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Backwoods: la recensione

Trama classica con scarso sviluppo dei personaggi, ma con scene d'azione buone

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Backwoods è un film americano di genere horror del 2008, diretto da Marty, scritto da Anthony Jaswinski e della durata di novanta minuti circa.

La trama si fonda su un modello classico di suspence: esiste una setta, in un luogo sperduto dell’America; alcune persone totalmente ignare la scoprono e inizia una guerra per la sopravvivenza. Si tratta di una setta religiosa piuttosto numerosa, che segue le decisioni della vecchia “Madre”, cattura chiunque trovi nella foresta, uccide gli uomini dopo avergli estratto informazioni e ingravida le donne, così da creare nuovi adepti.

L’antagonista in questo film è ben costruito: vi sono la Madre, il finto sceriffo, un metodo di reclutamento innovativo e ben strutturato. Peccato che per il resto, la setta non sia ben pensata. All’interno della stessa viene prodotto qualcosa (non si sa cosa) che può esplodere. I membri venerano Dio, ma le differenze con il cristianesimo non vengono chiarite. Il figlio della Madre, “il prescelto”, è un uomo enorme e sciocco che non risulta minimamente interessante come cattivo. I fanatici sono tanti, ma in merito a sviluppo personale assomigliano alla Banda Bassotti, come fossero solo comparse che devono lottare, avere una pessima mira e morire.

Gli eroi sono otto lavoratori costretti a partecipare al gioco aziendale Paintball per volere del loro capo, amante della sopravvivenza. Finiscono presto nelle mire della setta, che nonostante sia in possesso di fucili e pistole, uccide tramite arco e frecce. Solo un uomo viene ucciso, gli altri rapiti. Perché proprio quello viene ucciso? Nessun motivo apparente.

Due degli eroi sono donne, che verranno ingravidate, mentre gli altri vengono etichettati come agenti FBI e per questo torturati. Quando, però, uno dei buoni si libera, corre a salvare gli altri uomini e per tale motivo avvengono due omicidi. Entrambe le scene d’azione sono state realizzate con criterio, così come tutte le altre.

Una nota positiva del film riguarda le lotte, gli inseguimenti, gli omicidi, le scene di azione in generale, che riescono a essere veritiere, eccezzion fatta per l’eroe che, trafitto a morte, diventa il “Boromir” della situazione, che uccide sei fanatici prima di morire per le ferite riportate dalla trappola.

Degli otto personaggi iniziali solo due si salvano. L’ultimo uomo riesce a uccidere due inseguitori, ma non uccide definitivamente il “Prescelto”: un grande errore – a mio avviso – considerando che, in qualunque altro film, chiunque avrebbe reagito diversamente ricorrendo alle armi.

In definitiva, Backwood ha una trama classica e ben definita. Gli eroi non sono sembrati molti sviluppati dal punto di vista narrativo, ma nel complesso il film, anche solo per le azioni, va considerato piacevole da vedere.

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