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Porto di Savona fotografia storica

Marcello Penner spiega “Il porto dalle industrie alle crociere”

05/02/20

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 15:30

Attenzione l'evento è già trascorso

Mercoledì 5 febbraio alle ore 15:30 nell’aula magna dell’Istituto “Ferraris Pancaldo”, in via alla Rocca di Legino 35, a Savona lo storico dell’industria Marcello Penner terrà la conferenza “Il porto dalle industrie alle crociere”, lezione conclusiva del corso didattico “Il porto, da Savona al mondo” della Società Savonese di Storia Patria (l’evento sarebbe dovuto avvenire il 27 novembre ma è stato rimandato per allerta meteo rossa).

L’inizio dell’industrializzazione della provincia di Savona ebbe inizio nel 1861, quando si insediò in città lo stabilimento metallurgico Tardy e Benech. Dal Cinquecento al 1867 Savona era rimasta nel suo complesso urbano pressoché immutata, com’è possibile osservare dalla cartografia dell’Ottocento riprodotta su alcuni testi di storia locale. La città si presenta ancora chiusa tra le sue vecchie mura medievali e il porto composto dalla vecchia darsena, dal vecchio molo delle “casse” e dal piazzale sorto dopo il riempimento del porto da parte dei genovesi nel 1526.

La Savona di metà Ottocento risulta una città isolata in cui non arriva ancora la ferrovia: i collegamenti sulla terraferma lungo le due riviere e verso il Piemonte sono costituite da strade strette e sconnesse, per cui la via più rapida per i commerci è quella marittima. La popolazione dal censimento del 1858 ammontava a 18.959 abitanti ripartiti nei diversi quartieri della città e dei borghi fuori le mura.

Porto di Savona fotografia storica

Il problema maggiore per il porto è la mancanza di un’infrastruttura di collegamento tra il porto stesso e le principale viabilità. Ancor oggi, a distanza di più di un secolo dal suo avviamento, risulta essere la funivia Savona – San Giuseppe l’unica vera infrastruttura presente. Sviluppandosi parallelo alla costa, il porto ha una viabilità strozzata sia in uscita sia in entrata, che causa enormi problemi al traffico cittadino. La rete ferroviaria è ormai vetusta e insufficiente.

Il porto di Vado Ligure ha una buona dislocazione favorita dalle infrastrutture realizzate negli ultimi anni ma la realizzazione della piattaforma APM garantirà una tale movimentazione che comporterà l’andirivieni di 800 – 1000 tir al giorno, secondo i dati dell’Autorità Portuale, a tal punto che l’infrastruttura stradale sembrerebbe insufficiente. Pertanto i problemi più urgenti sono legati alla viabilità stradale e ferroviaria.

Il porto costituisce un’importante realtà economica per il territorio, capace di offrire lavoro e reddito a circa mille lavoratori diretti, i quali negli anni hanno fatto la storia del porto: i lavoratori della CULP, quelli impegnati nei diversi terminal, gli ormeggiatori, i facchini e il personale dell’indotto. Ricordiamo anche le diverse imprese portuali che investono nelle infrastrutture e portano traffici nel porto di Savona – Vado, creando profitto e lavoro.

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