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Nelle “Vetrine d’artista” della Banca BPER le opere di Tanchi Michelotti

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Dal 10 gennaio al 7 febbraio saranno visibili nelle Vetrine d’artista della sede savonese della Banca BPER in corso Italia le opere di Tanchi Michelotti.

L’inaugurazione alle ore 10, la curatrice della mostra Silvia Bottaro, presidente Associazione “Aiolfi” no profit, Savona e critico d’arte.

La presentazione di Bottaro: “Pittore, uomo, insegnante e, un tempo, anche amministratore pubblico. Dotato di una straordinaria ironia e senso dell’umorismo, e nello stesso tempo riservato e schivo. Fine osservatore della società, dotato di una cultura non comune, il professor Michelotti ha influenzato generazioni di studenti e di giovani artisti con la sua presenza discreta e brillante. Si può dire, senza dubbio, una vita, la sua dedicata all’arte con la varietà dei temi delle sue opere: treni, figure umane, navi, cavalli, bambole, nature morte, paesaggi, biciclette, strumenti musicali, corpi umani, giostre dai vari colori vivaci, dinamici, simbolo delle fasi di ispirazione. Una vita in punta di pennello. Con un grande amore per Ceva, dove vive e lavora. Dipingere per lui, che si è autodefinito “pittore all’antica”, è una vocazione, un’attività sentita come necessità interiore. Si è laureato alla Facoltà di Lettere di Torino con una tesi di Storia dell’arte. Nel capoluogo piemontese è avvenuta la sua formazione artistica, segnalandosi all’attenzione della critica più autorevole, incontrando Enrico Paulucci e Luigi Carluccio e stringendo un sodalizio con Ezio Gribaudo. A Roma, ha collaborato con la RAI su temi d’arte e ha incontrato Carlo Levi. A Torino ha partecipato alle prime collettive, quelle delle Mostre Universitarie Torinesi, curate da Lucio Cabutti, dal 1954 al 1958 e quelle del Piemonte Artistico Culturale dal 1958 al 1960. La prima personale si è tenuta a Ceva nel 1958, località nella quale è tornato poi a vivere stabilmente. Il ritorno in provincia e l’attività di insegnante non l’hanno distolto dai pennelli, ma l’hanno piuttosto indotto a un operoso isolamento. Michelotti ha sperimentato diverse tecniche, dall’olio alla pittura murale, al mosaico. Servendosi di quest’ultima tecnica, ha ideato nel 1985 la decorazione della facciata della chiesa del Sacro Cuore di Mondovì Altipiano. I suoi lavori, dopo la fase iniziale risolta in toni spenti e in una tavolozza più cupa e quasi monocromatica, colpiscono per i colori accesi, cacofonici, sì aspri, a volte, ma sempre briosi, tracciati col tubetto di colore spremuto sulla superficie del supporto, in modo incisivo, energico, il tutto sospeso spesso in una atmosfera fiabesca, a volte lieta, altre tragica”.

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