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L’attuale situazione mondiale, tra il cambiamento climatico sempre più reale e la fine della crisi in Sudan

L'Artico e l'Overshoot Day, le ennesime prove di quanto sia a rischio il nostro Pianeta

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L’emergenza climatico-ambientale è più concreta che mai

Siberia, Alaska, Canada e Groenlandia sono regioni situate all’estremo nord del pianeta e generalmente decisamente fredde. In questo periodo, però, le temperature sono state praticamente le più elevate mai registrate.

Temperature che insieme al gran vento hanno fatto scoppiare centinaia di incendi. La situazione attuale è che, solamente in Russia, stanno andando a fuoco circa 3 milioni di ettari di terreno (un’area grande quanto la Sicilia). Una situazione del genere non si registrava da almeno 10.000 anni.

Qual è il risultato? La distruzione dell’ecosistema locale, con l’ulteriore surriscaldamento di queste zone e il rilascio di un’enorme quantità di CO2 nell’atmosfera, che andrà a far riscaldare ancora di più il pianeta.

Per il solo mese di giugno si stima che questi incendi abbiano rilasciato una quantità di CO2 nell’atmosfera pari a quella rilasciata in un anno dalla Svezia. Questi incendi sono difficili da spegnere e potrebbero durare ancora per settimane. Inoltre, durante il mese di luglio, nel quale è cominciata effettivamente la fase ad oggi più grave dell’emergenza, la stima è di un rilascio di CO2 doppio rispetto a quello registratosi a giugno. È una catastrofe che andrà a peggiorare drammaticamente la situazione climatica del nostro unico pianeta.

Come se non bastasse, quest’anno l’Overshoot Day è caduto il 29 luglio (l’anno prima era il primo agosto). L’Overshoot Day è il giorno dell’anno in cui esauriamo tutte le risorse rinnovabili disponibili del pianeta e dopo il quale andremo avanti a spese del futuro e delle prossime generazioni: “Mangeremo pesci che non si sono ancora riprodotti, taglieremo alberi che non ricresceranno, butteremo rifiuti in luoghi che non possono accoglierli”.

Per i prossimi 5 mesi consumeremo cose che il nostro pianeta non riuscirà a rigenerare e, ai ritmi odierni, per soddisfare i nostri consumi annuali ci servirebbero tre quarti di pianeta in più da utilizzare: oggi consumiamo come se avessimo a disposizione 1,7 “pianeti Terra”, ma ne abbiamo soltanto uno. L’Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day nazionale ancora prima: il 15 maggio.

Sono tutte prove che testimoniano il quadro più ampio: il pianeta si avvia a grandi passi verso una drammatica crisi climatico/ambientale causata dalle attività umane. Qualsiasi piccola azione può fare la differenza: dal fare la raccolta differenziata allo spegnere gli elettrodomestici anziché lasciarli in stand-by.

In Sudan forse la crisi è finita

La situazione, dopo la deposizione di Bashir, la presa del potere da parte dei militari, le proteste, i sit-in dei civili e alcune centinaia di vittime, sembra essersi stabilizzata. È infatti stato firmato l’accordo per un Consiglio composto da civili e militari, il quale dovrà guidare il Paese per i prossimi 3 anni, traghettandolo verso la democrazia. Le incognite sono ancora molte, ma la strada intrapresa, al momento, è un importante e positivo sviluppo per la risoluzione della crisi.

Negli Stati Uniti le ennesime e drammatiche sparatorie

Nelle ultime ore ci sono state due drammatiche stragi negli Stati Uniti. La prima è avvenuta a El Paso in Texas: un ragazzo di 21 anni, probabilmente mosso dall’odio razziale verso ispanici e messicani, ha ucciso con un fucile d’assalto almeno 20 persone in un Walmart, prima di essere stato arrestato. La seconda è avvenuta a Dayton in Ohio, dove un uomo ha cominciato a sparare per strada con un fucile a canne lunghe. L’assalitore è stato ucciso e i morti sono almeno 9. In questo caso la vicenda è ancora poco chiara.

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