"Fantasmi a Ferrania": al Cinema "Chebello" il film che rievoca la storia della fabbrica valbormidese - Il Vostro Giornale
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“Fantasmi a Ferrania”: al Cinema “Chebello” il film che rievoca la storia della fabbrica valbormidese

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Cairo Montenotte. Venerdì 18 giugno alle ore 21 al Cinema Teatro “Osvaldo Chebello” si terrà la proiezione in prima visione di “Fantasmi a Ferrania”, il film che rievoca la storia della fabbrica per la regia di Diego Scarponi, organizzata dal Comune in collaborazione con Ferrania Film Museum e Kiné.

Ferrania è un luogo, una fabbrica, un marchio riconosciuto in tutto il mondo che per decenni ha fatto la storia della fotografia e del cinema in Italia ma oggi è un territorio desolato in cui vivono numerosi ex lavoratori dello stabilimento in cerca di una nuova direzione. La storia della fabbrica delle pellicole impiantata in un piccolo borgo dell’entroterra ligure ha compiuto cento anni ed è al tempo stesso la storia di un enorme stabilimento, una società, un marchio, un territorio.

Un’intera vallata coinvolta nella chimica del fotosensibile, generazioni di uomini e donne che al buio hanno creato rullini fotografici, pellicole cinematografiche, radiografie, lastre per la stampa. Una fabbrica tecnologicamente avanzata, racchiusa dentro palazzi di gusto liberty, circondata dai villaggi operai, attraversata dal fiume Bormida e lambita dalla ferrovia, immersa fra i boschi dell’Adelasia.

Dall’installazione nella frazione di una fabbrica di esplosivi nel 1915, passando per il fascismo, la lunga fase contrassegnata dalla dirigenza dell’ingegner Luigi Schiatti, l’acquisizione da parte degli americani della 3M, le lotte sindacali, le speculazioni e gli errori, si arriva fino allo scenario di abbandono, quasi lunare, dove si muovono i protagonisti del film e nonostante tutto ci sono attività imprenditoriali che cercano di rinascere.

“Il film è un’esplorazione soprattutto attraverso i volti di tre reduci dell’esperienza Ferrania, Alessandro Marenco, Andrea Biscosi, Alessandro Bechis, i quali cercano tracce, segni, ricordi – spiega Scarponi – Non è un’operazione dettata dalla nostalgia ma dalla ricerca di un’identità, un senso, un percorso. Tre personaggi, tre diverse chiavi d’accesso ad una storia ricca, complessa e stratificata, una storia industriale unica. La storia della Ferrania, la fabbrica delle pellicole impiantata in un piccolo borgo dell’entroterra ligure, ha compiuto cento anni. È al tempo stesso la storia di un enorme stabilimento, una società, un marchio, un territorio: un’intera vallata coinvolta nella chimica del fotosensibile, generazioni di uomini e donne che al buio hanno creato rullini fotografici, pellicole, radiografie, lastre per la stampa”.

“Su pellicola Ferrania è impressa la storia del cinema italiano tra gli anni ‘30 e ‘60: Pasolini, Rossellini, Fellini, Lattuada e molti altri autori hanno usato la Pellicola Ferrania per i loro capolavori – prosegue – Una fabbrica tecnologicamente avanzata, racchiusa dentro palazzi di gusto liberty, circondata dai villaggi operai, attraversata dal fiume Bormida e lambita dalla ferrovia, immersa fra i boschi dell’Adelasia. L’immagine fotosensibile in pochi anni è stata sostituita da quella digitale e questa senza dubbio è una delle cause della fine di Ferrania. Nel nostro racconto, invece, i diversi formati si intrecciano, i linguaggi si mescolano in una convivenza possibile di tecnologie, materie e colori che dialogano tra loro e ci raccontano qualcosa”.

“Scoprendo Ferrania si scoprono le storie delle persone che ci hanno lavorato, le aspettative, i sogni, le pratiche sociali, le passioni, i successi e i fallimenti – conclude il regista – Ogni linea narrativa si mescola con le altre nella complessità di una realtà che non si può descrivere nella sua interezza ma va esplorata nella sua frammentarietà, traendone soprattutto sensazioni, riflessioni e suggestioni piuttosto che risposte”.

Per assistere alla proiezione si consiglia la prenotazione. L’assegnazione dei posti avverrà alla cassa dalle ore 20:15 con pianta statica a scacchiera. È obbligatorio l’uso della mascherina.

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