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"La leggenda del Santo bevitore" spettacolo Andrea Nicolini e Federico Bagnasco Savona

“La leggenda del Santo bevitore” – Spettacolo di narrazione musicale al Sacco

07/12/19

EVENTO A PAGAMENTO
: Antico Teatro Sacco Teatro Sacco, Via Quarda Superiore, Savona, SV, Italia - Inizio ore 21:00

Attenzione l'evento è già trascorso

“La leggenda del Santo bevitore” è il titolo dello spettacolo di narrazione musicale dal romanzo omonimo di Joseph Roth (1939) che andrà in scena sabato 7 dicembre alle ore 21 al Teatro Sacco di Savona. Sul palco l’attore e fisarmonicista Andrea Nicolini e il contrabbassista Federico Bagnasco (posti limitati, è gradita la prenotazione).

Il protagonista è un uomo ormai tagliato fuori dalla società, alcolizzato, uno straccione che vive sotto i ponti della Senna, visitato da brandelli di ricordi con cui cerca di ri-tracciare e rintracciare la sua identità. Un uomo la cui vita è stata distrutta da un amore, un omicidio e soprattutto dalla galera. Un uomo pieno di sogni che si infrangono continuamente dentro un bicchiere di pernod.

Talmente fragile da essere un devoto dei santi, espressione di una fede fanciulla che malgrado tutto gli sopravvive dentro. Vive nella decadenza dell’impero austroungarico, già diventata risurrezione terribile nella Germania di Hitler. Quest’uomo ci appartiene e dunque va cantato, vanno cantate la sua fragilità e la sua forza sotterranea, un impeto inarrestabile che lo spinge inevitabilmente fino alla fossa. Un uomo che tenta di trasformarsi perché ha solo quella speranza per sopravvivere e non ci riesce.

"La leggenda del Santo bevitore" spettacolo Andrea Nicolini e Federico Bagnasco Savona

La musica è sfondo, interpunzione, intervallo, enfasi, dà voce agli aspetti più emotivi che si nascondono fra le righe. La musica mette in luce e crea oscurità e mistero.

Federico Bagnasco sfrutta le diverse potenzialità timbriche del suo contrabbasso, cercando espliciti parallelismi con alcuni temi ricorrenti nel racconto: il miracolo, il senso di angoscia misteriosa e lugubre che avvolge il personaggio, con il suo passato e le rive della Senna, un senso quasi di sacro e visionario misticismo, l’ubriacatura, l’entusiasmo di chi ritrova speranza, la sensualità, la vertigine… e poi Parigi, che fa da cornice a tutto, con i suoi valzer e i suoi bistrot.

Sono come diverse scenografie sonore, fatte di armonici e glissandi, cupe melodie e aspre dissonanze che, con le efficaci e caratteristiche incursioni dell’accordéon, si alternano fra sbalzi e passi di danza, onde e bordoni, e così facendo supportano e arricchiscono il racconto. Come una seconda voce che prova a narrare ciò che non si può narrare, la realtà irreale di un ubriaco che vive un miracolo.

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