giovedì
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Gennaio

I “Musicisti savonesi” Daniela Piazza e Fulvio Bianchi in un concerto per pianoforte a quattro mani

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Gennaio
Pianoforte strumento bianco e nero

Savona. Per la rassegna “Musicisti savonesi” della XXVI Stagione Concertistica dell’Associazione Musicale “Gioachino Rossini” giovedì 27 gennaio alle ore 17 alla Sala Stella Maris Daniela Piazza e Fulvio Bianchi suoneranno a quattro mani al pianoforte.

Il duo è nato alla fine degli anni ’90 nell’ambito dell’organizzazione e della direzione del gruppo musicale Armonia del Liceo Classico “Gabriello Chiabrera”. Da tale esperienza ha iniziato ad esibirsi dapprima nei saggi del gruppo e poi autonomamente, esordendo con un concerto al Teatro Angelicum di Finale Ligure in un programma dedicato a Brahms, cui ne sono seguiti parecchi altri.

Nel concerto proporrà interessanti e piacevoli composizioni, talune di non consueta esecuzione, che bene possono esemplificare l’evoluzione dei generi sonata e variazioni su tema per pianoforte a quattro mani dagli esordi, nella seconda metà del Settecento, alla piena affermazione, nei primi decenni dell’Ottocento, nel passaggio dal Classicismo al Romanticismo.

Le due sonate di Mozart in do maggiore e in sol maggiore testimoniano due momenti opposti dell’attività del genio musicale austriaco, l’esordio e la maturità, e la transizione da una dimensione di brillante “divertissement” al più consistente impegno compositivo, pur nella conferma dell’accattivante gradevolezza dell’ascolto. La sonata beethoveniana in re maggiore opera 6, benché relativamente giovanile (nel 1797 Beethoven aveva 27 anni), presenta già molti tratti distintivi dell’energia e della originalità nelle soluzioni armoniche dell’autore. Le variazioni “Ich denke dein” mostrano un aspetto più intimo e di mesta letizia e confermano la ben nota maestria del compositore nel genere.

Per ampiezza e ricchezza nell’articolazione e distribuzione delle parti la “Grande Sonate op. 30” di Schubert è già un esempio della maturità del genere della scrittura pianistica a quattro mani nei primi decenni dell’Ottocento. Rara e poco eseguita, la composizione di Chopin, postuma e consistente in sei variazioni su un tema nazionale di Moore (tra l’altro con una certa somiglianza al noto tema del Carnevale di Venezia), potrebbe essere per molti fra il pubblico una vera scoperta.

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