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Bentornati nazionale e tennis, ecco le emozioni che ci hanno regalato la Nations League e lo Us Open

Dopo circa 300 giorni è tornata in campo l’Italia di Mancini, mentre Berrettini e Caruso hanno difeso nel migliore dei modi il nostro tricolore a Flushing Meadows

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Vivo azzurro. 18/11/2019: è questa la data dell’ultimo match disputato dall’Italia, partita nella quale la nazionale di Mancini ha annichilito gli avversari con un roboante 9-1 che non ha lasciato possibilità di replica agli avversari. Il coronamento perfetto di un percorso straordinario, che ha anche permesso al tecnico della nazionale di tagliare il traguardo delle undici vittorie di fila (nuovo record), portando inoltre in carrozza la propria squadra a disputare un impegno importante come l’Europeo.

Tutta questa narrazione appartiene però al passato. Esatto, avete letto bene, perché da quell’ultimo impegno ufficiale era passato addirittura quasi un anno. La furia del maledetto covid non aveva infatti lasciato scampo nemmeno alle nazionali, con gli organi competenti che si sono trovati costretti a rinviare ogni match prefissato e addirittura l’Europeo stesso a data da destinarsi.

Un segnale fortissimo in un momento tragico che non aveva lasciato spazio a nessuna polemica, anche perché la decisione appariva e tuttora sembra essere stata quella più saggia. Grazie al commovente sforzo di medici e infermieri però, come sapete, l’emergenza coronavirus è in parte rientrata, permettendo alle squadre di club di terminare i propri impegni.

E la nazionale? Molti appassionati si sono chiesti che fine avesse fatto la sorprendete formazione allenata da Roberto Mancini che finalmente, venerdì scorso a Firenze, è tornata in scena per il primo match di Nations League.

Tanta emozione ed un po’ di ruggine hanno contraddistinto la prima partita disputata dopo tanti mesi, terminata sul punteggio di 1-1 contro la modesta Bosnia guidata però dal sublime Edin Dzeko. Il gol di Sensi ha risposto proprio a quello dell’attaccante della Roma, abile a sfruttare una delle poche occasioni concesse dalla nostra retroguardia.

Un giro palla lento e la mancanza di idee avevano fatto temere il peggio ad una tifoseria che ha ancora impressa la ferita aperta nel 2017, quando l’Italia non riuscì a qualificarsi al Mondiale per la prima volta dopo numerose edizioni.

Bentornati nazionale e tennis; ecco le emozioni che ci hanno regalato la Nations League e lo Us Open

Ogni timore è stato però spazzato via dal lavoro di Mancini, che anche grazie a diverse novità di formazione ha presentato ad Amsterdam contro l’Olanda una squadra volitiva, fresca e pericolosa, stile di gioco che ha subito ricordato quello andato in scena prima del lockdown.

È per merito di questo atteggiamento che i nostri azzurri sono riusciti ad espugnare la Johan Cruijff Arena, con Barella che a fine primo tempo ha indirizzato la partita mettendo alle spalle di Cillessen lo splendido pallone offertogli da Ciro Immobile.

Purtroppo però l’ottima prestazione dei nostri e il primo posto conquistato nel girone sono passati in secondo piano visto ciò che è occorso a Zaniolo. Il fantasista della Roma intorno al 40’ della prima frazione si è infatti accasciato a terra, obbligando il commissario tecnico ad operare la prima sostituzione del match.

Per lui si è subito temuto il peggio e gli esami strumentali non hanno lasciato spazio a dubbi: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, nuova operazione da eseguire ed altri sei mesi di stop. Una vera e propria maledizione per il talentuoso ventunenne giallorosso, al quale auguriamo un enorme in bocca al lupo per il proseguo della carriera.

Per quanto riguarda invece la nazionale, l’Italia tornerà in campo l’11 ottobre in casa della Polonia, per poi ospitare tre giorni dopo proprio la formazione oranje a San Siro.

La speranza è che gli azzurri continuino a far bene, per poter ambire ad un posto nella final four della competizione. Vincere aiuta a vincere e noi italiani non vogliamo più smettere di farlo!

Bentornati nazionale e tennis; ecco le emozioni che ci hanno regalato la Nations League e lo Us Open

Tennis. Finalmente, dopo diversi mesi di attesa, un altro degli sport più amati è tornato in scena per scaldare i cuori degli appassionati. Il masters 1000 di Cincinnati prima e lo Us Open poi, sono questi i tornei che hanno dato il via alla ripartenza del tennis, che per troppo tempo è rimasto fermo a guardare.

Dopo la vittoria del favoritissimo Djokovic nella prima competizione, in molti erano pronti a scommettere sulla sua conferma anche nel primo Grande Slam del post-lockdown, ma così non è andata.

Il campione serbo ha infatti perso la testa nel match degli ottavi di finale, scagliando una pallina contro una giudice di linea che, per alcuni momenti, ha anche faticato a respirare. Il regolamento sarà sicuramente severo, ma in queste circostanze parla chiaro: partita sospesa e squalifica per il protagonista del gesto, con conseguente passaggio del turno per l’avversario.

L’impassibile direttore di gara ha così applicato alla regola questo concetto, estromettendo il numero uno del mondo dalla prestigiosa competizione. Amarezza e delusione i sentimenti provati da Djokovic, che a mente fredda si è scusato per l’accaduto.

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L’impressione è che quest’annata resti da dimenticare per il serbo, non dal punto di vista dei risultati, bensì da quello caratteriale. Novak ora avrà tanto da lavorare per risanare la sua immagine, resa negativa dal gesto appena raccontato e anche dal torneo organizzato da lui dove rimasero contagiati diversi atleti partecipanti (l’Adria tour).

Parliamo però ora degli italiani che, dopo un super 2019 e un buon inizio di 2020, stanno iniziando a deludere le aspettative. Per carità, si può rimproverare poco a un Sinner che a soli 19 anni ha già disputato un torneo di tale importanza, però l’impressione è che l’altoatesino non riesca a sfruttare al meglio tutto il suo talento.

Dopotutto con Chacanov le cose stavano andando a gonfie vele, ma poi un fastidio muscolare è arrivato all’improvviso compromettendo tutti gli sforzi messi in pratica dal tennista azzurro fino a quel momento. Un vero peccato per Jannik e per il nostro movimento, che negli USA non è riuscito a dare il meglio di sé. Dopotutto solo Berrettini e Caruso sono riusciti a spingersi fino al terzo turno, fase del torneo che si è poi rivelata fatale per il siciliano.

Salvatore infatti non è riuscito dopo un ottimo percorso a superare l’ostacolo Rublev, con il russo che è stato abile a sbarazzarsi dell’italiano in soli tre set. Risultato di 3-0 che ha caratterizzato anche il cammino di Matteo Berrettini, arrivato agli ottavi di finale senza concedere neanche un set ai propri avversari.

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Sul più bello però, il nostro tennista di punta ha abdicato, cedendo il passo proprio a quel Rublev che ha causato più di qualche difficoltà ai nostri atleti. Dopo un primo set vinto infatti, il giocatore romano non è più riuscito ad imporre il suo tennis, soccombendo sotto le violente stoccate del russo.

La speranza ora è che i nostri tennisti tornino in condizione ottimale per poter affrontare al meglio gli Internazionali d’Italia, i quali prenderanno il via lunedì prossimo. Auguriamo agli italiani il miglior percorso possibile… che vinca il migliore!

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