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Finale Ligure Arene Candide Grotta

Giornate del Patrimonio alla scoperta delle Arene Candide e del Teatro Aycardi

26/09 » 27/09/20

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Finale Ligure. Sabato 26 e domenica 27 settembre si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio. Anche quest’anno il Museo Archeologico del Finale e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri partecipano alla più estesa e partecipata manifestazione culturale nel Vecchio Continente attraverso il progetto “Museo Diffuso del Finale” in accordo e con il sostegno del Comune.

Sabato alle 16 e alle 17:30 e domenica alle 10 e alle 11:30 sarà possibile visitare la Caverna delle Arene Candide (prenotazione telefonica obbligatoria). Attraverso un percorso che permette di effettuare un viaggio indietro nel tempo, da oggi fino a circa 30mila anni fa, si possono ripercorrere le avvincenti ricerche condotte in oltre 150 anni all’interno della grotta.

Caverna Arene Candide Finale Ligure visite guidate

Al suo interno si conserva una sequenza ininterrotta di sedimenti che contengono imponenti tracce della frequentazione umana tra il Paleolitico superiore (30mila anni fa circa) e l’età bizantina (VII secolo d.C.). Si tratta ancora oggi della più articolata e completa stratigrafia archeologica del Mediterraneo, in un contesto ambientale di giacitura estremamente favorevole alla buona conservazione dei reperti.

Biglietto: intero 10 € a persona; ridotto 5 € a persona per bambini sotto i 10 anni, over 65, soci IISL, ICOM o Touring Club Italiano, studenti universitari muniti di tessera di riconoscimento.

Apertura Teatro Aycardi

Sabato dalle 17 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 si potrà visitare gratuitamente il Teatro Aycardi. Una sobria facciata dipinta a finte architetture sul fronte curvilineo dell’omonima piazza nasconde il più antico teatro ottocentesco conservatosi in Liguria. Si tratta di un piccolo gioiello, espressione della florida vita sociale e culturale che animava il borgo in quel periodo.

Nel corso dell’Ottocento ospitò con buona regolarità compagnie di prosa e musica, rappresentazioni delle più celebrate opere di Bellini, Donizetti e Verdi. Nel Novecento fu utilizzato soprattutto dai filodrammatici locali, dai circoli culturali e dall’Accademia Filarmonica. “Un piccolo teatro sì, ma elegante vi fu fatto edificare in sul principio di questo secolo da varie persone di questa città a proprie spese”, scriveva Goffredo Casalis nel 1840.

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