IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20: è stata un’ultima parte di Mondiale aVARa di soddisfazioni! foto

Il tennista azzurro ha vinto per la prima volta l’Atp di Stoccarda, mentre i nostri azzurrini sono stati estromessi dal Mondiale al ’92 per una decisione discutibile della Var

Più informazioni su

Chapeau Matteo. Da quando è nata questa rubrica, spesso e volentieri vi abbiamo raccontato le imprese dei nostri tennisti, tenendovi aggiornati su quella che, per il movimento nostrano, potremmo definire una vera e propria rinascita.

L’attenzione mediatica sugli azzurri si è spostata circa un anno fa, quando Marco Cecchinato è stato in grado di battere un certo Novak Djokovic, approdando alle semifinali del Roland Garros.

Da quel momento in poi sono state tante le gioie per gli italiani appassionati di questo sport, con Fognini capace di vincere a Bastad e ancora Cecchinato, abile a superare tutti i suoi avversari nei tornei di Budapest e Umago. Non possiamo poi dimenticare il primo squillo di Berrettini, bravo a imporsi nell’Atp 250 di Gstaad.

Questi sono stati i risultati di un incoraggiante 2018 e vi consigliamo di tenervi forte, perché il 2019 è iniziato davvero nel migliore dei modi.

Potremmo definirlo l’anno della consacrazione quello in corso per i nostri tennisti, arrivati finalmente a essere temuti dagli avversari. Se prima alcuni di essi potevano essere considerati vittime sacrificali, adesso qualunque giocatore sarà chiamato a dare attenzione alle prestazioni degli atleti italiani, che possono davvero competere con chiunque.

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20, che peccato!

Dei magnifici tre, però, forse è proprio Cecchinato quello che sta deludendo maggiormente, ma siamo certi che anche il palermitano riuscirà a riprendersi. A febbraio, infatti, era stato ancora una volta lui a inaugurare la stagione al meglio, vincendo il torneo 250 di Buenos Aires in Argentina.

È stato poi il turno di un aprile di fuoco, che ha visto sventolare il tricolore per ben due volte prima
con Fognini nel Masters 1000 di Montecarlo, e successivamente con Berrettini, bravo a imporsi nell’Atp 250 di Budapest.

Per Matteo, però, 23enne di Roma, le porte del successo si erano appena aperte e così, dopo una finale persa a Monaco, gli ottavi conquistati agli Internazionali d’Italia, e il secondo turno al Roland Garros, ecco arrivare il suo primo torneo su erba: l’Atp 250 di Stoccarda.

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20, che peccato!

Grinta, passione, qualità, talento e tanta determinazione: questi sono stati i requisiti che hanno permesso a Berrettini di trionfare in Germania: “Il cielo è azzurro sopra… Stoccarda!”

Per darvi un’idea sull’impresa compiuta dall’azzurro, vi forniamo alcuni dati, che ci permettono di capire appunto le dimensioni della vittoria ottenuta dal tennista romano: per la prima volta dopo otto anni, infatti, un italiano è tornato a vincere un torneo sulla superficie in erba, impresa riuscita solamente nel lontano 2011 ad Andreas Seppi.

Un altro fattore da segnalare è quello dell’albo d’oro del torneo, che vedrà il cognome di Berrettini susseguirsi a quello di Roger Federer. Il suo dominio nei confronti degli avversari è certificato anche dal fatto che non abbia perso né un set né un servizio, annullando le uniche due palle break concesse in tutte le partite disputate.

La finale è stata per lui il match più combattuto, contro un mai domo Auger-Aliassime, atleta solo diciottenne, ma già numero 21 al mondo. Il secondo set è stato quello più emozionante, dove i due hanno utilizzato la loro qualità migliore: il servizio.

Al tie-break però, dopo aver annullato cinque set point per l’avversario, è stato proprio Matteo a trionfare, con il risultato di 4-6, 6-7.

Un grande risultato per il nostro tennis, dunque, ma anche per Matteo che – è giusto ricordarlo – era alla prima partecipazione a un torneo su erba… In questi casi l’unica cosa da dire è il celeberrimo “Chapeau”.

P.S. Questa vittoria gli ha permesso anche di raggiungere la posizione numero 22 nel ranking, miglior piazzamento in carriera.

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20, che peccato!

