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"Bricchetti" olio su tela Carlo Bossi

Omaggio a Carlo Bossi a “Vetrine d’Artista”

07/01 » 05/02/19

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: Banca Carige Corso Italia, 10, Savona, SV, Italia

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Carlo Bossi (Savona, 1916 – ivi, 1997) è stato un artista schivo soprattutto per carattere ma sempre attento al lessico dell’arte con la “a” maiuscola dove si è trovato tra i grandi protagonisti dell’ ”arte viva” in Liguria, come ha scritto Emilio Zanzi (1954) assieme, tra gli altri, a Peluzzi, Collina, Agostani, Pacetti, Caldanzano, Bozzano, Cabiati, Bertagnin.

Un creativo fecondo, presente fino agli anni Settanta con una vena poetica particolarmente felice sia nel bagaglio del disegno (non si possono dimenticare i suoi numerosi bozzetti a matita, a carboncino dedicati, anche, alla natura montana dei paesaggi dove trascorreva i suoi periodi di riposo), sia in quello di una tavolozza molto personale, dove i ritmi coloristici scandiscono i volumi con intensità, pure, vibrante.

Così le sue nature morte (lampade, fiori, vasi, scarponi) vivono in un’aura “preziosa”. Le tele che più sono presenti nel ricordo collettivo sono quelle dedicate, per esempio, al porto di Savona, alla vecchia stazione, a certi interni di cortile, alla Processione del Cristo Risorto. Questo è l’articolato “atlante” delle immagini più care a Carlo Bossi, che lo identificano con l’essere un uomo fermamente attaccato alla cultura materiale della sua Città: le strade strette (i carruggi), le edicole mariane, le memorie, la gente, il mare, le prime colline di Savona.

Bossi in questo suo parlare autonomo e originale, genuino e diretto, ci ricorda da vicino la poetica dell’espressione sincera e grande di Beppin da Ca’ (Giuseppe Cava). Dopo le quadriennali romane (1948, 1952), le partecipazioni a diverse edizioni dei premi Suzzara, Vado Ligure, e della Promotrice di Torino, dopo la sua presenza al Premio Golfo della Spezia (1951), fino al Premio Bagutta di Spotorno (1960).

Bossi è stato attivo anche all’estero (da Buenos Aires a Cordoba, da Mendoza a Montevideo). Ecco perché lo possiamo considerare un “ambasciatore” dell’arte ligure in generale e di Savona in particolare: un poeta per immagini, mai leziose e già viste, infatti, il suo creare dal vero lo ha portato, sempre, alla ricerca di geometrie, scorci, luci diverse, che hanno contribuito a definire la sua cifra personale quale pittore.

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