passiamo ora alla Juventus. I campioni d’Italia in carica, dopo la striscia di campionati vinti, sembra che abbiano voluto procedere nell’ottica di un progressivo e graduale rinnovo della rosa, il quale dovrebbe permettere ai bianconeri di continuare ad esercitare la loro egemonia sul campionato italiano.

I tre giovani neoacquisti Arthur (arrivato nell’ambito dello scambio con Pjanic), Kulusevski e McKennie sembrano essere andati proprio in questa direzione: i bianconeri hanno puntato su calciatori giovani, ma talentuosi e già affermati. Oltre a questo vi è stato il rebus attaccante che in un primo momento doveva essere Suarez, poi il candidato principale era diventato Dzeko, ma infine la scelta è ricaduta su un grande ritorno: quello di Alvaro Morata.

La più grande carenza della Vecchia Signora sembra però essere ancora una volta sulle fasce, per questo i bianconeri stanno valutando diversi profili in vista del giro di boa. Fra le cessioni non sono mancati addii di lusso come quelli di Matudi e Higuain, partiti alla volta di Miami, ma anche quello di Pjanic, che dopo tanti anni in bianconero si è trasferito al Barcellona. Pjaca e Pellegrini sono stati altri due atleti che hanno salutato, accasandosi al Genoa.

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La nostra analisi ci porta adesso a Napoli. La squadra di Gattuso, reduce da una stagione di alti e bassi, aveva già portato a termine diverse operazioni nel mercato invernale e, in questa sessione estiva, per rinforzare ulteriormente la rosa a disposizione del tecnico calabrese, ha deciso di scommettere sul giovane bomber Victor Osimhen. Il nigeriano in Ligue 1 ha fatto innamorare i tifosi del Lille a suon di gol e assist, ma non è l’unico volto nuovo arrivato dalle parti di Castel Volturno.

Oltre a questo nuovo innesto sono infatti da sottolineare gli acquisti di Petagna e Rrhmani, i quali mirano a dare ancora più profondità alla rosa azzurra. Dopo un susseguirsi di voci che volevano al Napoli molteplici profili non è invece ancora stato trovato un rinforzo sulle fasce, più precisamente su quella sinistra.

Per quanto riguarda le cessioni ha avuto una certa rilevanza l’addio di Callejon a causa della scadenza del contratto che lo legava ai partenopei. La società è inoltre riuscita a ricavare 25 milioni dalla cessione di Allan all’Everton, ma resta aperto il caso Milik, il quale sembra ormai fuori dai piani di Aurelio De Laurentiis.

È stata molto attiva sul mercato anche l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, determinata come non mai a confermarsi nel “mondo delle grandi”. La squadra bergamasca dopo un’altra ottima stagione in Serie A ha operato diversi colpi per puntellare una rosa già di per sé molto forte. Fra quelli più promettenti troviamo Miranchuk, Lammers e Romero. Tutti questi risultano essere ottimi giocatori, ma forse tra di loro manca quel top-player che i tifosi bergamaschi avrebbero accolto a braccia aperte. Per quanto riguarda le cessioni, la più importante è stata senza dubbio quella di Castagne al Leicester, anche se non dobbiamo dimenticarci di quella di Czyborra al Genoa.

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Arriviamo ora ad una delle formazioni che forse si è mossa più intelligentemente, mantenendo una linea chiara e investendo prepotentemente sui giovani: il Milan. Il punto forte del mercato dei rossoneri è stato sicuramente l’acquisto di Sandro Tonali dal Brescia, un vero e proprio predestinato. La trattativa ha fatto letteralmente esplodere di gioia i tifosi milanisti, felici per la caratura del nuovo arrivato ma anche e soprattutto per lo sgarbo effettuato nei confronti dei cugini nerazzurri.

Un altro buon acquisto è stato senza dubbio quello di Brahim Diaz, che sembra già essersi integrato alla perfezione nella nuova realtà. Non si è però fermata qui la squadra meneghina, con Maldini e Massara intenti a puntellare ulteriormente la rosa. Neanche il tempo di ufficializzare il gioiellino norvegese Hauge che già un altro giocatore sembra ormai essere rossonero: si tratta di Diogo Dalot, che nel weekend dovrebbe sostenere le visite mediche. Sul fronte opposto ricordiamo la cessione di Paquetà al Lione, quella di Reina alla Lazio e l’acquisto di Rodriguez da parte del Torino.

Merita una menzione anche la Fiorentina. La società viola è stata sicuramente fra le più attive sia nel mercato di gennaio che in quello estivo. Fra gli acquisti più importanti sono da segnalare Amrabat e Bonaventura, volti a dare maggiore profondità al centrocampo di Iachini. Da ricordare anche il sottovalutato ritorno di Borja Valero, mentre tra le cessioni degne di nota sono state quella di Benassi al Verona e quella di Sottil al Cagliari.

La Roma invece ha svolto un mercato fatto per lo più di cessioni, con la squadra giallorossa che ha perso due pedine molto importanti come Florenzi e Kolarov. Sono Kumbulla, Pedro e Borja Mayoral invece gli unici rinforzi arrivati a Trigoria, in attesa di quel tanto sognato ritorno di Smalling.

