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Mostra presepi Chiara Coda Savona Società Operaia "N. S. di Misericordia"

La scultrice vadese Chiara Coda espone i suoi Presepi

30/11 » 21/12/19

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 16:30 - Fine ore 18:30
  • socsv.segreteria@gmail.com
  • Tel. Società Operaia Cattolica 3703698331

Da sabato 30 novembre a sabato 21 dicembre dalle 16:30 alle 18:30, tranne la domenica, presso la Società Operaia Cattolica “Nostra Signora di Misericordia”, in via Famagosta 4, a Savona l’artista vadese Chiara Coda espone i presepi con cui nell’estate 2004, con la mostra “Natura & Scultura”, ha inaugurato per le Antiche Mura di Savona una felice stagione artistica.

Il presepe è un autentico leitmotiv nella sua vita creativa. I ritratti, le maternità, i bambini e i gli animali sono stati sempre per lei un motivo ricorrente di ispirazione. Il presepe quindi è per l’artista non solo un tema di contemplazione ma soprattutto una composizione articolata di personaggi, animali e ambiente, tanto da risultare anche un pretesto per esercitare la propria bravura. Un esercizio di rappresentazione, in dettaglio o per sintesi.

Così lo interpreta, quasi in bilico tra descrizione evocativa e sintesi poetica. Quella sintesi che l’artista esprime con decisione nelle sue opere a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Chiara Coda ha raggiunto molto presto la maturità espressiva e una sua personale identità stilistica. In tenera età ha cominciato a frequentare importanti maestri nell’arte. La sua abitazione si trovava a poca distanza dalla casa di Arturo Martini. Chiara era solo una adolescente di tredici anni quando osservava con vivo interesse le grandi sculture che Martini disponeva in giardino, soprattutto le grandi opere in argilla poste lì ad asciugare.

La giovane aveva superato gli esami per l’ammissione al Liceo Artistico di Brera, senza poi iscriversi per non lasciare la famiglia e il padre Agostino Coda, animatore a Vado Ligure del gruppo artistico La Goletta. In seguito ha intessuto una bella amicizia con Marino Nencioni, allievo di Martini, e frequentato spesso il suo laboratorio nel centro storico di Vado Ligure. Nella cittadina vi era un’importante fabbrica: la Monteponi, che attraeva la presenza di molti artisti e dove anche la giovane Chiara andava a lavorare l’argilla.

Appartiene a questo contesto il ritratto della madre, realizzato in argilla refrattaria nel 1946. Nel dopoguerra Chiara Coda comincia a frequentare Albissola Marina e lo studio dello scultore Achille Barbaro, che insegnava a Brera e veniva in estate in riviera. Frequentava regolarmente anche Giovanni Battista De Salvo, da cui prendeva lezioni di disegno e studiava il nudo con la presenza di una modella, ad Albisola Capo. Chiara nel ‘48 – ’50 ha preso poi lezioni di disegno da Renata Cuneo, che la riceveva a Savona nel suo studio di piazza Monticello.

L’entrata in scena di Chiara Coda avviene all’inizio degli anni Settanta. Con una solida preparazione partecipa alle prime mostre collettive. Frequenta dal 1972 e per circa un decennio la ceramista Pina Olivero ad Albissola Marina. Con Pina Olivero Chiara espone alla Campanassa di Savona il suo primo presepe in maiolica colorata nel 1972 e in seguito nella Rassegna 2000 del 1979 e del 1980. È Pina Olivero che introduce Chiara al colore e alla maiolica. Nascono così le sue canestre con frutta, le bomboniere, i fiori, le figure vivacissime dei Suonatori. Ma non è propriamente la maiolica la dimensione espressiva più autentica per questa artista che trova nella potenzialità plastica dell’argilla e nella purezza essenziale della terracotta la sua strada maestra.

Nella statua della Madre, opera donata da Aldo Buzio al Borgo Museo di Castagno di Piteccio (Pistoia), e in generale le sue moltissime figure femminili, i personaggi diventano tipi umani, persone semplici che appaiono ai nostri occhi quasi figure solenni, ma colte nel loro quotidiano, banale e tuttavia irripetibile. Stati d’animo, situazioni e gesti che non si dimostrano, non declamano ma si lasciano intuire, creando un’atmosfera di profonda empatia con l’osservatore.
Chiara Coda predilige l’argilla per il suo potenziale plastico; ama il colore caldo della terracotta.

Non svuota le sue creazioni di terra dopo averle plasmate ma con sapienza adagia sul vuoto quella materia argillosa resa sottile come una sfoglia o come un lembo di stoffa che poi plasma con la leggera pressione delle sue dita. Le sue forme fanno proprio lo spazio, come una coperta con cui riscaldarsi e come un guanto che riveste la mano. Le sue figure emergono con timido stupore e naturalmente, chiamate alla luce con quella delicata fermezza che la consuetudine all’amore impone.

Mostra presepi Chiara Coda Savona Società Operaia "N. S. di Misericordia"

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