IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...
"Il muro trasparente" spettacolo teatrale Paolo Valerio

Paolo Valerio al Sacco ne “Il muro trasparente – Delirio di un tennista sentimentale”

28/11/20

EVENTO A PAGAMENTO
: Antico Teatro Sacco Via Quarda Superiore, Savona, SV, Italia - Inizio ore 21:00

Savona. Sabato 28 novembre alle ore 21 l’Antico Teatro Sacco si “trasforma” ne “Il muro trasparente – Delirio di un tennista sentimentale” con Paolo Valerio, a cura di Monica Codena, Marco Ongaro e dello stesso Valerio e con la scena di Antonio Panzuto.

La quarta parete del palcoscenico teorizzata da Diderot si ergeva, mattone su mattone, durante lo spettacolo di Remondi-Caporossi assurgendo a metaforico strumento di divisione tra scena e pubblico e tra i due interpreti, uno di qua e uno di là. Era il 1977 e Cottimisti abbinava felicemente Samuel Beckett e Buster Keaton.

Quarantatré anni dopo un muro torna sul palcoscenico: questa volta trasparente, in plexiglass, funzionale allo spettacolo che vede l’attore tennista giocare sul palcoscenico dirimpetto al muro guardando il pubblico e alle norme antiCovid-19 che richiedono in determinati luoghi barriere trasparenti per evitare contagi. Nella fase X che vedrà la riapertura dei teatri con gli spettatori opportunamente distanziati, la separazione attore – pubblico sarà dunque già garantita in partenza.

A riproporre la quarta parete (mai attuale come oggi) è una novità del Teatro Stabile di Verona – Centro di Produzione Teatrale, che debutterà non appena le normative lo consentiranno. Sul palcoscenico solo Max, il protagonista, interpretato da Paolo Valerio che tennisticamente, secondo i parametri FIT, è un 3.4. Max affronta la crisi della sua vita come ha sempre fatto: giocando a tennis. Lo fa contro una parete di plexiglass. Dall’altra il pubblico nei panni, in pratica, dell’avversario.

Max soppesa la racchetta, si confronta con la schiena dolorante, si misura con la passione del tennis e la passione amorosa. Gioca, pensa, racconta, si dibatte. Emergono l’ossessione per il tennis, l’oroscopo, le chat. Momenti di silenzio si alternano a urli di sfida, quasi disperati, di un uomo alle prese con gerarchie di sentimenti che si travasano l’uno nell’altro. Le soluzioni si fanno problemi, l’agonismo dell’innamoramento trascolora nella rivalità tra solitudine e vita. Avrà il fiato necessario per portare a termine la partita? Chi è l’avversario? Cos’è l’amore? Chi vince cosa?

Entrato nella danza nel 1913 con Jeux di Vaslav Nijinski, il tennis è da sempre un buon compagno di viaggio del teatro: dallo spettacolo “Open – La mia storia”, tratto dall’autobiografia di Andre Agassi, a “Doppio misto” di Danilo De Santis e al monologo “La solitudine del tennista” diversi sono stati gli allestimenti incentrati sul tennis. Mai però mettendo in primo piano il “muro”, usato dai campioni per allenarsi. Non il muro irregolare in pietra prediletto da Björn Borg: un muro in plexiglass, un muro ai tempi del Coronavirus. Il tennis evidente metafora della vita.

Vuoi segnalare il tuo evento gratuitamente?

clicca qui e compila il modulo!

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.