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"Separazione" spettacolo teatrale Mario Zucca e Marina Thovez

Mario Zucca e Marina Thovez in “Separazione” di Tom Kempinski

05/02/20

EVENTO A PAGAMENTO
: Teatro Osvaldo Chebello Piazza della Vittoria, Via Roma, Cairo Montenotte, SV, Italia - Inizio ore 21:00
  • teatro@unosguardodalpalcoscenico.it
  • Tel. Biglietteria 3333494010 / 3334978510

Mercoledì 5 febbraio alle ore 21 gli spettatori del Teatro “Osvaldo Chebello” di Cairo Montenotte vivranno la “Separazione” di Tom Kempinski, una produzione Ludus in Fabula con Mario Zucca e Marina Thovez per la regia di quest’ultima.

È la storia dell’attrice newyorkese Sarah e del commediografo londinese Joe, separati… da un oceano. I due non si conoscono ma il destino intreccia le loro esistenze. Sarah vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama al telefono per chiedergli il permesso.

Tutto finirebbe qui se non fosse che lo scrittore, da tempo bloccato sulla pagina bianca, affetto da disturbi d’ansia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. Sarah ha una particolarità che la rende in grado di identificarsi con la protagonista della commedia di Joe meglio di chiunque altro. Attraverso l’oceano e i fili del telefono tra i due nasce una sorprendente amicizia e finalmente s’incontrano.

Mario Zucca e Marina Thovez attori teatro

La vita è coraggio, ci dice l’autore, e “Separazione” è in realtà la storia di un commovente e fragile avvicinamento. È una commedia originalissima: sono otto telefonate, otto momenti cruciali della vita dei due protagonisti, otto gradini di conoscenza. In una struttura ad episodi l’autore ci inchioda con un’altalena di sentimenti drammaturgicamente fortissima. Nella vita siamo tutti separati: ogni piccolo egoismo, paura, trauma subìto è una barriera che ci allontana dagli altri e dalla felicità. Non possiamo eliminare le nostre debolezze ma possiamo innamorarci dei difetti degli altri.

Kempinski usa humor e leggerezza. In questa messa in scena alla fissità dell’azione, ossia la ripetitività del gesto telefonico, si contrappone un’ambientazione che, grazie alla fantasia magnifica del grande scenografo Guglielminetti, racconta le due città e le due intimità senza veli.

Da un lato c’è Sarah, aperta alla vita, e la sua New York è la finestra sul mondo con le luci dei grattacieli, il sole, il cielo, la notte. A Londra invece Joe si è recluso in un confortevole rifugio dal mondo cattivo con cui non vuole avere contatti: un muro tagliafuoco, unico testimone delle sue abbuffate e dei suoi attacchi di panico, dopo che amici ed estro creativo l’hanno abbandonato. Ma per fortuna c’è il telefono.

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