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Addio al CD fisico: entro il 2022 non esisterà più

La guerra fra i compact disc e i servizi streaming continua: cosa ne sarà dei tanto amati cd che per anni hanno riempito le nostre mensole?

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I largamente diffusi download illegali sono da sempre gli acerrimi nemici dei cd fisici ma, negli ultimi anni, i maggiori colpevoli della crisi dell’industria musicale sono diventati i servizi streaming come Spotify e Apple Music.

Sempre più utenti, soprattutto i giovani, preferiscono ascoltare musica tramite servizi streaming piuttosto che acquistare CD fisici, tant’è che i giovanissimi di oggi, pur ascoltando musica regolarmente, non possiedono neppure un disco.

I negozi di dischi, che fino a pochi anni fa erano un punto ritrovo per tutti gli amanti della musica, sono ormai un ricordo lontano essendo spariti del tutto dalle nostre città.

Il compact disco arrivò sul mercato statunitense per la prima volta a inizio anni Ottanta, sopprimendo il vinile. Il veloce declino del compact disc invece è cominciato nel secondo decennio degli anni 2000 che ha portato, nel 2017, ad una diminuzione delle vendite del 18% solo negli Stati Uniti. La caduta è in continuo acceleramento e si prevede la totale scomparsa del cd per il 2022.

Il lavoro di artisti, produttori, scrittori e musicisti viene in questo modo sempre meno riconosciuto. Nella società di oggi, la maggior parte delle persone, non si fa problemi a spendere soldi per l’acquisto di vestiti o prodotti di high-tech ma lo stesso non vale per l’acquisto di musica. Che si tratti di acquistare un cd fisico o un abbonamento annuale a Spotify, le persone sono quasi riluttanti all’idea quasi come per dire che la musica non è “degna” di essere pagata. Ciò purtroppo non fa altro che nuocere alla già non rosea situazione, rendendo il mercato della musica sempre più competitivo e spietato.

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