Italia U20. Minuto 91 della semifinale dei Mondiali di calcio U20. L’Italia sta perdendo contro l’Ucraina. Dalla destra parte un cross di Capone, un rimpallo fa impennare la palla, su cui Scamacca si precipita. Il giovane azzurro, spalle alla porta, stoppa la sfera difendendola dall’avversario e calcia al volo una botta fortissima che non lascia scampo al portiere ucraino. Un gol bellissimo, una sorta di semirovesciata. L’Italia pareggia e riesce ad agguantare l’1-1 che le permetterebbe di giocarsi ai supplementari l’accesso alla finale mondiale, con il vantaggio numerico, poiché l’Ucraina è in dieci da qualche minuto. Però interviene il Var che, dopo due lunghissimi minuti di attesa, annulla la rete italiana per una presunta gomitata dell’attaccante del Sassuolo a un difensore avversario.

Un episodio discutibile, che ci lascia increduli e con l’amaro in bocca, ma che tuttavia non vanifica il grande percorso compiuto dai ragazzi di Nicolato, una squadra unita e compatta che ha dimostrato un bel calcio organizzato, caratterizzato da un 3-5-2 tutto corsa e verticalizzazioni. Tipico gioco all’italiana vecchio stampo: difesa e concretezza. Un’Italia U20 che anche in questa semifinale, seppur non giocando benissimo, ha dimostrato di poter arrivare fino in fondo a questa competizione. Mondiali di categoria vinti poi proprio dall’Ucraina, notizia che sicuramente ha acuito i rimpianti di Pinamonti e compagni, ma altresì di tutto il mondo calcistico italiano che si era appassionato, divertito e stupito a guardare questi ragazzi.

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20, che peccato!

Partita dopo partita abbiamo potuto ammirare il talento e la bravura dei diciannovenni e ventenni azzurri. All’inizio della competizione iridata l’Italia non figurava tra le favorite. Ma successivamente al buon girone, con la vittoria sui più quotati ecuadoregni, e la conquista di quarti prima e semifinale poi, la conquista della coppa del Mondo non è stata più un’utopia. Peccato davvero per una squadra priva di stelle ma composta da tanti gregari. Infatti i giocatori presenti nella rosa dell’U20 erano per la grande maggioranza sconosciuti ai più.

Anche per uno come noi che segue parecchio il calcio italiano. Ciò poiché tanti azzurrini giocano nel campionato di Serie B o addirittura di C, mentre alcuni militano nel campionato Primavera. Gli unici che possono vantare di aver già giocato in una massima serie sono Pinamonti con il Frosinone, Scamacca con la maglia del Sassuolo e Pellegrini con la Roma e il Cagliari in serie A, Tripaldelli e lo stesso Scamacca nell’Eredivisie con il Pec Zwolle. Nonostante ciò, tutti i giocatori si sono fatti apprezzare ottenendo grande attenzione dagli addetti ai lavori. Tutti i titolari meriterebbero una menzione, ma a nostro parere i migliori sono stati: il fenomenale portiere rossonero Plizzarri, capace di neutralizzare due rigori, il difensore Ranieri (giocatore viola in prestito al Foggia), il centrocampista Frattesi (di proprietà del Sassuolo ma all’Ascoli) e Pinamonti.

Berrettini, il futuro è già qui; Italia U20, che peccato!

Il torneo si è concluso con la sconfitta ai supplementari contro l’Ecuador, che ha relegato l’Italia il quarto posto finale. Nonostante l’amarezza per aver accarezzato il sogno di potersi giocare la vittoria della competizione, questa è l’ennesima dimostrazione di come la scuola calcistica italiana sia ancora in grado di produrre buoni giocatori. I risultati incoraggianti degli ultimi anni delle nazionali giovanili (argomento già dibattuto in questa rubrica) mostrano come i nostri ragazzi stiano crescendo bene. Quello che sembra mancare nell’ultimo decennio, sono la fiducia e la voglia di lanciare i giovani italiani nel grande calcio, non permettendo loro di compiere quel salto di qualità necessario per diventare giocatori finiti e completi, in grado di esprimersi allo stesso livello tra i grandi. Il paradosso che meglio spiega la situazione: ragazzi al vertice nel mondiale di categoria ma relegati nei campionati inferiori, o nelle primavere in attesa di salire in prima squadra.

Ovviamente è facile parlare e scrivere da una scrivania dietro al computer, mentre la realtà è molto più complessa. Ma se i giovani che stanno ottenendo grandi risultati con le nazionali under 17, under 19 o under 20, e speriamo anche nelle prossime settimane all’Europeo U21 in corso proprio in Italia, dovessero crescere secondo le aspettative e non bruciarsi come spesso succede qui da noi, il futuro della Nazionale è in buone mani. O meglio in buoni piedi.

Ps: il gol annullato mi ha fatto molto arrabbiare e ha confermato un mio pensiero relativo non alla necessità o meno del VAR nel calcio, indiscutibile e indispensabile, ma al suo utilizzo e alla successiva applicazione del regolamento del gioco del calcio che ne deriva. Ma questa è un’altra storia. Ci sarà tempo per discuterne.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.