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Autunno, sei tu? Ecco quanto successo nei primi mesi di una pazza stagione foto

Ottobre e novembre non sono mai stati così… per fortuna

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Da settembre a metà ottobre la stagione autunnale era stata soltanto un miraggio, con temperature da capogiro che avevano fatto pensare all’ennesimo anno senza freddo.

Purtroppo però, questa situazione non si è verificata e, dopo un periodo di quiete, la natura è tornata ad intimorire i liguri e più generalmente tutti gli italiani.

Andando con ordine, settembre ci ha regalato temperature poco al di sotto di quelle estive, ma anche l’invasione delle cimici asiatiche, diventate incubo di chiunque possedesse una casa in periferia o comunque vicino a zone verdi. Questo tipo di insetti, arrivate circa cinque anni fa dall’oriente, non possedendo un predatore naturale nel nostro ecosistema, si sono riprodotte a dismisura e, con i frequenti sbalzi climatici, sono uscite “allo scoperto” per cercare una sistemazione nelle nostre abitazioni per svernare.

I vari comuni non sono ancora riusciti a contrastare efficacemente questo problema e, per adesso, gli unici metodi di difesa rimangono quelli casalinghi.

Se il peggio poteva sembrare questo per molti, in realtà nulla era rispetto ai fatidici ultimi tre giorni di ottobre.

Autunno sei tu? Ecco quanto successo nei primi mesi di una pazza stagione

I bollettini anticipavano l’allerta meteo di colore rosso, ovvero quella massima e, gli alunni delle scuole, festeggiavano sui social la chiusura dei loro istituti, ignari di ciò che sarebbe accaduto in seguito.
Quello era l’inizio di un trio di giornate terribili, che hanno portato alla devastazione delle nostre amate cittadine e, durante la notte tra il 29 e il 30, ad una mareggiata storica, di cui ancora oggi i danni sono evidenti.

[Foto della passeggiata allagata]

Le navi della “Corsica Ferries” alla deriva, Portofino isolato e raggiungibile solo via mare (e purtroppo ancora per diverso tempo così resterà), la passeggiata di Zinola devastata dalle onde, caduta di alberi, cartelli stradali e calcinacci dovuta alle forti raffiche di vento soprattutto nel centro di Savona e l’incendio al terminal delle automobili al porto. Oltre a questo, ricordiamo anche i superyacht e yacht schiantatosi contro la costa di Rapallo e l’Aurelia invasa dalla sabbia e dal fango ad Albissola Marina, così come la famosa “Passeggiata degli Artisti”.

Autunno sei tu? Ecco quanto successo nei primi mesi di una pazza stagione

Come se ancora non bastasse, in questo incredibile scenario apocalittico, si era aggiunta la morte di una donna ad Albisola Superiore, colpita da un oggetto trasportato dal vento.

Come spesso succede in queste occasioni, i giorni successivi gli abitanti delle città avevano aiutato a ripulire il disastro e, la nota positiva di quelle giornate tragiche, sicuramente era stata questa.

I danni agli stabilimenti balneari però, sono tutt’ora ingenti e visibili e, l’impressione, è quella che la ferita aperta da quella tre giorni difficilmente si marginerà.

Neanche le altre regioni italiane se la sono cavata in maniera ottimale, con il Veneto che è stato disboscato da un’incredibile e potente tromba d’aria e la Sicilia che ha fatto contare dodici morti, di cui nove della stessa famiglia (residente in una casa abusiva travolta dalla furia del fiume Milicia).

La domanda a questo punto sorge spontanea: si poteva evitare un disastro di tali dimensioni? La risposta, soprattutto per quanto riguarda la nostra regione, sembra essere negativa, anche perché una mareggiata di tale entità, era davvero impronosticabile.

I letti dei fiumi hanno accolto ottimalmente la carica d’acqua e non hanno mai rischiato di straripare. L’insidia maggiore, questa volta, è stata rappresentata dal mare e dalle incredibili raffiche di vento.

Nelle giornate successive, piccoli accenni di normalità si erano susseguiti a temperature nuovamente elevate che, nell’ultima settimana però, hanno lasciato posto all’ormai rassicurante freddo.

Il quesito da porsi, arrivati a questo punto dell’analisi, è se dobbiamo abituarci a questo tipo di sbalzi climatici e se davvero siamo sicuri di essere superiori ad una natura che, ultimamente, si è dimostrata spietata.

La risposta probabilmente si trova nell’effetto serra che ha portato al surriscaldamento del pianeta, causando diversi fenomeni che, ormai, stanno diventando quasi abituali.

Le allerte fino a qualche anno fa non esistevano, o comunque non venivano proposte con frequenza come negli ultimi dilaniati periodi.

L’uomo ha sbagliato a sfidare Madre Natura e, adesso, rischia di pagarne le conseguenze. I potenti della Terra stanno cercando di “salvare il salvabile” fissandosi dei limiti sull’inquinamento, tema chiave dell’ultimo decennio.

La speranza è quella che eventi simili restino isolati, lasciando solo un brutto ricordo nella mente di chi li ha vissuti. Ci auguriamo che l’inverno, come grande regalo di Natale, porti un po’ di stabilità, rispettando quelle che dovrebbero essere le sue caratteristiche.

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