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Padre Enrico Redaelli frate sacerdote carmelitano scalzo

Savona, Santa Messa di ingresso del nuovo priore dei Carmelitani Scalzi

15/10/20

EVENTO GRATUITO
: Chiesa San Pietro Apostolo Via Untoria, Savona, SV, Italia - Inizio ore 18:00 - Fine ore 19:15

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Savona. Giovedì 15 ottobre alle ore 18 nella Chiesa San Pietro Apostolo padre Enrico Redaelli celebrerà la Santa Messa con cui si insedierà ufficialmente come nuovo priore del convento dei Carmelitani Scalzi. Forte tifoso del grande Milan che fu, padre Enrico è un frate tutto campo in convento, di quelli che si donano senza sosta, dalla cucina all’idraulica, e lavorano fino a notte inoltrata, dimenticando di mangiare e dormire pur di essere al servizio dei fratelli della comunità, discretamente e senza far troppo parlare di sé.

Quarantasette anni, originario di Mariano Comense e lombardo purosangue, è stato il decano dei più giovani, ossia il più anziano dell’ultima generazione di missionari arrivati in Repubblica Centrafricana dall’Italia negli ultimi anni. Ha avuto un primo e forte assaggio di vita missionaria già tra il 1996 e il 1997, quand’era ancora giovane studente in formazione, prestando il suo servizio presso il Seminario Minore a Yolé. Nel 2002, ormai sacerdote, vi ritorna, sempre a servizio delle vocazioni della missione. Dopo poco tempo assume l’incarico di direttore dei seminaristi del primo ciclo (scuole medie e biennio delle superiori).

Dopo sei intensissimi anni, tra malaria e colpi di stato, è rientrato in Italia per un triennio, facendo parte della comunità parrocchiale di Savona e impegnandosi in modo particolare nella pastorale giovanile. Nel 2011 ritorna per la terza volta a Yolé, questa volta come direttore del secondo ciclo (i ragazzi dell’ultimo triennio delle superiori) e maestro dei postulanti, la tappa precedente il noviziato.

Dal 2014 al 2017 ritorna in parrocchia, non a Savona ma in quel di Bozoum, e anche qui, come già aveva dimostrato in Italia, non si risparmia con il lavoro pastorale con i giovani centrafricani. Nel 2017 ritorna ancora, con la dedizione di sempre, a servizio della formazione dei giovani frati nel delicato incarico di maestro dei novizi, un ruolo chiave nella trasmissione del carisma carmelitano ai candidati centrafricani e oramai anche camerunesi.

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