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Albisola, frazione Grana: quando non rispettare i cartelli stradali significa chiedere sicurezza fotogallery

Abbiamo osservato per una settimana il traffico veicolare nell’area adiacente al cantiere dell’Aurelia Bis

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La situazione nella frazione Grana di Albisola Superiore è ormai nota da tempo. Troppe persone non rispettano i cartelli stradali riferiti a questo breve tratto.

La segnaletica verticale è chiara: vietato attraversare la località Grana in moto e in bicicletta, eccetto autorizzati. I motociclisti non hanno alcuna possibilità di percorrere tale tratto stradale, mentre le bici possono essere condotte solo a mano lungo i marciapiedi ai bordi della carreggiata.

Albisola, i cartelli in frazione Grana

Violazione del divieto di transito per moto e biciclette

La nostra osservazione a ritmi intervallati e le forze dell’ordine dimostrano chiaramente come la violazione del suddetto divieto di transito sia una pratica quotidiana.

Gli scatti che abbiamo immortalato sono esemplificativi. Numerosi sono gli scotter, le motociclette, i cinquantini, le bici, che hanno percorso Via Grana, con disinibizione, ma soprattutto coraggio. Perché non bisogna nasconderlo: il problema non è tanto la violazione del divieto in sé, ma la mancanza di sicurezza a cui i trasgressori si sottopongono o assoggettano i loro passeggeri.

Albisola, i cartelli in frazione Grana

Una deviazione troppo pericolosa

La deviazione avvenuta in zona Grana, per il cantiere deputato alla realizzazione del primo tratto dell’Aurelia bis che collegherà Albisola con Savona, è caratterizzata da curve violente e manto stradale deformato, particolarmente rischioso in caso di pioggia e concentrazione di polveri al suolo.

La pericolosità di tale tratto è già percepibile in auto, in quanto è facile perdere la tenuta di strada nelle giornate piovigginose o nel momento della pulizia stradale, molto frequente a causa delle grandi quantità di micro-fanghiglia provenienti dal cantiere.

Come si difendono i trasgressori

Per comprendere meglio questo fenomeno ormai diffuso, abbiamo indagato circa le motivazioni che spingono motociclisti e ciclisti a trascurare la segnaletica. E’ emerso che percorrere il tratto stradale tra Via Saettone (Albisola Superiore) e Via delle Industrie (Albissola Marina) sia più rapido, rispetto a muoversi sull’Aurelia, attraversando il centro di Albisola, che coincide con chilometraggio e traffico maggiori.

Coloro che provengono da Ellera o Stella, ad esempio, che devono raggiungere Savona, preferiscono percorrere via Grana, per risparmiare tempo, denaro e pazienza, piuttosto che attraversare Corso Mazzini e Corso Ferrari, con le annesse code quotidiane, formate da numerosi veicoli, tra cui tir, auto-articolati e mezzi turistici (pullman da viaggio o destinati ai crocieristi) provenienti da Savona, in direzione casello autostradale di Albisola.

Legati a quest’ultima problematica circa il traffico, infatti, vi sono comitati (“Albisola vivibile” e “Albisola-Luceto sostenibile”) e gruppi di persone, composti anche dagli stessi ciclisti e motociclisti che violano il divieto nella frazione Grana, che portano avanti l’idea per cui sia necessario un intervento mirato per sciogliere definitivamente il traffico in Albisola.

Tuttavia, ad oggi, non si è ancora trovata una soluzione efficace se non attendere l’apertura dell’Aurelia bis, che si spera incanali parte del traffico, oltre il centro. L’apertura della nuova strada alternativa alla principale, infatti, da quanto previsto, avverrà il prossimo anno, nel 2019, nonostante il mese sia ancora un’incognita.

Si tratta di un’attesa, un piccolo sacrificio che i viaggiatori su due ruote dovranno fare, in primis, per il bene proprio, considerando che il divieto stesso – nel dicembre 2016 – venne imposto dal sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi, a seguito delle numerose segnalazioni di caduta da parte di centauri e ciclisti, che sopraggiunsero in Comune nelle prime fasi operative del cantiere.

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