martedì
17
Agosto
2021

Loano, lo psichiatra genovese Paolo Milone presenta “L’arte di legare le persone”

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17
Agosto
2021
Paolo Milone psichiatra genovese
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Loano. Martedì 17 agosto alle ore 21 nel ridotto del Giardino del Principe lo psichiatra genovese Paolo Milone presenterà la sua prima pubblicazione per Einaudi “L’arte di legare le persone” in un incontro organizzato dalla Libreria Del Conte.

Quante volte parliamo dei medici come di eroi, martiri, vittime… In verità e fuor di retorica sono uomini e donne esposti al male, appassionati e fragili, fallibili, mortali. Paolo Milone ha lavorato per quarant’anni in psichiatria d’urgenza e nel libro racconta esattamente questo. Nudo e pungente, senza farsi sconti, con una musica tutta sua ci catapulta dentro il Reparto 77, in cui il mistero della malattia mentale convive con la quotidianità umanissima di chi a fine turno deve togliersi il camice e ricordarsi di comprare il latte.

Tra queste pagine cosí irregolari, a volte persino ridendo, scopriamo lo sgomento e l’impotenza, la curiosità, la passione, l’esasperazione, l’inesausta catena di domande che colleziona chiunque abbia scelto di “guardare l’abisso con gli occhi degli altri”. “Si riesce a lavorare in Psichiatria solo se ci si diverte – dice l’autore – Io mi sono divertito per anni. Non tutti gli anni, non i primi, troppe illusioni, non gli ultimi, troppi moduli, non quelli di mezzo, troppo mestiere”.

Ci sono libri che si scrivono per una vita intera. Ogni giorno, ogni sera, quando quello che viviamo straripa. Sono spesso libri molto speciali in cui la scrittura diventa la forma del mondo. È questo il caso de “L’arte di legare le persone”, che corre con un ritmo tutto suo, lirico e mobile, a scardinare tante nostre certezze. Con il dono rarissimo del ritratto fulminante Paolo Milone mette in scena il corpo a corpo della psichiatria d’urgenza, affrontando i nodi più difficili, senza mai perdere il dubbio e la meraviglia.

Così ci ritroviamo a seguirlo tra i corridoi dell’ospedale, studiando le urla e i silenzi, e poi dentro le case e le vite degli altri, nell’avventura dei tso tra i vicoli di Genova. Non c’è nulla di teorico o astratto in queste pagine. C’è la vita del reparto, la sete di umanità, l’intimità di afferrarsi e sfuggirsi, la furia dei malati e dei colleghi, il peso delle chiavi nella tasca, la morte sempre in agguato, gli amori inconfessabili, i carruggi del centro storico e i segreti bellissimi del mare. Ci sono infermieri, medici, pazienti, passanti, conoscenti, caduti da una parte e dall’altra di quella linea invisibile che separa i sani dai malati: a ben guardare solo “un tiro di dadi riuscito bene”. Ecco perché non si potrà posare questo libro senza un’emozione profonda e duratura e senza parlarne immediatamente con qualcuno.

Loano
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