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All About Apple: il più fornito museo al mondo dedicato a Apple si trova a Savona foto

Nella città della torretta è possibile ripercorrere l’evoluzione tecnologica dei computer del brand più famoso al mondo in ambito informatico

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No, questa non è una fake news. Non è una di quelle frequenti bufale in cui ci si può imbattere scorrendo su internet e in particolare su Facebook. È tutto vero. Nella Savona che tanti e forse tutti critichiamo, risiede un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale: il museo della Apple.

È definita “All about Apple” la collezione di dispositivi griffati con la mela morsicata, simbolo dell’azienda che ha rivoluzionato il mondo, se in positivo o in negativo sta a voi deciderlo. L’esposizione, situata in darsena nella piazza De Andrè, raggiungibile percorrendo le scale di fronte all’hotel NH, può vantare il lusso di essere il museo della Apple più grande al mondo: un riconoscimento che venne ed è tuttora celebrato dalla stessa industria statunitense, la quale nel 2005 si complimentò e invitò una delegazione dei volontari fondatori dell’iniziativa a fare una visita a Cupertino, città della California sede del marchio.

a mostra nel frattempo ha cambiato luogo di esposizione, prima era situata a Quiliano e poi al Campus universitario di Legino, ma non le proprie caratteristiche che la contraddistinguono: una precisissima collezione dei prodotti Apple (più di novemila pezzi), e non solo, che testimoniano la velocità con cui si sono evolute queste tecnologie, dalla nascita negli anni settanta fino al 2010 circa. Soprattutto per un giovane come me, è stato molto interessante confrontarmi con le versioni originarie dei computer, completamente diverse, sia per composizione (parte hardware), che per utilizzo (software e interfaccia grafica), dalle odierne: la concezione che abbiamo oggi di un PC è lontana parente rispetto a quella degli anni di lancio di Apple, discorso analogo per le opportunità e le cose possibili fare con tali dispositivi.

La grande bellezza del museo, a mio avviso, è la possibilità di provare, utilizzare, toccare con mano i computer esposti e gli altri dispositivi, accesi e disponibili al visitatore: questa interattività permette di comprendere come gli sviluppi degli anni ottanta e novanta abbiano contribuito alla trasformazione ed evoluzione di tali prodotti, per arrivare a ciò che oggi Apple vende nei propri store. Un’esperienza che fa davvero sorridere e riflettere: usare i primi computer senza mouse e con una tastiera completamente diversa e priva di alcuni tasti, un’interfaccia grafica con sfondo nero e scritta in verde su monitor a tubo catodico è una specie di viaggio nel tempo che ci riporta negli anni settanta. Perciò non possiamo lamentarci dei computer e degli apparecchi elettronici di cui disponiamo attualmente: quando essi non funzionano, vanno un po’ a rilento o non ci permettono di fare ciò che vorremmo è sufficiente pensare un attimo a come erano questi oggetti fino a una ventina di anni fa per renderci conto della fortuna che abbiamo.

La storia dei computer della celebre mela inizia nel 1976 con l’uscita di Apple 1. Nel 1984 nacque Apple Lisa (dal nome della prima figlia di Steve Jobs), rivoluzionario per l’epoca grazie all’introduzione del mouse (puntatore) e l’interfaccia a finestre. Nello stesso anno Jobs sviluppò un nuovo modello di computer, il Macintosh, accessibile a molte più persone (costo ridotto), caratterizzato da grafica bitmap e interfaccia a icone. A fine anni ottanta si rivoluziona il mondo della grafica e venne creato il primo computer portatile, il Macintosh Portable poi evoluto nella serie Powerbook di color nero. Negli anni novanta il computer di maggior successo fu il Macintosh Classic, successo principalmente dovuto al prezzo “economico” di 999 dollari. La linea eMac (poi evoluta in iMac) viene lanciata da Steve Jobs nel 1998: rivoluzionario per il colore (bianco-azzurro trasparente) per la mancanza di alcune componenti, un particolare mouse rotondo e la CPU, un rinnovamento grafico e tecnologico adottato per tutte i modelli (anche i portatili). Gli anni 2000 vedono una continua evoluzione dettata dal visionario Steve Jobs: il Power macintosh G4 Cube (CPU a forma di cubo), il Mac OS X con sistema Unix, fino ai più moderni iMac e iBook risalenti agli ultimi anni della prima decade del ventunesimo secolo. Questi sono solo alcuni dei computer veri e propri presenti nel museo.

L’esposizione propone inoltre l’evoluzione del mouse, campioni di memorie e joystick, esempi di interfaccia della componentistica del cervello del computer, libretti delle istruzioni e guide intatte dei primi dispositivi elettronici, riviste di pubblicità dei prodotti, esemplari di stampanti e casse, un inedito modello di console Apple (la sfortunata Pippin) e tutti quei prodotti della digital lifestyle, di cui la Apple detiene sicuramente il primato: iPhone, iPad, iPod, notebook e palmari caratterizzati dall’inconfondibile grafica che distingue i prodotti con la mela morsicata; uno stile di classe, a mio parere superiore rispetto a tutte le altre case di questo settore.

Il mio consiglio è quello di effettuare una visita guidata. Nonostante siano presenti alcuni pannelli informativi, per un normale cittadino non molto preparato in ambito informatico è difficile comprendere e di conseguenza godere appieno dell’esposizione: le poche tecniche informazioni a disposizione possono sembrare arabo per molti, mentre, a mio parere, sarebbe interessante ascoltare e capire passo passo i cambiamenti e le trasformazioni dei dispositivi Apple.

Secondo me il museo ha un grande difetto: la mancanza di pubblicizzazione e visibilità. Personalmente sono venuto a sapere della presenza di un museo Apple a Savona in modo casuale due anni fa; quello che percepisco nella popolazione è che tantissimi cittadini non conoscano l’esistenza di questa eccellenza di cui gode Savona. Due episodi sono emblematici per testimoniare ciò. Il primo è la mancanza di cartelli e indicazioni che segnalino la direzione per giungere al museo, non facile arrivarci per chi conosce la zona, sicuramente ancora meno per i turisti; il secondo è stato la mia richiesta sull’ubicazione del museo a del personale presente a ricevere i turisti sbarcati con la Costa al pala crociere: non conoscevano l’esistenza del museo e solo una volta menzionata piazza De Andrè, mi hanno saputo indicare la via per raggiungerlo.

Un museo davvero unico nel suo genere, un’esperienza davvero interessante che dovrebbe essere valorizzata e pubblicizzata maggiormente: ci sono tutte le prerogative affinché diventi un’attrazione turistica di rilievo. Il ritmo della vita è cambiato, sicuramente si è velocizzato grazie anche alla rivoluzione lanciata da Apple: ciò ha permesso che oggetti e dispositivi di pochi anni fa diventino storia e testimonianze da mostrare alla gente. Per tale motivo è doveroso ringraziare l’associazione “All About Apple” (in collaborazione con molte istituzioni e aziende) che ha reso possibile tutto ciò dando vita e continuando ad aggiornare questo luogo di storia dell’informatica personale.

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