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Restando nella Capitale è impossibile non citare la sessione operata dalla Lazio, società che si è distinta per un calciomercato davvero poco movimentato. Servivano diversi giocatori per allungare la panchina e in grado di portare esperienza per il ritorno in Champions League, ma sono arrivati solamente Pereira, Fares, Muriqi e Reina. Gli unici a salutare Formello sono stati Jony e Berisha.

Ultimo ma non per importanza troviamo il Genoa. Il mercato del Grifone quest’anno sembra essere stato davvero completo. Gli arrivi di giocatori di spessore come Zappacosta e Pellegrini hanno notevolmente rinforzato la rosa. Da non dimenticare inoltre l’arrivo di Pjaca dalla Juventus, che ha scelto i rossoblù per riscattarsi. Anche le cessioni sono state diverse: Pinamonti e Lapadula sono quelle che hanno fatto maggiormente notizia.

Meritano un capitolo a parte le neopromosse, abili a sfruttare le occasioni verificatesi durante la sessione estiva. Tra queste squadre il Benevento sembra essere riuscito a condurre il mercato più completo. L’arrivo di giocatori affermati come Iago Falque dal Torino o Glik dal Monaco ha rinforzato nettamente la rosa a disposizione di Pippo Inzaghi, che potrà puntare con convinzione ad ottenere una salvezza tranquilla.

Anche il Crotone ha tentano di rinforzarsi: Pedro Pereira e Magallan sono due notevoli arrivi dall’estero, ma i calabresi avrebbero dovuto osare di più. Da notare anche l’arrivo di Cigarini, svincolato. Per ultima ecco la debuttante Spezia: i liguri hanno deciso di puntare su giocatori come Farias, Dell’Orco, Pobega e Agoumé tra gli altri. Da ricordare anche l’arrivo del portiere olandese Zoet, che porta con sé un grandissimo bagaglio di esperienza.

Queste quindi le mosse di un mercato che nonostante l’emergenza Covid è riuscito a regalarci diversi sussulti. Quale squadra secondo voi è riuscita a rinforzarsi maggiormente? E quali dovrebbero intavolare ulteriori operazioni? Fatecelo sapere nei commenti!

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Formula 1. Domenica scorsa a Sochi è andato in scena il decimo Gran Premio della pazza stagione 2020 della classe regina. Era molta l’attesa per assistere alla gara che a detta di molti avrebbe dovuto permettere a Lewis Hamilton di eguagliare il numero di vittorie ottenute da Micheal Schumacher, ma nello sport si sa, nulla è scontato e il Gp di Russia ce lo ha ricordato ancora una volta.

Dopo una qualifica spaventosa il pilota inglese della Mercedes aveva guadagnato la pole e nessuno si era azzardato nemmeno ad immaginare un possibile passo falso per “The hammer”, che però non è stato perfetto come al solito. Una doppia infrazione commessa nel warm up iniziale gli è infatti costata una penalità di 10 secondi, costringendolo a fare una gara di rimonta (conclusa al terzo posto).

Lewis è sicuramente riuscito a limitare i danni, ma al suo posto è stato l’amico/nemico Valtteri Bottas a prendersi la scena, vincendo la gara e accorciando nella classifica mondiale. Finalmente il finlandese è riuscito a sfruttare la prima vera grande occasione concessagli dal compagno di scuderia, forse riuscendo in parte a riaprire i giochi per la vittoria finale.

Secondo troviamo invece il solito Max Verstappen, fantastico ad andare oltre i limiti della sua monoposto trascinandola con talento e strategia al di là delle sue reali possibilità. Quarto si è invece piazzato Sergio Perez, pilota messicano della Racing Point che quest’anno sta riuscendo a distinguersi per una certa continuità di prestazioni.

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La vera sorpresa però, anche se in una stagione normale verrebbe considerata una delusione, è stata rappresentata dalla sesta posizione ottenuta da Charles Leclerc, protagonista finalmente di una gara di sostanza. Tanta era stata la frustrazione per l’ennesima qualifica sbagliata, ma finalmente il monegasco è riuscito a riconvertirla in rabbia ed energia positiva per se stesso e per la Ferrari. In un’annata tragica, anche un sesto posto può dare morale.

Binotto lo sa e ora si augura che si torni a competere almeno per il podio, anche se Racing Point e Renault sembrano continuare ad avere un passo gara migliore. Ennesima delusione invece per Vettel, che dopo essere partito quindicesimo non è andato oltre la tredicesima posizione, confermando il suo inesorabile declino e la sua poca voglia di migliorarsi in questa stagione sfortunata.

Il tedesco ha iniziato il Mondiale sapendo di essere già stato rimpiazzato dalla sua scuderia per il 2021, ma non ha fatto davvero nulla per farla pentire della scelta. La prossima tappa vedrà i piloti impegnati in Germania e la speranza è che l’aria di casa possa in parte risvegliare il tedesco, che ci auguriamo possa almeno ritrovare la zona punti.

Ci attendono altri nove appuntamenti di fuoco, cosa succederà? A voi l’ardua sentenza.

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