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"Il calcio ligure oltre il Genoa e la Samp" libro Luciano Angelini e Franco Astengo

Presentazione del libro “Il calcio ligure oltre il Genoa e la Samp”

10/12/19

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 16:00

Attenzione l'evento è già trascorso

Martedì ​10 ​dicembre alle ore 16​ nella Sala ​”​Lelio ​Speranza​” del CONI ​Point, in via Montenotte 2, a Savona si terrà la presentazione del libro “Il calcio ligure oltre il Genoa e la Samp” di Luciano Angelini e Franco Astengo, con prefazione del presidente nazionale del CONI Giovanni Malagò. Introduce il delegato provinciale del CONI Roberto Pizzorno.

Il calcio, il “nostro” calcio, quello savonese (e non solo), è lungo 127 anni. La prima volta a fine Ottocento, il 1892 per chi ama le date e gli anniversari, con una pattuglia di pionieri in piazza d’Armi nella prima partita che si ricordi. Una lunghissima Storia scritta da migliaia di appassionati in campo e fuori. Il pallone come fascinoso collante, una sorta di pifferaio magico dietro al quale incamminarsi, ciascuno con la propria bandiera e i propri colori, verso appuntamenti sempre più attesi e ambìti.

Il “nostro” calcio è approdato con qualche affanno di troppo al 2019 portando nello zaino dei ricordi un carico di emozioni, intense per alcuni, sbiadite per altri, esperienze, amicizie, testimonianze vicine e lontane, talvolta perdute e ritrovate, partecipazioni personali, immagini e simboli. In un percorso, non sempre rettilineo, talvolta faticoso e tormentato, con un unico filo conduttore: la passione per il gioco con il pallone.

È il timore di vedere sfumare, come in una dissolvenza, se non disperdere, questo patrimonio di uomini e storie di vita che ha sospinto e rilanciato l’impegno e l’entusiasmo di racchiudere in una raccolta tutto quanto si è raccontato negli anni, in un alternarsi di capitoli dedicati senza distinzioni gerarchiche: squadre e società delle varie categorie, protagonisti e comprimari di vario ordine e grado, personaggi che parevano dispersi nel tempo, aneddoti, risultati, classifiche, statistiche.

Il tutto senza perdere di vista il momento storico, sociale, politico e soprattutto economico che ha caratterizzato il cammino e le trasformazioni di oltre un secolo: gli albori alla fine dell’Ottocento, la crescita della passione tra le due guerre, gli anni della ricostruzione dopo la Liberazione, la solidarietà attraverso le società di mutuo soccorso e l’azione cattolica, il ruolo dei partiti, quelli veri sospinti da ideali, lo sviluppo industriale, il mondo del lavoro. Sempre con il calcio, il “nostro” calcio capace di sostenere un ruolo aggregante nella società, nelle fabbriche (Ilva, Scarpa e Magnano, Monteponi), nel porto, nel commercio, nella scuola.

Ed ecco perché fare rinascere il “nostro” calcio, se possibile riaccenderne l’interesse e la curiosità, oltre ogni età, per chi c’era e chi ne vuole mantenerne memoria, con la voglia e la passione di raccontarlo dalla “A”, come Armella e Altobelli, alla “Z”, come Zanette. Scelti non a caso. Al cuor e ai colori non si comanda. Una piccola enciclopedia in cui (ri)trovare nonni, papà, fratelli, nipoti, amici, compagni di squadra, avversari, sfide memorabili e partite senza un domani, promozioni e retrocessioni e poi un fiume di formazioni con un tanti piccoli e grandi protagonisti per un giorno o una stagione comunque meritevoli di essere sottratti all’oblio.

Il Savona FBC sempre e comunque come fil rouge. Uno spunto per riaccendere l’attenzione su chi ne ha scritto davvero la Storia. Non è e non vuol essere il (“nostro”) calcio del come eravamo ma di come sarebbe bello rinnovarne e rilanciarne il messaggio e l’indirizzo, se non nel tortuoso presente, almeno in un futuro del ritrovato orgoglio e di una fin qui sopita e sempre più silente passione sportiva. Almeno provarci. E da questo piccolo seme che racchiude storie, persone, esperienze di una Città e di un territorio che si potrebbe (dovrebbe?) trovare l’orgoglio, uno spunto, un’idea, uno stimolo, una voglia di fare e di cambiare, di migliorare, crescere, rinnovare e sollecitare la ricerca della dignità appannata se non perduta.

L’obiettivo è ambizioso, forse velleitario, utopico: il passato non ritorna, ma giova conoscerlo nei successi e negli errori. Lo abbiamo rinnovato e riavviato passo passo partendo dal nostro quartiere, la Centrale, ora un grande centro commerciale tra scarpe e hamburger, e dall’Oratorio del Sacro Cuore, la meravigliosa enclave sportiva, umana e sociale realizzata dall’indimenticato don Vittorio Dietrich, prete dalle scarpe e dalla tonaca sempre sporchi della terra del “suo” campetto realizzato a colpi di picco e pala tra la Smalteria e la monumentale parrocchia all’epoca guidata dall’arcigno don Pescio.

Una Storia di calcio ma soprattutto di umanità, di gente di sport, ricordiamo la staffetta Del Buono-Speranza alla guida di un Coni vivo e vitale, altri uomini, altro spesso, altra Città, di un mondo affollato di fatti e persone incontrate o solo intraviste attorno e nella cornice di un campo di calcio. Ci sono gli amici del quartiere, i compagni di scuola e di squadra, di viaggio e di avventura. Ricordarli, senza ordine di tempo ma di memoria è facile e complicato, c’è tanto della nostra vita e di personali esperienze in tempi, situazioni e circostanze diverse tra quartiere, oratorio e storie di club. Una passerella ideale che meriterebbe di diventare infinitamente più lunga scandagliando nella memoria di incontri, presenze, viaggi, collaborazioni e semplici condivisioni.

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