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Andrea Nicolini attore e Phonodrama duo Gianluca Nicolini flauto e Fabrizio Giudice chitarra

“Come una lingua di fuoco”: l’invasione del Messico con Andrea Nicolini e i Phonodrama

31/10/20

EVENTO A PAGAMENTO
: Antico Teatro Sacco Via Quarda Superiore, Savona, SV, Italia - Inizio ore 21:00

Savona. Nel contesto della II Rassegna Teatrale “Luciana Costantino” sabato 31 ottobre alle ore 21 il Sacco ospita il monologo con musica dal vivo “Come una lingua di fuoco – L’invasione di Messico con le parole dei vinti” con l’attore Andrea Nicolini, il flautista Gianluca Nicolini e il chitarrista Fabrizio Giudice, questi ultimi componenti il duo Phonodrama.

1517: i Conquistadores arrivano in Messico. Come un elemento estraneo, penetrando in un corpo umano sano, può infettarlo fino a ucciderlo, così gli “extraterrestri” spagnoli segnano la fine del popolo azteco. Il narratore, indigeno, descrive gli eventi dai presagi funesti al sanguinoso giorno dell’ultima strage.

Gli Aztechi non possiedono gli anticorpi che permettano una difesa valida (le trombe di fuoco annientano archi e frecce). Moctezuma è il principale eroe tragico della vicenda: non riesce a capire, non sa decidere se resistere o fuggire. Gioca a nascondino con il nemico fino a che questi non piomba nel suo palazzo splendente d’oro per saccheggiarlo. Il re verrà prima ossequiato, poi imprigionato, infine ucciso.

L’acqua del lago Texcoco e dell’Oceano, il fuoco degli incendi e delle armi, l’aria e la terra rubate: elementi tragici per raccontare la Storia da un altro punto di vista. Fonte principale del monologo è il Codice Fiorentino, raccolto da Bernardino de Sahagun intorno al 1550 da testimonianze in lingua nahuatl, la lingua dei vinti. È come se fosse un unico indigeno a parlare. È lui il coro, l’osservatore, il narratore, il testimone oculare, pari a quello che vide Edipo cavarsi gli occhi nella tragedia di Eschilo.

È come se un cronista dell’epoca sul posto avesse potuto intervistare pochi minuti dopo ogni singolo avvenimento raccontato, un uomo del luogo. È quindi una serie di avvenimenti che racchiudono dapprima curiosità morbosa per gli strani uomini a cavallo di cervi che arrivano dal mare, per le loro “trombe di fuoco”, i loro “vestiti” fatti di metallo. Poi subentra la paura, il terrore, lo sgomento, fino al pianto dirotto dell’ultima scena, quella della strage della Festa Sacra. Il racconto è accompagnato e impreziosito dalle musiche eseguite dal vivo per flauto e chitarra.

Lo spettacolo è adatto ad un pubblico scolastico dalle medie in poi perché tratta un argomento storico forte come quello degli anni della scoperta dell’America e dell’inizio dell’Evo moderno, portando luce con elementi nuovi e specifici sulla verità storica.

Altri aspetti importanti in rilievo sono quelli antropologici e filosofici, la collocazione geografica dei luoghi degli avvenimenti, l’avvicinamento e approfondimento del linguaggio musicale come mezzo di comunicazione ed espressione e presa di coscienza delle sue valenze specifiche in relazione alla parola, la conoscenza degli strumenti musicali utilizzati e degli stili musicali del Novecento, cui appartengono le musiche presentate (compositori centro e sud americani ed europei).

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