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Australian Open 2019, le pagelle: chapeau Djokovic, sindrome degli slam per Zverev

Conferme, delusioni e sorprese: i voti del primo slam dell’anno

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L’edizione 2019 degli australian open è andata gli archivi. Ecco a voi quindi la mia personale pagella dei protagonisti dello slam australiano.

NOVAK DJOKOVIC 10: come ci ha già abituati in passato, non sorprende particolarmente nella prima settimana, vincendo ma non convincendo. A partire dalla semifinale però Djoker non sbaglia praticamente più niente, distruggendo letteralmente il francese Pouille in semi e non concedendo nulla neanche in finale a Nadal. 7° Australian Open per il serbo e prima posizione nel ranking più che confermata. Chapeau Nole.

NAOMI OSAKA 10: dopo il grande exploit a Flushing Meadows era arrivato il momento della conferma. A differenza di molte giocatrici giovani in questo periodo, in grado di vincere un grande appuntamento ma incapaci di confermarsi tra le più forti, non si presenta a Melbourne come favorita ma vince e convince nel corso delle due settimane prima della bellissima battaglia con la Kvitova in finale, che le consentirà di portarsi a casa il secondo slam della sua carriera e di diventare la nuova numero 1 del mondo.

RAFAEL NADAL 9: dopo un lungo periodo di stop a causa dei soliti problemi fisici, che hanno condizionato perennemente la carriera dello spagnolo, Rafa si presenta in Australia da vera incognita. Ovviamente però una delle doti più sorprendenti del maiorchino è sempre stata quella di tornare più forte di prima e ancora una volta lo dimostra, arrivando in finale senza aver perso un set e poi venendo sconfitto dall’unico “Extraterrestre”.

PETRA KVITOVA 9,5: era il 20 dicembre 2016 quando la tennista ceca subiva un’aggressione che l’avrebbe costretta ad operarsi alla mano e a stare 5 mesi lontana dai campi. Da vera sorpresa arriva fino alla finale senza lasciare per strada nemmeno un set, prima di perdere la bellissima battaglia con la Osaka, ma sicuramente abbiamo ritrovato la vera Kvitova, che di certo mancava al tennis femminile.

STEFANOS TSITSIPAS 9: arriva in Australia come uno dei next gen più attesi del torneo e non tradisce per nulla le attese, battendo niente meno che Roger Federer agli ottavi di finale e spingendosi fino alla semifinale (la sua prima in un grande slam). Non male per un ragazzo del ’98. Ora sta a lui riuscire a riconfermarsi anche nei prossimi tornei.

ROGER FEDERER 6: arrivato in Australia da detentore del titolo, lo svizzero non riesce però a esprimere lo stesso tennis mostrato qui negli ultimi due anni. Non fatica particolarmente nei primi turni ma appena gli si presenta davanti un match impegnativo e di lunga durata si fanno sentire le 38 candeline da spegnere. Uscendo agli ottavi Roger perde anche alcune posizioni nel ranking, ritrovandosi ora in sesta posizione. Vedremo ora quali saranno le scelte dell’elvetico, che ha però dichiarato di non voler saltare la stagione sul rosso e di voler giocare il Roland Garros. Sarà interessantissimo perciò vedere come giocherà nei prossimi mesi, anche per capire realmente quanto potrà ancora andare avanti.

ALEXANDER ZVEREV 4: La sindrome degli slam persiste per Sascha, che continua a faticare enormemente nei major. Ancora una volta infatti il tedesco non supera gli ottavi di finale, perdendo da Raonic  sicuramente non nel periodo migliore della sua carriera). Se vuole diventare numero 1 non può fallire questi eventi importanti.

SERENA WILLIAMS 7: aveva terminato il 2018 con quella discussione con il giudice di sedia Ramos agli US Open. Arriva a Melbourne anche lei da incognita e disputa un buon torneo, eliminando la numero uno al mondo Halep (voto 5) ma poi perdendo con Pliskova ai quarti dopo essersi fatta rimontare da 5-1 a 7-5 nel terzo parziale. Forse se avesse portato a casa quella partita ora staremmo parlando di un altro torneo, ma questo non lo potremo mai sapere.

GLI ITALIANI 6,5: prima vittoria a livello slam per Travaglia, non benissimo Cecchinato, fuori subito al primo turno con Krajinovic, ma buoni segnali sia da Fognini, che si spinge fino al terzo turno dopo alcune belle prestazioni, sia da Seppi, che esce anche lui al terzo turno dopo una grande battaglia con Tiafoe. Bene anche Fabbiano, che cede solo a Dimitrov ai sedicesimi. Per quanto riguarda le donne buone segnali solo da Giorgi, che si ferma con la Pliskova dopo due belle vittorie. Alla spedizione azzurra darei quindi un 6.5.
Una menzione speciale va però fatta a Lorenzo Musetti, classe 2002 di Carrara, ma cresciuto tennisticamente in Liguria, che si è aggiudicato il torneo junior dopo aver eliminato in semifinale il connazionale Zeppieri e vinto la finale al tiebreak del terzo. Per lui un bel 10.

ORGANIZZAZIONE 7.5: se è vero che gli Australian Open rappresentano un modello in quanto a strutture, organizzazione e fascino, l’unica ma personalmente importante pecca che ho riscontrato è stato il fatto di iniziare partite a orari improponibili, anche perché non credo che i giocatori siano felici di entrare in campo a mezzanotte.

Come ogni anno lo slam australiano rappresenta lo spartiacque della nuova stagione. Nel mese di febbraio ci saranno alcuni tornei 250 e 500 fino a circa metà marzo, quando inizieranno i master 1000 di Indian Wells e successivamente di Miami (che inaugurerà la sua nuova struttura, dato che Key Biscayne non verrà più utilizzata). Solo qui potremmo rivedere tutti i top ten insieme, pronti a sfidarsi nuovamente.

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