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Loano, la cerimonia di intitolazione della biblioteca al prof Arecco

Teresa Isnardi, donna e imprenditrice del XIX secolo

10/11/18

EVENTO GRATUITO
: Biblioteca Civica “Antonio Arecco” Corso Roma, 9, Loano, SV, Italia - Inizio ore 15:30

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Sarà incentrato sulla figura di Teresa Isnardi la conferenza organizzata dalla sezione di Loano e della Riviera delle Palme di Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) e in programma sabato 10 novembre alle 15:30 presso la biblioteca civica “Antonio Arecco” di Palazzo Kursaal a Loano.

L’incontro, patrocinato dall’assessorato a turismo, cultura e sport del Comune di Loano, si propone l’obiettivo di illustrare le qualità di donna e di imprenditrice ante litteram di questa illustre cittadina loanese del XIX secolo.

Parteciperanno l’avvocato Stefano Carrara Sutour, il notaio Matteo Lavagna e altri discendenti di Teresa Isnardi. L’incontro sarà accompagnato dal pianoforte di Perla Elena Urdiales e presentato da Umberta Bolognesi.

Teresa Isnardi nacque a Loano il 14 febbraio 1846. Era figlia del negoziante Stefano Isnardi, soprannominato “Felluga” o “Fellughin”, e di Maria Maddalena Patrone, a sua volta figlia di Angelo Patrone e Caterina. Rimasta vedova del marito Giuseppe Carrara il 20 settembre 1870, condusse l’azienda armatoriale del marito anche in legale rappresentanza dei figli minori Francesco (nato a Loano il 28 agosto 1864) e Stefano (nato a Loano il 6 maggio 1867) fino alla fine degli anni ’70.

I bastimenti direttamente armati e gestiti da Teresa erano tre brigantini a palo: si trattava di velieri a tre alberi principali (trinchetto, maestra e mezzana con vela a randa) la cui stazza variava dalle 450 alle 600 tonnellate. Detto in inglese “bark”, il brigantino a palo era l’epoca un bastimento veloce e maneggevole.

Teresa Isnardi era proprietaria della quota maggioritaria dei carati di tre brigantini: “Due Amici”, “Stefanino” e “Federico lo Svevo”. Aveva poi direttamente alcuni carati su altri bastimenti quali il “Franceschino” e il “Simone Stella”. Erano condotti dai comandanti Gio Batta Chiozza, Nicolò Chiozza, Francesco Delbalzo, Nicola Lavagna, Vittorio Isnardi, Andrea Dassori, Luigi Chiappori, Lorenzo Aicardi, Deodato Genta, Stefano Genta, Giuseppe Grossi, tutti di Loano.

I bastimenti facevano scalo nel Mar Nero (a Odessa e Salinà) o nel Mar d’Azov, dove caricavano granaglie e quindi procedevano (a volte con soste a Malta, Genova e Marsiglia) per l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda: qui scaricavano le granaglie e imbarcavano, in genere, carbone. Fecero rotta anche per le Americhe, Stati Uniti e Sud America, con trasporti vari. Ad esempio, di “guano” dall’Uruguay per porti francesi: si trattava di fertilizzante pregiato particolarmente richiesto in Francia, che ne consumava in grande quantità per il suo notevole sviluppo agricolo.

Teresa Isnardi morì a Camporosso il 14 dicembre 1886 nella casa del secondo marito, ammiraglio Angelo Biancheri, dal quale aveva avuto il terzo figlio Guido Biancheri, anch’egli divenuto poi ammiraglio della marina militare italiana. La salma venne subito traslata a Loano, dove è sepolta, nel cimitero centrale.

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