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"Destinazione Ravensbrück" libro Donatella Alfonso

“Destinazione Ravensbrück”: Donatella Alfonso racconta il lager delle donne

23/01/21

EVENTO GRATUITO
: - Inizio ore 15:00

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Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz e ogni anno in questa data, divenuta simbolica, si celebra il Giorno della Memoria in cui si ricorda uno dei periodi più bui dell’umanità: la pianificazione dello sterminio di ebrei, disabili, oppositori politici, omosessuali, zingari, testimoni di Geova, asociali, apolidi.

Per l’occasione sabato 23 gennaio alle ore 15 su Zoom la giornalista Donatella Alfonso presenterà il libro “Destinazione Ravensbrück – L’orrore e la bellezza nel lager delle donne”, scritto con la collaborazione di Laura Amoretti e Raffaella Ranise.

Quando si parla della deportazione femminile non possono essere dimenticati l’orrore e le ferite che i nazisti hanno inflitto alle donne e occorre ricordare il sacrificio e gli atti di resistenza messi in atto dalle deportate di tutta Europa, ebree e politiche, soprattutto durante il lavoro forzato nella fabbrica della Siemens.

shoah giorno della memoria

A Ravensbrück, come in tutti i lager del sistema concentrazionario nazista, va ricordato la sterminio di milioni di innocenti pianificato nella “soluzione finale” nella Conferenza di Wannsee del 1942 da parte delle SS. Il lavoro forzato e l’omicidio di massa proseguito sino alle ultime ore prima della Liberazione aveva previsto la morte di più di 11 milioni di bambini.

L’incontro è organizzato dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti di Savona e Imperia con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza “Umberto Scardaoni” di Savona e sarà moderato da Maurizio Barbero, membro del comitato direttivo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Vado Ligure. Invitata speciale sarà Ambra Laurenzi, presidente del Comitato Internazionale di Ravensbrück e figlia di Mirella Stanzione, sopravvissuta al lager.

A distanza di 76 anni prosegue dunque il compito dell’ANED nella ricerca e nella memoria dei tantissimi che dai lager non fecero più ritorno: ricordare significa soprattutto conoscere ciò che è avvenuto e le sue cause, perché, come ammonisce Primo Levi, “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.

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