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“La molteplicità del sacro”. voci e figure dal libro dell’”Apocalisse” in una mostra a Varazze

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Varazze "La molteplicità del sacro" mostra d'arte Chiesa Sant'Ambrogio

Varazze. Dal 18 al 26 aprile la Collegiata Sant’Ambrogio Vescovo ospita il ciclo di dipinti “La molteplicità del sacro – Voci e figure dal Libro dell’Apocalisse”, realizzato da Giovanni Gronchi e Luca Sturolo. L’esposizione nasce dall’intento dei due autori di condurre ad una lettura più approfondita uno dei libri più importanti, il sigillo del Nuovo Testamento, attraverso l’antico mezzo espressivo della pittura. Lettura troppo spesso malintesa, male interpretata e inquinata da contaminazioni provenienti da una bassa letteratura, che ha sempre volutamente trascurato e ignorato la ricchezza poetica di quest’opera.

L’allestimento è costituito da ventuno olii su tela delle dimensioni di 100 x 150 cm e in cui le iconografie antica e moderna s’intrecciano allo scopo di comunicare la volontà di essere fedeli tanto al testo quanto allo spirito del libro. Non diversamente dalla “Divina Commedia” di ante l'”Apocalisse è un incontro di più voci e figure. Tutto è mobile, cangiante, scintillante, insieme sonoro, visivo e scrosciante, come se la luce, l’acqua e il suono, la componente angelica e quella demoniaca nascessero dallo stesso fondo.

Voci che parlano attraverso le parole scritte e figure che si staccano da uno sfondo quasi teatrale, come se la divinità si rivelasse come il più grande e ipnotico artefice di una grandiosa messa in scena, come se la poesia cifrata e la poesia mistica avessero ancora una volta bisogno di spettacolo e decorazione, bagliori e oscurità che sgorgano dalle loro profondità e le nascondono.

Ciononostante resta un libro ermetico, misterioso, sfuggente, impossibile da illustrare, possibile, semmai, da accompagnare silenziosamente con immagini, traducendo le sensazioni visive che ci trasmette lo scorrere di ogni pagina. Un libro che procede per vie ellittiche e così pure il lavoro sulle immagini, che non si poteva realizzare se non attraverso la pittura. Uno sguardo al passato ma anche al presente, al remoto e al moderno, ai codici miniati medioevali e all’arte moderna. Non è un mistero che proprio da un manoscritto dell’XI secolo, l’”Apocalisse di San Severo”, Henri Matisse abbia tratto ispirazione per il suo famoso libro d’artista “Jazz”.

Quindi una doppia evocazione, necessaria per ribadire la necessità e l’importanza della memoria, remota e recente, ma soprattutto un tentativo di trascrizione per immagini di un’opera fondamentale troppo spesso, più o meno volutamente, male interpretata attraverso visioni catastrofiche, orrorifiche e falsamente millenaristiche.

Lunedì 18 aprile alle ore 17 si terrà una conversazione di introduzione alla mostra con gli autori e il biblista don Claudio Doglio.

Varazze
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